il catramato fa tutto lui, si sa…

dice che il governo alla fine si è fatto grazie a lui che ha autorizzato salvini…

berlu

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quando il killer è lo stato (laico o religioso)

ritratto (95x160)nahed hattar, ucciso a colpi di pistola. keith lamont scott, ucciso a colpi di pistola. contesti molto differenti, forse opposti, dinamiche simili se non identiche. il primo assassinato da un imam che, in posti come la giordania dove la religione è stato, può essere considerato uomo di stato…in più mi chiedo se il semplice condividere su un social network una foto porta all’incriminazione e al dover sostenere un processo, non configuri una complicità dello stato (appunto) nell’assassinio di una persona che quello stesso stato dovrebbe semmai proteggere.
il secondo, scott, ucciso da agenti della polizia di charlotte, un video prodotto dalla stessa polizia che dovrebbe scagionare i suddetti che invece conferma l’ennesima ‘esecuzione’ di un individuo in quel momento inerme comunque inoffensivo.
tutto ciò è la conferma che nelle forze dell’ordine statunitensi (e forse nelle polizie di tutto il mondo ma è degli states che stiamo parlando ora) sono presenti dei killer ‘autorizzati’ dal distintivo e con tanto di stipendio – leggi: pagato dalla comunità – e che fra i religiosi/uomini di stato della giordania (e forse di tutto il mondo ma è della giordania che stiamo parlando adesso…) sono presenti degli assassini, pronti ad entrare in azione se non credi in quello che credono loro, se non credi in ciò che loro ti dicono di credere

medici e obiezione

judas header2radiazione per i medici che negano o semplicemente sconsigliano i vaccini. il ministro lorenzin ha dichiarato che l’obiezione di coscienza non può prevalere sulla tutela della salute. evviva…sul serio, mi verrebbe da esultare (ho solo un flebile(…) dubbio e cioè se tutto ciò non sia un favore alle case farmaceutiche). poi però mi chiedo: costringere una donna a fare il proverbiale e quanto mai azzeccato giro delle sette chiese per poter abortire – chimicamente o con intervento – e vedersi porte e portoni sbattuti in faccia mentre un feto non voluto continua a crescere in grembo non è un attentato alla salute? e prima che qualche minkione se ne esca con la fotta che si tratta di obiezione religiosa, ricorderei ad i suoi eventuali neuroni solitari che siamo in uno stato laico e se l’eventuale medico obiettore deve rendere grazie a qualche zio prete che gli ha fatto fare carriera a noi ce ne importa meno che nulla

il senso di renzi&co. per la legge elettorale

IMG_7531copia“se il pd risulta essere il primo partito il premio di maggioranza va alla lista e non alla coalizione”

“e se i cinque stelle prendono più voti?”

“allora il premio di maggioranza va alla coalizione”

“e se i  cinque stelle, pure da soli, prendono più voti di tutti i partiti e di tutte le coalizioni?”

“Allora buchiamo il pallone”

nanni moretti: meno recita, meglio è…

ritratto (95x160)ero  davvero giovane quando feci un riflessione semplice semplice: “sì, non impazzisco per i film di moretti ma il punto è un altro…come attore fa proprio schifo”; a corroborare questo mio criticabilissimo pensiero (anche nel discutere la questione con amici) ho sempre ‘suggerito’ che moretti avrebbe dovuto trovare un alter ego al di qua (o là, se preferite) della macchina da presa, bravo attore, al quale far interpretare il se stesso che propone nei suoi film

ma veniamo ad oggi: stamane leggo l’editoriale di travaglio (che quando divaga sulla satira o sulla critica artistica mi innervosisce, un po’ perché non lo ritengo all’altezza – per la satira- ma più che altro perché dai suoi editoriali – che da quando è diventato direttore sono raddoppiati di estensione, bene – uno si attende la precisa critica ragionata agli scempi che i nostri politici e la fauna che li circonda sono soliti produrre, ma questo è un altro discorso) e su detto editoriale trovo una citazione di dino risi il quale diceva, riassumendo, che moretti avrebbe dovuto stare, recitativamente parlando, ben lontano dai suoi film…ora, io non ho visto l’ultimo prodotto di nanni moretti ma so che ha affidato ‘se stesso’ alla buy, anche se recita una parte minore; io continuo a pensarla come tanti anni fa: più moretti sta lontano dal recitare, meglio è, senza che ciò intacchi minimamente una cosa che, piaccia o no, è ben più che assodata: nanni moretti non è semplicemente un cineasta e/o un artista ma un uomo di cultura nonché fine politico

ah, si dice che moretti abbia un carattere di merda…e chi se ne frega

15/04

aggiorno l’articolo con una riflessione fatta stamane: una vocina ben cattivona mi suggerisce che forse il buon nanni ha scelto di defilarsi – e manco tanto, visto che comunque in ‘mia madre’ ha un ruolo – in quanto sarebbe stato alquanto singolare che il moretti storico coincidesse con il personaggio interpretato visto che per la madre non sarebbe potuto essere altrettanto, per l’ovvio motivo della sua scomparsa

vanessa e greta bentornate, ora andate a giocare con le bambole

ritaglio squadrapremessa: quel che scriverò potrà essere facilmente strumentalizzato da chi ‘ideologicamente’ sta agli antipodi rispetto a me (e già, per me la parola ‘ideologia’ non passerà mai di moda…) ma ciò non deve frenarmi nel dire quel che penso, anzi…
sono davvero contento che vanessa e greta siano rientrate presso i loro cari sane e salve e non me ne può fregare di meno della diatriba su quanto si sia pagato per il riscatto: la vita umana vale sempre di più; magari, a principiare da gentiloni, eviterei la tipica italica ipocrisia e le conseguenti (gravissime) menzogne perché, ficchiamocelo bene in testa, il riscatto è stato pagato…ma voi ve li immaginate dei rapitori che si tengono gli ostaggi per sei mesi, rischiando di finire accoppati durante un blitz o ad un posto di blocco e poi li danno indietro ‘a gratis’, come se avessero scherzato?
ora però stiamo ai fatti: il nobile intento di dare supporto ai siriani in difficoltà pare si dovesse estrinsecare nel fornire kit di sopravvivenza a persone che operavano in teatri di guerra, almeno uno per gruppo (quattordici persone o giù di lì); il punto è che nei teatri di guerra ci dovrebbero agire persone preparate e non due bambacione ventenni il cui nobile intento è forse tracimato nell’atteggiarsi a lara croft ‘de noantri e de sinistra’…quindi partire – e permettere loro di farlo: dove erano genitori e fratelli? – per una destinazione così critica è stato da emeriti idioti
vorrei infatti chiedere al padre di vanessa con i capelli tinti e le sopracciglia appena rifatte giacché le telecamere di ordinanza incombono, con quel falso accento nordico che lo rende più ridicolo di malgioglio (tranquilli, quello è più terrone di me) se ha discusso con la figlia prima della sua partenza e cosa si sono detti; o chiedere al fratello di greta il quale afferma che “l’unità di crisi della farnesina è la migliore del mondo” (sarà pure vero, ma allora per garantire ciò in prima persona,  lui deve avere una pletora di sorelle, tutte di cittadinanza diversa e tutte rapite) se il tenore della serietà dei discorsi con sua sorella greta sono alla stregua della cazzata appena citata…
poi ci sarebbe da chiedere alla boldrini (sempre difesa da questo blog quando ingiustamente attaccata: la boldrini è nuda, il cervello pure) cosa c’azzeccano i rapimenti di giornalisti che in quanto esperti e pur rapiti, dimostrerebbe che l’imperizia delle ragazze non ha a che vedere col loro rapimento…i giornalisti vanno in dati posti preparati e, primariamente, per mestiere, permettendo di conoscere cose di cui probabilmente non sapremmo nulla o ben poco e ciò non depotenzia la tesi che vanessa e greta hanno fatto una gran cazzata, del tutto gratuita e pericolosamente naive (non ci vuole un grande sforzo per capire quanto l’ingenuità sia perniciosa, specie se lasciata libera a se stessa come si evince dalla storia di greta e vanessa)
di modi per portare aiuto al popolo siriano ce ne sono differenti e ve lo dice uno che gli amici siriani ce li ha e non c’è bisogno di essere sconsiderati perché, nella migliore delle ipotesi, non ottieni una mazza rispetto alle tue sbandierate o meno buone intenzioni, nella peggiore invece, l’accoglienza con i fiori te la ritrovi sotto forma di corone…
rispetto alle critiche sessiste, alle illazioni di sesso con i rapitori (gasparri è gasparri, che colpa può averne…) ovviamente mi dissocio nella maniera più assoluta in quanto la cazzata fatta è cazzata in quanto tale e non ‘di genere’

pino daniele: siamo sicuri che se ne è andato un grande chitarrista?

judas header2ho guardato la televisione per mezz’ora scarsa oggi seguendo notizie come sono uso fare a completamento dello sfogliare (per lo più virtualmente) giornali e siti…
in un così breve lasso di tempo ho sentito citare più volte la partecipazione di pino daniele a ‘crossroads’ (2010), la rassegna ‘made in eric clapton’, che confermerebbe la grandezza di daniele come chitarrista
ora, non so se chi parla di crossroads (giornalisti ed intervistati) abbiano mai visto la rassegna in questione…il mio umile invito è: guardatela prima di bervi tutto quel che si dice in giro come oro colato e poi riparliamone…
ovviamente non sono qui a dissacrare, anzi, se volete celebrare un poeta, un artista o comunque una perosna che vi piaceva e per qualche motivo vi emozionava sono pronto ad unirmi a voi, però , a mio modesto avviso, essere un ‘chitarrista’ implica alcune cose e se dei montoni portano ad esempio crossroads per magnificare daniele come chitarrista o non sanno ciò di cui cianciano, confermandosi dei cialtroni matricolati, o sono dei gran leccaculo (magari senza che nessuno abbia richiesto l’adoperarsi di lingua, ma ciò non mi sorprenderebbe)

…allora mi chiedo se alemanno non sia ostaggio di qualcuno che lo ha messo lì a fare il pupo

don giorgio“…allora mi chiedo se alemanno non sia ostaggio di qualcuno che lo ha messo lì a fare il pupo”
no, non è un’autocitazione, non oserei…semplicemente stavo rileggendo un articolo di qualche tempo fa (la nevicata su roma) ed alla fine facevo questa riflessione;
alla luce di quel che sta emergendo con l’inchiesta ‘mafia capitale’ ha un certo sapore divinatorio, direi…
vi linko l’articolo in questione: alemanno, vai a cagare tu, tua moglie, tuo figlio e tua sorella

caro renzi, se proprio non riesci a far pace con la lingua italiana, almeno chiedi scusa a manzoni

IMG_7531copiacito la mia memoria (fallibilissima) e un articolo di wanda marra su ‘il fatto quotidiano’ di oggi, 17 dicembe 2014, alla fine del quale la giornalista – verosimilmente sbagliando – richiama la presa in giro del giorno precedente messa in atto dal presidente del consiglio ai danni dei parlamentari pentastellati, a quali diceva che le loro grida non erano qualitativamente paragonabili alle grida di manzoniana memoria…
dico che la marra sbaglia in quanto nel suo articolo si parla di ‘urla’ e se così fosse, renzi avrebbe commesso non uno ma due errori (ad onor del vero io ricordo che nel suo discorso il presidente abbia usato il termine ‘grida’)
comunque, l’errore sta nell’accomunare ‘grida’ come plurale di ‘grido’ alle ‘grida’ (anche ‘gride’?) di manzoni in quanto nel primo caso si tratta di esclamazioni, uso della voce a volumi alti e altissimi mentre quelle citate ne ‘i promessi sposi’ altro non sono che veri e propri editti dei governatori del tempo che venivano scritti ed affissi lungo le mura cittadine…
praticamente il buon renzi, alla spasmodica ricerca di battute che non fanno ridere nessuno se non i suoi accoliti, si è prodotto nell’ennesimo strafalcione logico/linguistico che i suoi yesmen si guardano bene dal fargli notare…il punto è che renzi sembra avercela con i comici, che comunque i comici sanno farlo, mentre lui continua ad essere non comico bensì ridicolo

ma è lo stesso pecoraro?

vricordavo che un paio di anni orsono, all’indomani di quel che sembrava l’inizio di una mattanza in quel di ostia (litorale romano), avevo postato un video in cui il prefetto pecoraro garantiva che la criminalità organizzata di stampo mafioso a roma non c’era, assolutamente…il video c’è ed è titolato ‘roma è morta’, solo che è stato oscurato per problemi di copyright dall rai…
la dichiarazione di pecoraro era tratta da una puntata di presa diretta – lo si vede dal fermo immagine – quindi chi volesse, con un cicinino di buona volontà, potrebbe reperire la testimonianza sul sito della rai, immagino…
ora, in questa girandola di dimissioni richieste – per me marino deve restare al suo posto, giacché se ce una persona pulita in questo cesso che è diventata non solo roma ma tutta la nazione, questa è proprio marino – non dovrebbe essere il pecoraro che ora ci delucida ampiamente su come la mafia sia di casa nella capitale a doversi dimettere e pure di corsa?

Stefano Cucchi è vivo e gode di ottima salute

pearlSarà che invecchiando i déjà vu si fanno più frequenti, sarà che è proprio così, sta di fatto che anche in quel finire del 2009 – Stefano muore il 29 di ottobre – e nei mesi a seguire le immagini di folle manganellate da servitori dello stato e singoli individui mandati all’obitorio dagli stessi – in divisa o camice – si sovrappongono proprio come mi accade in questi giorni.
Su questo blog la morte di Stefano Cucchi è stata già trattata (Le bestialità di Giovanardi    sembra una contraddizione…) e se personalmente torno a scriverne è perché un epilogo del genere va al di là di una pur perversa immaginazione.
Mi permetto una previsione, forse una speranza: La Corte di Cassazione (o una corte europea, qualora ci fossero gli estremi per ricorrervi) spazzerà via questa vergogna e spezzerà quest’orrido incantesimo. Lo può fare semplicemente disponendo un nuovo processo di appello, giacchè la Corte di Appello in questione non ha ritenuto opportuno approfondire le indagini trincerandosi dietro una formula dall’antico sapore: insufficienza di prove.
Come premessa, teniamo presenti due punti, fondamentali:
1) La verità che una sentenza attesta è la cosiddetta ‘verità processuale’.
2) Il rischio di trattare l’argomento prima di conoscere le motivazioni della sentenza.
Quanto al secondo punto, chioso semplicemente dicendo che una sentenza è di per sé un fatto e noi di fatti parliamo. Senza dimenticare che le motivazioni potrebbero – a prescindere dall’intento degli estensori – sancire e rendere reale ed evidente quella sorta di incubo che mi si è palesato appena appreso del dispositivo in questione, e cioè una ‘giustizia sbagliata’ (ossimoro e/o paradosso) non in quanto assolve o condanna, ma proprio perché non la rende, la giustizia.
Il primo punto è di un’evidenza lapalissiana, oserei dire. Fior di giuristi ne fanno il loro credo ed io concordo. Ma da cittadino mi chiedo, devo chiedermi se questo fondamentale della giurisprudenza troppe volte tirato in ballo per motivare l’equità di un verdetto stridente, non venga in questo specifico tirato oltre il punto di rottura: la logica – quella umana, non quella strettamente processuale che comunque non può che essere consequenziale alla prima – e, se vogliamo, il mero buon senso.
L’assurdità della questione è data dalla disarmante semplicità dei fatti.
Stefano, sanissimo ed in piena forma fisica – ribadiamolo a beneficio della verità contro i menzogneri prezzolati e per diletto – una sera è preso in custodia da alcuni carabinieri, passa alle cure di alcune guardie carcerarie, dei magistrati valutano la sua posizione ed infine arriva in un ospedale, luogo di cura per eccellenza dove, sotto l’occhio di alcuni medici e paramedici crepa.
Credetemi, non sono stato eccessivamente stringato, le cose a raccontarle sono andate proprio così.
Ora, quella logica che ho citato prima ed ora invoco vuole che la Giustizia – con la ‘G’ maiuscola, appunto – scacci via come peste ogni eventuale pericolo di ignavia, ogni possibile foglia di fico – sarà che è autunno ma troppe se ne vedono – che una ‘insufficienza di prove’ rischia di portarsi appresso.
Le prove, anzi la prova c’è ed è una prova regina. Il corpo di Stefano a circa sei giorni dalla notte dell’arresto. Quel corpo martoriato reclama giustizia, la esige.
E se una corte da tanta evidenza, da tanta logica arriva ad una ‘insufficienza di prove’, qualcosa non torna.
Ecco, tutto ciò per me rappresenta quel concetto di ‘giustizia sbagliata’ a cui facevo riferimento.
Una ‘giustizia sbagliata’ avalla verità di comodo, ossia monete rigirate per rendere vero ciò che non lo è.
Stiamo attenti: in questa oscura fase orwelliana potremmo già essere immersi, magari senza averne senso e sentore. Volete, se non prove, degli indizi? Bene (cito dei virgolettati) Carlo Giovanardi e Gianni Tonelli (Sap) hanno nell’ordine dichiarato che 1) L’assoluzione è giusta perché non c’è stato nessun pestaggio.
2) Se una persona non ha cura di sé è consequenziale che faccia una brutta fine.
Giovanardi ad assurdità del genere non è nuovo e sono sempre più convinto che dica delle palesi cretinerie per stare sui media, non potendolo fare dicendo cose se non intelligenti, quantomeno plausibili.
Le parole di Tonelli confermano il mio timore che per stare ai vertici di qualcosa devi essere più vuoto di una zucca di Halloween, altrimenti saresti il primo ad impressionarsi per quel che dici.
In conclusione vi chiedo: può una verità processuale mostrarsi così inerme di fronte alla verità di fatto, alla logica ed al buon senso, permettendo che allo scempio del corpo di Stefano si aggiungano Giovanardi (ha visto le foto dell’autopsia?) e Tonelli (di cosa straparlava, visto che è univocamente provato che Stefano fosse in piena salute?), avanguardie di una non-verità ad uso e consumo di spregiudicati.
In fin dei conti, chiedo solo che una insufficienza di prove quando la prova c’è, chiara ed evidente, non diventi un grilletto pronto a scattare contro chiunque di noi.

il telefonino a gettoni ed il manganello per tutte le stagioni

sindacalistaguardate bene questa foto: il signore col buco in testa è gianni venturi, dirigente fiom, noto per la sua pacatezza e quindi manganellato a freddo (dicano quel  che vogliono alfano&co., il corteo dei lavoratori di terni era pacifico e composto e tutte le testimonianze sono in tal senso univoche)
quel che però è da notare e far rilevare è quell’obsoleto telefonino tenuto in mano dalla signora di spalle, verosimilmente una provocatrice iscritta al sindacato per giunta di rosso vestita…dico io, ma dove andremo a finire: è appena uscito il nuovo i-phone e tu vai ai cortei con quel telefonino che non funzionerebbe neanche coi gettoni di renzi…

renzi e il manganello della vergogna

ritaglio squadradopo aver avuto avuto notizia e visto cosa è accaduto ai manifestanti delle acciaierie speciali di terni, non potevo non scrivere questo articolo – lo sto facendo di getto, chiedo venia per eventuali errori – a maggior ragione dopo aver avuto una conversazione avuta con un amico che, in fin dei conti, ancora continua a credere in renzi…
la considerazione è semplice: se la risposta a dei manifestanti (pacifici) è quella solita e ritrita del manganello, torna in mente la domanda delle domande, e cioè in cosa renzi e il suo governo sarebbero ‘di sinistra’…utile ricordare che 1) il ministro degli interni è alfano (già questo spiega i manganelli, che non picchiano da soli e di cui non si può incolpare i soli celerini che, nove volte su dieci, non sanno neanche ciò per cui picchiano, comandati di farlo), 2) la costituzione la si riforma con un pregiudicato, 3) degli esponenti del governo (guidi) ed europarlametari (picierno) o bofonchiano dei cacofonici ‘ci dispiace’ o addirittura straparlano di segretari di sindacato eletti con tessere false che, qualora fosse pur vero, cosa cazzo c’entra con lavoratori in via di giubilazione da un’azienda di eccellenza picchiati senza ritegno ce lo dovrebbe spiegare, a parole loro, magari, o col proverbiale disegnino, se proprio non ce la fanno…

renzi e l’acqua calda

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di primo acchitto verrebbe da dargli della bestia…a pensarci bene però le vere bestie sono coloro i quali si bevono queste cretinerie senza almeno obiettare (discorso a parte per chi si rende conto benissimo ma fa finta di nulla, magari per convenienza)

“il posto fisso non c’è più perché è cambiato il mondo”
cazzarola che pensiero profondo…il punto però è un altro: se il mondo è cambiato non è perché mago merlino s’è svegliato storto ed ha sfornato un incantesimo, quindi, chi si assume l’onere e l’onore di ‘cambiare le cose’ deve fare in modo che se il ‘mondo cambia’ non deve essere regredendo, ma semmai aumentando tutele e qualità della vita
il mondo non cambia da solo, ma perché qualcuno forse nostalgico del medio evo si sta facendo gli affari propri sotto gli occhi di tutti e con coloro che istituzionalmente avrebbero il compito di correggere questo andazzo del tutto inadempienti ed inadeguati (o adeguati ed addestrati a nulla fare, ma con tante parole…)

“gli ottanta euro li do a chi non vota, i bambini”
difatti ci si aspetta che frotte  di neonati vadano a mangiarsi una pizza e fare un paio di giri a gardaland, in comitiva, perché no…mamme e papà questi (ancora presunti) ottanta euro mica li spenderanno loro, quindi non c’è motivo alcuno per considerare questo provvedimento l’ennesima mancetta elettorale…

ce lo mandate voi o penso a tutto io?

il pd drogato

IMG_7531copia che i nostri beneamati politici parlamentari le leggi non sapessero farle s’era capito da un pezzo; che renzi & co. riuscissero a fare il peggio del peggio da poco ma lo abbiamo capito uguale…l’oggetto è la legge (era un decreto governativo, per la cronaca) sullo spaccio che ha reso di fatto inutile dare la caccia ai pusher, tanto il gip è ‘costretto’ a rimetterli fuori qualora acciuffati

per i dettagli basta informarsi su un qualsiasi organo di informazione minimamente decente, mentre io vorrei focalizzare l’attenzione su una dichiarazione attribuita a donatella ferranti (pd) la quale recita: “la legge deve tutelare i ragazzini che spacciano fra amici”

si, avete letto bene: “la legge deve tutelare i ragazzini che spacciano fra amici”

ora, a parte il fatto che non si capisce perché in nome di baby puscher si debbano tenere fuori elementi di spiccata e conclamata pericolosità sociale quale gli spacciatori di professione, ma cosa cazzo ha ingurgitato la ferranti per dire che la legge deve tutelare uno che spaccia?!?…

renzi il ducetto

un guappo di carIMG_7531copiatone…sì non mi viene definizione migliore per le cazzate che il presidente del consiglio spara con la costante eco dei suoi replicanti, ministro boschi in testa
il tutto basato e condito su falsità e mistificazione del reale che farebbero ridere se non fossero da piangere; ad esempio, dire che un senatore non vale il parere del 41 per cento degli elettori può anche essere vero (comunque ho dei dubbi, giacché un senatore rappresenta gli elettori stessi), ma da quale oracolo renzi ha saputo che il 41 per cento degli elettori vogliono un senato di nominati, non diminuito nel numero e di cui a tutt’oggi non sono state definite le competenze? detto in altre parole, un carrozzone che costerebbe una montagna di soldi (nostri) distribuiti a chi pare e piace a loro senza che si sappia se effettivamente questo tanto vituperato bicameralismo perfetto venga corretto…
intendiamoci, il trucco è vecchio: siccome ho i voti, quello che penso io è quel che pensa chi mi ha votato…ma non è proprio così e basta chiedere in giro (lo testimoniano anche sondaggi) per rendersi conto che un senato composto in base a questa scellerata idea di ‘nomina’ piace a pochi se non a nessuno…e non è epurando chi dissente (d’accordo, una commissione non è il parlamento e la linea di partito ha bisogno di necessario supporto, ma in democrazia le idee si confrontano, altro che mandar via chi le ha diverse o integranti le nostre) la via per fare delle riforme vere e serie

italiano e straniero

ritratto (95x160)premessa: circa la veridicità della stringata cronaca che vi propongo potete chiedere al protagonista dell’evento (assurdo?) che vado a narravi: basta recarsi a trastevere in una conosciuta pizzeria/rosticceria, nota in quanto vi si usa appellare i panini proposti con i nomi dei calciatori della roma, e chiedere di alì, il ragazzo che, assieme ai gestori, impasta, condisce ed affetta praticamente tutti i giorni ed a tutte le ore…

giovedì diciassette di ottobre, intorno alle ore diciotto mi trovavo, come accade di sovente, in quel di trastevere, via del moro, per consumare quel che è quasi un rito gastronomico quando sono in zona: un panino della pizzerai/rosticceria citata nella premessa;
essendo l’orario ‘strano’ (troppo tardi per pranzo, troppo presto per cena) nel posto vi era solo il lavorante, alì – i gestori in pausa – al quale simpaticamente intimai:
“allora il panino tocca a te prepararmelo…” dato che in genere è uno dei due ragazzi proprietari che se ne occupa; tra sorrisi e rassicurazioni e canzonandomi un po’ alì si dà all’opera dicendomi che il risultato sarebbe stato soddisfacente, come al solito…
dopo un po’ alì mi chiede: “ma tu sei italiano?”
tenendo presente la mia pelle scura ed abbronzata ed anche il fatto che ho diversi amici siriani e nord africani lì in zona e che quindi vengo regolarmente scambiato per ‘arabo’ (quella sera stessa, se non ricordo male, è capitato tre volte, addirittura rivolgendomisi parlando direttamente in arabo), sorridendo rispondo “anche tu m’hai scambiato per un egiziano?” “no…è che tu sei gentile” fa alì sorridendo

lì per lì ho cazzeggiato un po’ dicendo “vabbe’, tu sei abituato coi romani…” (io sono calabro, quindi di fascia geografica omogenea) ma poi uscendo (mi stavo dirigendo da un amico siriano a cui ho raccontato l’evento e il carico di pensiero annesso) ho realizzato che la considerazione di alì mi aveva ficcato un coltello nello stomaco, quello stomaco dove ora riposava in pace il panino da lui preparatomi, e quel coltello faccio fatica a sfilarlo…

cosa cazzo ci è successo?

la boldrini è nuda, il cervello pure

IMG_7531copiaudite, udite! hanno avvistato una persona nuda in una spiaggia naturista!
che notiziona, eh?…come per nichi vendola, altri decerebrati pensano di imbarazzare qualcuno con delle ovvietà che solo i loro cervelli malati – nonché inutili –
vedono come aberrazioni, ‘peccato’ non rendendosi conto – o facendo finta di non rendersene – dell’assurdità del loro operato
lo specifico riguarda la presidente della camera boldrini la cui ‘colpa’ sarebbe quella di essere stata immortalata senza veli appunta in una spiaggia nudista (cosa peraltro non vera, trattavasi di fotomontaggio); praticamente come volere un fornaio in galera perché fa del pane, magari pure buono…
il risvolto più tragi che comico è che per ‘sta storiaccia v’è un indagato, tale antonio mattia di professione giornalista(…) che prima ammette di essere un babbeo essendo cascato in un evidente fake, poi piagnucola dicendo che le autorità ce l’hanno con quelli come lui, simpatizzanti dell’estrema destra…
ora, se il buon mattia nel suo simpatizzare per l’estrema destra avesse fatto apologia del fascismo, cioè un reato, lo sa che dovrebbe finire dritto nelle patrie galere?
e, a prescindere, sarà il caso che, se iscritto, venga radiato dall’albo per evidente indegnità ed incapacità professionale?
e sarà il caso che noi italioti ci leviamo di dosso questo atavico bigottismo e che gentaglia come ‘sto mattia sia messa alla berlina prima di tutto dai cittadini stessi e poi, eventualmente, giudiziariamente trattato?

non confondete renato farina con la merda, altrimenti s’incazza (la merda)

quel che vedete a sinistra è un cosiddetto escremento, volgarmente chiamato merda…è prodotto alla fine di  un processo di ingestione/digestione dopo aver magari degustato cibi prelibati ed è senz’altro utilissimo come concime, che a sua volta permetterà alla terra di produrre altre primizie con cui preparare nuove leccornìe…è insomma, nonostante l’aspetto e l’innegabile puzza, parte integrante di un ciclo virtuoso

quel che vedete ora a sinistra è simile a quello di prima, solo che dovete escludere il ciclo virtuoso: è proprio così e non si trasforma…rimane tale e quale

p.s.

e non è manco buono come concime

Sallusti in galera ed è giusto così

Se pensate che decine di magistrati (fra inquirenti e giudicanti tanti ne servono per arrivare ad una sentenza di terzo grado) semplicemente applicando le leggi – non scritte da loro – emettano sentenze ‘politiche’, state prendendo una cantonata grossa come il Monte Bianco. Non per niente tale è la tesi sostenuta da Alessandro Sallusti.
Se pensate che le dette decine, non avendo di meglio da fare, si accaniscano per ficcare dentro una monnezza d’uomo quale Sallusti è (moralmente parlando, s’intende…) avete ripreso la medesima cantonata: ai giudici, specie quelli di Cassazione, l’etica non interessa affatto nell’esercizio della loro funzione.
Se invece pensate che sia assurdo e peggio che ‘medievale’ mandare qualcuno in prigione perché ha espresso un’opinione, siete nel giusto anche se non sempre.
Prova ne sia che se io dicessi che il nazismo era una cosa buona e giusta e tale era ogni singolo ebreo trucidato e cremato, esprimerei sì delle opinioni, ma lascio a voi la scelta dei reati in cui incapperei se pronunciassi una tale frase. Detto fra noi, non mettetevi scorno ad immedesimarvi in una toga per un quarto d’ora senza averne titolo: c’è gente che lo fa da una vita e la pagano pure bene…
Ora, a parte gli imperituri vizi di italica marca nel rendersi conto che una legge è da rottamare solo quando ‘ci scappa il morto’ e senza fare il minimo mea culpa, giacché le figure che con solerzia vogliono cambiare quella legge sono le stesse che l’hanno scritta, nel caso specifico suona davvero stonato che importanti commentatori (molti dei quali da me stimati) nell’evidenziare la sconcezza della galera per un giornalista che diffama per omesso controllo – è questo che imputano a Sallusti – non si siano accorti (o non hanno voluto accorgersi) che i termini della questione sono differenti.
Facciamo un po’ di esempi.
Durante una discussione fra un giornalista ed un politico i toni si alzano e volano parole grosse, il politico querela ma i giudici archiviano perché tengono presente il’ mood’ momentaneo, tutt’al più comminano una multa.
Un editorialista calca la mano ed i giudici, pur riconoscendo che dice cose vere, comminano una multa per alcune espressioni gratuite ritenute lesive dell’onore di qualcuno.
Un giornalista scrive qualcosa di infondato ma che riteneva veritiero quando scriveva: i giudici saranno molto più severi dei due casi precedenti ed in più il giornalista rischia una sospensione.
Ebbene, se pensate che Alessandro Sallusti sia scivolato nel terzo esempio, avete ri-ripreso quella cantonata (e tre)…Difatti basta leggere qualsiasi straccio di cronaca fedele agli eventi ed alla sentenza(…) per capire chiaramente che:
1) Sallusti ha diffuso una notizia falsa sapendola tale
2) Ha rifiutato gli accomodamenti proposti dal diffamato che prevedevano il ritiro della querela previo risarcimento da dare in beneficenza
3) Ha mantenuto l’anonimato dello scrivente la bufala travestita da articolo…posso capire l’anonimato come ‘vezzo’ artistico, ma qui di artistico non c’è una mazza, mi sembra molto più un volersi nascondere, atteggiamento tipico dei vili che commettono sconcezze ma non hanno il coraggio di sostenerle a viso aperto.
Conclusioni? E’ giusto che Sallusti vada in carcere, punto.
Che poi quella legge sia da cambiare, ciò è evidente alla luce di un pur minimo buonsenso, ma non ha niente a che vedere col processo che ha visto Sallusti condannato in tre gradi di giudizio.
Un’ultima domanda: Sallusti gode di una scorta fornita dallo Stato (e pagata da noi)…ritenete giusto che un pregiudicato ne usufruisca?

giggino ‘a purpetta’ ha dichiarato guerra alla lingua italiana – l’onu è con lui…

esilarante quanto inconsapevole (ed ovviamente ottuso)
non è questione di essere snob, ma davvero vien da chiedersi come costui possa essere presidente di provincia…poi però la risposta arriva come una coltellata al fegato: lo hanno votato…
buona visione e buone risate e bentornato ad andy

e non mi si venga a dire che questo blog ce l’ha col presidente napolitano…

in questi giorni il blog sta rilanciando [nella sezione il fatto di ieri] la sempre più triste storia di alte istituzioni come un consigliere giuridico del presidente della repubblica, un procuratore generale di cassazione ed il presidente della repubblica stesso che, non si capisce a quale titolo o secondo quale logica o prassi, avrebbero interferito con le indagini sulla trattativa stato-mafia dei primi anni novanta
a scanso di equivoci e contro (eventuali) mugugni, ribadisco che qui nessuno ce l’ha con napolitano a prescindere, anzi… e cito due articoli che, si potrebbe dire, lo ‘invocano’ come nume tutelare nelle magagne nazionali:

la memoria e la vergogna

presidente napolitano faccia qualcosa o siamo finiti

ciò detto, rimane ovvio che il diritto di critica (e di incazzatura) deve rimanere inalterato a maggior ragione se la persona in questione è persona da noi stimata; e senza dimenticare che lo sfondo di questa ingerenza che se non verrà motivata e chiarita si avvierà ad essere una vergogna nella vergogna, è una mattanza in cui è caduto quanto di meglio una nazione può sperare di avere come uomini di giustizia… quindi, bando alle ciance ed al politichese e chi sa parli, faccia ammenda se è il caso e poi via, a casa, chiunque esso sia e qualsiasi cosa rappresenti

un due giugno di vergogna

sull’opportunità della parata del due giugno avevo già discusso con un amico ben prima dei terremoti in emilia ed in relazione al periodo di crisi che stiamo vivendo, dicendogli che, nonostante il mio anti militarismo convinto (per lo meno quello di facciata, quello delle parate, appunto) non trovavo tutto ‘sto giovamento dall’annullare un evento che comunque per molti, a torto o ragione che non voglio giudicare, rappresenta un momento di coesione

iersera, discutendo con un altro amico, ho appreso (fonte corsera, quindi tenderei a non dubitare sull’esattezza del dato) che tutto l’ambaradan costerebbe una decina di milioni…cazzarola, una cifra così congrua non me l’aspettavo

stamane (pochi minuti fa) ho letto un articolo in cui si parla di un buffet declassato a ‘rinfresco rinforzato’ per duemila ospiti

beh, qualche riflessione tocca farla

prendiamo le frecce tricolori, le cui evoluzioni sono state cassate dal programma in modo da risparmiare sui costi: siamo certi che sia un risparmio?

le frecce tricolori (o qualsiasi altro aereo o mezzo militare) non ‘entra in funzione’ esclusivamente il due di giugno (se così fosse, tenerle ferme sarebbe sì un risparmio, quantomeno di carburante) ma hanno comunque dei voli di routine/addestramento che devono fare; basterebbe quindi far corrispondere il volo del due giugno con un ‘allenamento’ e si potrebbero avere le evoluzioni dei virtuosi senza spendere nulla, in teoria

prendiamo i palchi; sarebbe uno spreco se si fosse incaricata una ditta esterna per il montaggio, giacché l’esercito vanta fior di genieri che, anche loro, non si attivano solo il due giugno ma fanno per scopo e di routine attività di montaggio e smontaggio di manufatti ben più complessi che palchi e transenne

dati questi esempi, resta inteso che trasportare un battaglione di lagunari fino a roma per farli marciare, salutare le autorità e poi di nuovo in caserma costa un bel po’ di soldini…

ma veniamo a quello che forse è il vero spreco, anzi una vergogna senza giustificazione,

duemila invitati che, poverini, non avranno per rifocillarsi il mitico buffet ma un ‘rinfresco rinforzato’: oltre a panini, mozzarelline e couscous verranno stappate cinquemila bottiglie di vino…

ora, o il cronista ha svalvolato (dubito, giacché le cifre di eventi del genere sono ufficiali), o il rinfresco dovrebbe essere rinforzato da calci in culo, perché ci devono spiegare come mai per duemila persone che sbafano a spese nostre (questo sì uno spreco tout court) si stappano cinquemila bottiglie di vino, che fa due bottiglie e mezzo a testa di media, tenendo presente che, statisticamente, in questi duemila invitati ci sarà pure qualche astemio e che non tutti saranno proprio dei giovincelli, quindi scolarsi due bottiglie e passa di vino non dovrebbe essere proprio il massimo per la salute…

conclusione: sì, la parata si può anche abolirla perché nonostante i distinguo che ho indicato è di per sé uno spreco, ma il vero scempio sono al solito loro, i mangiapane a tradimento, i forzati del rinfresco che se si barricassero in casa per mai più uscirne non farebbero un soldo di danno

se c’è da sparar minkiate i politici non si tirano indietro…

voglio essere davvero sincero
è un periodo in cui non ho molto genio per scrivere…è una specie di ‘pigrizia nera’ motivata – a questo punto lo spero… – da diversi cazzi che ho per la testa
però ci sono delle castronerie dette da coloro che sono pagati (troppo) per rappresentarci che mi fanno letteralmente venire il sangue al cervello e di conseguenza prudere le mani…
ora, se ti prudono le mani, o prendi a cazzotti uno che se lo merita, o scrivi…e siccome mi scoccia pure uscire, ho messo ballarò in sottofondo e sto scrivendo questa introduzione fin troppo colloquiale che si può benissimo saltare

in queste ore l’oscar della genialità va di diritto ai soliti chierichetti del pd
con le consuete espressioni che dei lobotomizzati al confronto loro sembrano dei quadri di ligabue, hanno dato un’interpretazione della solita debacle alle primarie che gli schiaffi si sprecherebbero
prendiamo due campioni a caso, enrico letta e giorgio tonini: secondo loro il voto ‘negativo’ palermitano sarebbe il rifiuto degli elettori della cosiddetta fotografia di vasto…fermo restando che l’alleanza di vasto possa non essere il massimo, e tenendo presente che ferrandelli io non lo conosco ma tendo a fidarmi di sonia alfano (anche se la vicinanza di soggetti come cracolici proprio tranquillo non mi fa stare), secondo questi due tomi che probabilmente sono entrati nel partito democratico con il solo obiettivo di annientarlo e far contenti i nonnetti democristiani, il ‘problema’ che un outsider primeggi regolarmente contro il candidato della nomenklatura – magari anche valido – si risolverebbe dando il benservito a vendola e di pietro per far posto a casini e rutelli; per questi ottusi pezzi di niente i successi di pisapia, de magistris ma anche zedda non fanno pensare ad un pd che si apre – come sarebbe giusto – alla società ma, al contrario, ad un partito vecchio che taglia via il rinnovamento per prendere a bordo catorci figli (politicamente parlando) di catorci…e ci s’è messo pure cacciari il quale dice che siccome se ci si butta sulle estreme e la società civile – di pietro e vendola – si perde una parte d’elettorato tal quale che se ci si buttasse sui ‘conservatori’, tanto vale imbarcare casini&co…bravo…ed è pure convinto, dovreste sentirlo
ovviamente, a questi mangiapane a tradimento non sfiora l’idea (o fanno finta di niente) che siccome i candidati di vendola e di pietro (scusatemi la semplificazione) sono vincenti, stesso dicasi per quelli della società civile tout court, il problema del pd non sono tonino, nichi e le alleanze ‘impossibili’, ma il pd stesso…fanculo…

leghisti
quanto a stronzate non si risparmiano
prima bossi che praticamente minaccia di morte il presidente del consiglio fra commenti di questo tenore ”si sa che bossi dice queste cose, va interpretato”
interpretato un cazzo: mi sono rotto di sentire dire certe cose ad uno che, a parole, odia quell’italia da cui prende i soldi e che se gli fa tanto schifo potrebbe pure lasciare per andare a rimediare un po’ di calci in culo oltralpe, mentre se quelle cose le dicessimo noi saremmo già agli arresti…e se ci dice poco culo rimediamo un po’ di quelle guardie carcerarie che al colloquio col magistrato ti ci fanno arrivare gonfio…
ciò detto, indagano il presidente del consiglio regionale lombardo – leghista – e dozzo, portavoce della lega, cosa dice? dice che siccome pini (altro campione) ha presentato l’emendamento sulla responsabilità civile, ora la magistratura ce l’ha con la lega…e certo, dei magistrati di specchiata carriera si inventerebbero tangenti milionarie (che, per la cronaca, fanno parte di una sequenza di eventi che principia un po’ di anni fa) e metterebbero a repentaglio la carriera per ripicca contro un emendamento demenziale votato con la fiducia data la vergogna
e queste dichiarazioni le fa un poratvoce ufficiale…

per chiudere cito una stronzata di stracquadanio che fa proprio il paio con quella dell’esistenza provata della padania in quanto esiste il grana padano (anche questa, ovviamente, copyright made in lega)
secondo lo stracqua, in italia non si fa la fame perché ci sono tanti obesi
vi giuro, ha detto proprio così…
poi si lamentano se qualcuno sbrocca, li aspetta sotto casa (magari di propaganda fide e ad equo canone nel centro di roma) e fa giustizia sommaria…
e sì, perchè secondo stracquadanio se ci sono orde di minchioni figli di quella percentuale di straricchi che si ingozzano nei fast food, esclude di fatto che possano esistere figli di cassintegrati che si sentono dire dai genitori che, nonostante si siano fatti il mazzo per trent’anni fra catene di montaggio, call center e macchine da cucire in serie, non possono più pagargli l’università…e questo sarebbe neanche il peggiore dei quadri…
stracquadanio, ma vai a morire ammazzato, ma sul serio…e comunque, prima di esalare l’ultimo respiro, cerca di sforzarti e provare un po’ di vergogna

alemanno, vai a cagare tu, tua moglie, tuo figlio e tua sorella

dopo aver visto roma ridotta una fogna a cielo aperto causa qualche ora di pioggia, con i tombini che anziché ingurgitarla, l’acqua la sputavano a tutto spiano, ci eravamo illusi che di peggio non potesse accadere…errore: qualche ora di neve (che strano, nel periodo più freddo dell’anno mo’ nevica pure…) e la tom-tom ha verificato 280 chilometri di code nella capitale
e il primo cittadino cosa risponde a chi gli chiede conto? “non mi avevano avvisato”
ora, non voglio qui schierarmi con gabrielli, tutt’altro, ma fare un ragionamento semplice semplice:
a prescindere dai dati forniti (ed ammesso che alemanno li abbia letti), trattandosi di previsioni, non è stabilito da nessuna legge che quel che poi accade non possa essere molto meglio o molto peggio del previsto
se però una perturbazione che sta mietendo vittime a decine nell’est europa ‘entra’ nel nord italia e porta le temperature anche a meno trenta con metrate di neve, cominciando a discendere senza perdere di potenza (e questo lo si sapeva da qualsiasi notiziario) se non fai un cazzo di niente per prevenire i probabili disagi o hai harry potter a libro paga, o sei un mentecatto pure potenziale criminale, visto che con la tua inettitudine metti a repentaglio la vita della gente (provateci voi a stare 8-10 ore incolonnati sul raccordo anulare a zero gradi)
non uno spala neve, non uno spargi sale…niente di niente
e sentire alemanno che a danno avvenuto dice che ora verranno approntate tonnellate di sale, aggiunge la beffa al danno, visto che l’efficacia degli interventi sta nell’anticiparli i danni, altrimenti così siamo buoni tutti a fare i sindaci
ovviamente oggi (sabato) la città era ‘isterica’, nel senso di negozi aperti a caso e automobilisti incerti
io ho camminato per ben quattro ore, recandomi in via nazionale e passando da san lorenzo (andata) e piazza bologna al ritorno (mi scuso con i non romani ma è per circonstanziare) ebbene: ho trovato un solo edicolante aperto in zona termini – abita lì vicino – e mi ha detto che stava in edicola dalle cinque e mezza  senza aver visto niente e nessuno a rimuovere la neve…se la strada si è ripulita è stato grazie alle macchine che passavano e, ovviamente, al sole che ha fatto innalzare la temperatura
sui marciapiedi però rimane uno strato di neve pesta e dura che se ghiaccerà, al cto faranno gli straordinari…
la vera rabbia personalmente viene quando a fronte di vere e proprie catastrofi gestionali, nessuno si assume responsabilità
sinceramente avrei preferito che il sindaco avesse detto “non abbiamo i mezzi”, “sono finiti i soldi” , “roma non è attrezzata per questi eventi ed io non faccio i miracoli” che assistere a questo scarica barile pure protervo
perché si tratta dello stesso sindaco che in quattro e quattr’otto ha messo una pletora di amici a fare i dirigenti strapagati (tipo l’atac, perennemente sotto organico di autisti) invece di organizzare la periodica pulitura degli scoli e mettere a disposizione degli spalaneve, giustificando il macello successo anche con frasi senza senso del tipo “ha nevicato nel circondario quindi roma se l’è dovuta vedere da sola”…ma se a roma non ci bada il sindaco, chi dovrebbe pensarci?
non ultima – c’è da crederlo più che sperarlo – la buffonata della distribuzione di pale ai cittadini volenterosi di aiutare per la rimozione della neve: io direi di approfittarne e farsele dare, quelle pale…
davvero mi chiedo quanto ancora la gente sarà disposta a sopportare questa accozzaglia di approfittatori senza esplodere: la famiglia alemanno, poi, è un campionario mica da niente, visto che oltre ad un sindaco che avrebbe difficoltà ad amministrare pure il villaggio dei puffi, abbiamo: una sorella che sbafa (letteralmente parlando) a spese nostre riconfermata nel posto che le permette di sbafare dal tecnicissimo governo monti (che diceva essere pure preoccupato, ipocrita del cazzo), un figlio testimone di pestaggi fascisti che non parla ma che fa carriera nei movimenti giovanili di destra (tutto suo padre…) ed una moglie che di cognome fa rauti, quindi è superfluo aggiungere altro…
concludo dicendo che bisogna intendersi: roma non è certo una città semplice da amministrare ma riflettiamo, oltre sullo scempio della gestione neve, sul fatto che nonostante il blocco di assunzioni voluto dall’amministrazione dopo lo scandalo delle assunzioni l’ama ha abbia appena nominato due dirigenti, strainfischiandosene del ‘divieto’…allora mi chiedo se alemanno non sia ostaggio di qualcuno che lo ha messo lì a fare il pupo, visto che non c’è nulla, dalla gestione dell’ordinario allo straordinario – passando per il tema sicurezza – che questa sottospecie di sindaco sia in grado di affrontare decentemente

santoro, devo farti una domanda…

OkNotizie
prestate
attenzione al seguente periodo:
“molti artisti e giornalisti hanno deciso di appoggiare la nostra iniziativa, ma quelli che avrebbero potuto dare veramente una spinta al progetto, celentano, luttazzi, i guzzanti, lo stesso beppe grillo non hanno voluto metterci la faccia per l’assenza di un punto di riferimento editoriale tradizionale oppure perché preferiscono agire da soli”
è tratto dall’articolo che michele santoro ha scritto per il fatto quotidiano del 15 dicembre scorso
non vi nascondo che mi ha lasciato perplesso da subito, anche se ne scrivo solo ora…
gli artisti citati da santoro, stimabili, io non li gradisco tutti: celentano non mi ha mai fatto né caldo, né freddo e luttazzi è il caso che frigni di meno quando lo beccano a copiare (altro che citare) pezzi di trent’anni fa e quando gli sospendono trasmissioni: la sua ‘epurazione’ dalla televisione sarebbe terminata allorché la7 gli ha prodotto un programma…il problema è che il programma di luttazzi faceva schifo, non lo vedevano neanche i suoi parenti più stretti ed è stato chiuso anche grazie a pietose scenette che luttazzi affidava ad attori(?) insulsi che se vai per parrocchie di ‘sto periodo vedi molto di meglio
ciò detto, siccome seguo con interesse servizio pubblico e saluto con gioia e vero senso di sollievo l’avvento di una trasmissione libera di per sé e libera a maggior ragione perché  fruibile per ‘canali’ non tradizionali ed imposti, sono sull’orlo dell’incazzatura in quanto quel periodo che ho citato (per la cronaca: non vi può essere manipolazione alcuna giacché è estratto da un articolo scritto da santoro stesso, non un intervista) non lascia dubbi: o coloro che ‘preferiscono agire da soli’ lo fanno sempre, o sono degli ipocriti…e mi duole dire questo perché, ripeto, sono artisti che stimo e di riferimento
un esempio: all’epoca di annozero – vado a memoria – sia grillo che celentano hanno dato contributi al programma, con dichiarazioni e interviste; rai per una notte ha visto la partecipazione di luttazzi e la stessa guzzanti non ha mancato di fare ‘gruppo’ quando si è dovuto far muro contro l’oscurantismo berlusconiano…
ora, in due parole, trovo troppo comodo combattere battaglie dall’alto del venti per cento di share che su rai2 santoro assicurava grazie ad anni di professionalità indiscussa, piaccia o no…ed è ipocrita pararsi il culo col paladozza, perché col clima che si era creato di letterale democrazia a rischio (mica che è finito, eh…) era prevedibilie che nel suo ambito ‘corsaro’ rai per una notte avrebbe sfondato
ma dato che ‘i veri amici si vedono etc. etc.’, i nostri fuoriclasse della satira è proprio su servizio pubblico che avrebbero dovuto tirar fuori unghie e palle, giacché l’incognita sulla riuscita c’era proprio tutta
se poi, come recita l’introduzione, vogliono ‘agire da soli’ evitino di farsi intervistare, di inviare contributi video e quant’altro perché, è inutile girarci intorno, anche quando non becchi (ed è giusto) il cosiddetto gettone di presenza, il ritorno di immagine quando vai in onda in un contesto ad alto gradimento, è senza prezzo…

giusto una chiosa: le consuete sceneggiate dell’auditel all’indomani delle puntate di servizio pubblico hanno di ben più che vergognoso…diciamolo chiaro che l’auditel è del tutto inadeguata e che la riuscita del programma di santoro, più che evidente, è sottostimata: ad esempio, io seguo il programma in streaming, parola che gli spettatori di trasmissioni come porta a porta o l’ultima parola difficilmente conoscono…se ne deduce che, essendo la fruizione parallela ed a prescindere dalla televisione tradizionale la peculiarità di servizio pubblico, a quella grossa percentuale che l’auditel assegna a denti stretti al programma, bisogna aggiungere vagonate di utenti che seguono la trasmissione su internet
l’auditel non è altro che un dog sitter statale che accudisce il risultato di lobotomizzazioni a ripetizione tramite soap opera e polpettoni domenicali da antiemetico
piaccia o non piaccia, servizio pubblico è libero…e siamo anche noi un po’ più liberi, anche di non vederlo

Happy ending: il fascio si è suicidato

Cominciamo col dire che la dinamica degli eventi, acclarata in modo alquanto pacifico, qualifica come folle chi dovesse imputare questo omicidio plurimo nonché tentata strage al gesto di un folle.
Di più: sarebbe folle aver rilasciato regolare porto d’armi ad un soggetto che una mattina, in modo molto razionale e premeditato, ha deciso di uccidere più persone senza motivazione alcuna se non il colore della pelle. Adoperando una pistola calibro 357 magnum. Se avete un po’ di tempo, scorrete qualche pagina ad hoc e rendetevi conto di quanto possa essere devastante un’arma da fuoco di quel genere.
Il gesto di Casseri, scorrendo notiziari e giornali, è stato accomunato al recente rogo appiccato al campo rom di Torino. Di per sé è anche ragionevole. Ma accomunare gli omicidi ed i tentati tali di Firenze all’incendio di Torino o ad altri eventi simili (purtroppo la casistica è fin troppo abbondante) rischia di far passare in secondo piano quella che ai miei occhi è un’evidenza assoluta: Casseri ha compiuto qualcosa di molto più grave del sia pur gravissimo episodio di Torino perché non vi è stata nessuna causa scatenante, balorda, criminale, inconsistente o inventata che fosse.
Lo so che stiamo ragionando sulla china dell’assurdo, ma se una sciacquetta incapace di gestire la sua affettività non è in grado di sedersi di fronte ai suoi genitori e discorrere con loro da persona che parla ad altre persone o se, a mali estremi – avendo due montoni davanti il cui unico atto utile della loro esistenza è stato quello di averla messa al mondo – non è in grado di aspettare un paio di anni e da maggiorenne fare quel che cazzo le pare – limiti della legge permettendo – e preferisce inventarsi uno stupro a cui ‘addossare’ la perdita della verginità, ebbene questo gesto sconsiderato comunque fornisce un pezza d’appoggio grazie alla quale dei criminali conclamati – altro che folli… – decidono di fare giustizia sommaria senza neanche rispettare la più banale legge del taglione, visto che se appicchi il fuoco ad un campo nomadi di notte , magari ammazzi un po’ di neonati e ottuagenari, ma i presunti stupratori li fai giusto ridere.
Casseri, da vero nazifascista, ha inteso colpire il ‘diverso’ in quanto tale. Non s’è minimamente degnato di far propri gli ipocriti distinguo dei nazifascisti che qualcuno si ostina a definire ‘presentabili’. Casseri non ha sparato, per rimanere in tema, a degli stupratori. A dei ragazzini che imbrattano muri o rubano i giornalini all’edicolante. Casseri non ha sparato al ‘marocchino ubriaco’ che piscia nell’androne di un palazzo o alla badante che sull’autobus non ha ceduto il posto ad una sciura imbellettata. Casseri non ha ucciso l’irregolare ‘che ruba lavoro ai nostri’, prova ne sia che le sue razzie le ha fatte in mercati autorizzati dove verosimilmente svolgono il loro commercio esclusivamente persone autorizzate. Casseri ha soppresso la vita di chi vedeva diverso da lui. E quanto ciò possa essere devastante a livello sociale ve lo lascio immaginare…E, badate bene, questo non è un problema da Ministero dell’Interno, no…Questo è un problema che riguarda una nazione nel senso più totale del termine. Riguarda l’anima di ogni singolo cittadino, se ogni singolo cittadino ne possiede una.
Se poi vogliamo riflettere su un Borghezio di cui circolano in rete le farneticanti tattiche di inserimento nei gangli della politica spiegate a fascisti transalpini ed è tranquillamente a piede libero…Se vogliamo riflettere su una disposizione delle Cosituzione che prevede ogni ricostituzione del partito fascista e l’apologia del fascismo come fuori legge e fare il raffronto con la rete di Casa Pound…Se vogliamo parlare dell’ex ministro Meloni che ha portato l’ex premier, alla canna del gas, proprio a Casa Pound per un bagno di folla(i)…Se vogliamo parlare degli ‘onorevoli’ leghisti tutti che non hanno detto una sola sillaba sull’accaduto ma che vogliono risolvere i problemi non solo italiani bensì europei stampando dei talleri padani
Insomma, se la Costituzione alla quale le leggi dello Stato italiano si informano è del tutto infangata e ipocritamente disattesa e tutto lascia pensare che sarà sempre questo l’andazzo, il risultato (neanche finale: potrebbe essere solo l’inizio) è Casseri.
Ti ammazzo perché io sono io e tu sei tu. E non mi piaci.

la chiesa, l’ici e l’anticristo

giorni fa mi aggiravo per il centro storico di roma e, come sovente faccio quando me la spasseggio per la capitale, sono entrato in una delle tante chiese che si ergono sul suolo capitolino
in ciò non v’è nulla di ‘devoto’ o simile: nelle chiese di roma, a parte l’estetica intrinseca, sono custoditi capolavori artistici spesso insospettabili (esempi siano la pietà a san pietro o i caravaggio a san luigi de’ francesi)
probabilmente nell’omelia il sacerdote stava chiosando l’apocalisse…sta di fatto che avevo appena varcato la soglia del portone e proprio mentre mi trovavo al principio della navata centrale, sgombra e col prete di fronte a una ventina di metri, l’officiante prorompeva in un perentorio “…ed ecco che arriva l’anticristo!…”
istintivamente mi sono arrestato, guardingo ed al contempo un tizio dell’ultima fila sulla mia sinistra voltandosi m’ha fatto “ma che, ce l’ha con te?…” con marcata cadenza romana
non mi sono perso d’animo e, ammiccando al sacerdote – ignaro – e replicando la calata indigena gli ho risposto “sta a rosica’ perché è giusto ‘nprete: si nun so’ almeno cardinali manco me li caco…” il tizio ha trattenuto una risata ed io ho continuato facendo il giro e passando in rassegna, oltre che statue e mosaici, cartoline e gadget vari in vendita all’interno di quel suolo cosiddetto sacro
buffa introduzione a parte, c’è da mettere qualche tassello al posto giusto in tutto ‘sto bailamme che si sta facendo tra ‘sacra romana chiesa’ e ‘profana ici’
vorrei partire dalle dichiarazioni di tarquini, direttore di avvenire, il quale afferma senza tema di smentita che la chiesa è in regola, che più volte sul suo giornale l’argomento è stato trattato producendo documenti inconfutabili e quindi chi sbandiera proclami sull’ici non corrisposta mente sapendo di mentire o è poco informato: la chiesa beneficia dell’esenzione solo per quegli immobili il cui fine è di ‘culto’ o di pubblica utilità, regola che funziona anche con associazioni ed istituzioni laiche
sinceramente, non ho motivo alcuno per dubitare delle parole di tarquini, ma il problema è mal posto: non si tratta degli immobili commerciali su cui la chiesa paga l’ici – ma anche su questo c’è da spiegare perché l’eventuale rivalutazione catastale non dovrebbe tangere tali immobili commerciali – bensì se gli immobili ‘di culto’ siano effettivamente tali o, quantomeno, se lo siano ‘tout court’
qualche esempio
1) prendiamo un convento; assurdo pretendere l’ici su un edificio che è religioso per antonomasia, dove la sacra regola dell’ora et labora a tutto fa pensare tranne che a tasse e burocrazia, però…c’è un però: avete presente quel miele prelibato, quel cioccolato ‘trappista’, quelle grappe(…) o quel peperoncino in polvere che io stesso ho acquistato ad un prezzo praticamente in linea col costo della cocaina prima che i casalesi inflazionassero il mercato, tutta roba – si legge sulle etichette – rigorosamente prodotte da laboriosi frati in religiosissimi conventi? embè…quei conventi sono o non sono adibiti a funzioni commerciali?
2) prendiamo, come accennavo all’inizio, una chiesa; una di quelle chiese dove una solerte, ecumenica e graziosa signorina con gonna rigorosamente sotto al ginocchio presiede alla vendita di cartoline a gadget vari all’interno di un suolo sacro o in apposito spazio adiacente: è assurdo pretendere un tassa se in luogo si fa né più né meno che commercio? e giurerebbe il buon tarquini che per ogni santino, poster o riproduzione in scala della basilica di san pietro venga emesso relativo scontrino fiscale?…
3) questa è più per addetti ai lavori – alle precedenti, con un po’ d’applicazione, ci può arrivare chiunque… –
se non lo sapete ve lo dico io: quasi ogni chiesa di roma ha un teatro annesso; a volte è un vero e proprio teatro nato per essere tale, a volte è una sala adibita all’uopo con tanto di palcoscenico, quinte, uscite, fondali, sipario e quant’altro; se non lo sapete ve lo dico io: quasi tutte – se non tutte, almeno una volta – le compagnie teatrali di roma, professionali e amatoriali, hanno usato tali teatri o sale prova annessi alle chiese come luogo dove allestire spettacoli, spesso replicandoli pure in loco; se non lo sapete ve lo dico io: i sacerdoti si fanno pagare per affittare tali spazi e, che io sappia, è raro vedere una fattura per tale affitto
fermo restando che è pacifico che non tutti i sacerdoti affittino al nero anzi, siamo buoni, fatturano e contabilizzano l’attività, la domanda è sempre la stessa: è da considerarsi quella chiesa edificio sacro ‘tout court’ giacché si svolge ‘mercato’ all’interno di essa?
il cardinal bagnasco ha dichiarato che la questione ici va affrontata e che bisogna avviare verifiche…bah, se per verifiche si intende vedere – e casomai adeguare – quel che immobili di proprietà della chiesa dichiaratamente adibiti a fini commerciali (negozi, case in affitto, alberghi) versano, va bene, ma su quei tre punti che ho citato c’è poco da verificare: è tutto palese…come per quei politici che stanno troppo nel palazzo e perdono completamente il senso delle cose, anche gli alti prelati dovrebbero fare un giro per le strade e non solo per parrocchie e rendersi conto di come le cose funzionano

questa è facile facile: pare che già un paio di migliaia di anni fa un tipetto senza fissa dimora, barba incolta e capelli lunghi, circondato da sfaccendati che andavano di casa in casa a chiedere da bere e mangiare – un hippy/clochard ante litteram , per capirci – sia stato molto chiaro e operativo in merito a cosa pensasse della chiesa che fa commercio…
se i soldi sono il diavolo, la chiesa è l’anticristo di sé stessa, non ci sono cazzi…

l’invito declinato

il professor senatore a vita monti è nel pieno di una serie di incontri bilaterali con i partiti
in due hanno declinato l’invito: idv e lega
tracciamo una gran linea di demarcazione: idv ha rifiutato in quanto l’ideale luogo dove avere un confronto è il parlamento;
la lega invece ha rifiutato di vedere in separata sede il primo ministro in quanto si doveva aprire il parlamento padano(…)
ora, bisogna essere dei gran delinquenti o degli idioti totali per affermare senza vergognarsi che bisogna aprire il parlamento padano…
suggerimento: probabilmente le due categorie (idioti e delinquenti) coabitano nel carroccio e, più precisamente, i delinquenti sono quelli che blaterano da un palco, gli idioti quelli che applaudono e ridono

p.s.
in mezzo a quelle tristi platee si notano dei soggetti travestiti da obelix, direste…ebbene, sappiate che non sono travestiti, sono proprio così, nature

leghista: vedi alla voce “idiota”

questa è sublime
quando ho letto il lancio della notizia mi sono sciroppato la registrazione da ‘la zanzara’ perché, nonostante avessi letto che si trattava di un leghista (deputato al parlamento italiano e, evidentemente per obiettivi meriti, pure sindaco) non riuscivo proprio a credere che l’idiozia potesse raggiungere tali vette…
l’enunciato è semplice: la padania esiste (eccome) in quanto esiste il grana padano
no, non è uno scherzo; è quello che ha sostenuto, ripeto, gianluca buonanno (il cicciobello dal collo bloccato con tanto di fascia tricolore ritratto nella foto) un deputato al parlamento italiano nonché sindaco
e ci ha tenuto a ribadirlo nonché corroborare la sua tesi dicendo che vittorio feltri sostiene la stessa cosa…doppia cazzata: anche i bambini ormai sanno che se una cosa è sostenuta da feltri, verosimilmente è una bufala…
a questo punto lancio una petizione e, perché no, una raccolta firme per un referendum propositivo (che pure se non è previsto dalla costituzione chi se ne frega, tanto si tratta di leghisti e loro la differenza non la capiscono…) per istituire, sulla falsariga (molto falsa e niente riga) del parlamento padano che ha riaperto i battenti arrugginiti da pochi giorni:
1) il principato di sila ed aspromonte (per gli arcinoti caciocavalli)
2) il granducato di tuscia e sabina (bastano i fagioli di sutri a giustificarlo)
3) la repubblica marinara del gargano (in onore di cozze e orecchiette)
4) confederazione e libero protettorato di maremma (bistecche di chianina)
5) sacro impero dell’agro pontino (ortaggi e mozzarella di bufala autoctona; e con quel ‘sacro’ il papa non rompe i coglioni)
6) regno dello stretto di messina (pesce spada, con i cui proventi della vendita quei magnogreci calabro-siculi del cazzo si possono finanziare la costruzione di quel minkia di ponte che ha rotto le palle di mezzo mondo e fa ridere l’altra metà)

se poi vogliamo dare un lieto e sensato finale a questa stronzata, direi di importare un bel po’ di lama dal perù, farli mettere in fila davanti casa dell’onorevole legaiolo (vorrei tanto sapere dove abita…) e farlo cannoneggiare a sputazza appena mette il muso fuori
o si potrebbero radunare un po’ di black bloc (basta andare al ministero dell’interno e vedere gli appunti di maroni se li hanno conservati: ci sono scritti ad uno ad uno) e dargli appuntamento muniti di sanpietrini e molotov sempre davanti casa del buonanno e farla radere al suolo, possibilmente col sindaco-deputato all’interno, così si sfogano e non rompono il cazzo quando ci sono manifestazioni serie, sacrosante e pacifiche…

le puttane di arcore sono una specie protetta (e manco in via d’estinzione)

notiziona: le arcorine, quel branco di mignotte che sollazzavano (coniugo i verbi al passato ma non giurerei che il lupo, oltre ai capelli, abbia perso il pelo…) l’ex presidente del consiglio o quantomeno ci provavano, visto che pare vada avanti a concentrati di viagra e iniezioni su quell’ammennicolo inutile quanto mai, sono parte civile, offesa a sua insaputa…
in calce al pezzo allego la motivazione giuridica [fonte corriere della sera] secondo la quale i giudici hanno praticato quello che a tutti gli effetti si paleserebbe come un atto dovuto, motivato da alcune recenti sentenze della cassazione
non vi nascondo che le motivazioni mi rimangono oscure, in quanto non capisco cosa ci sarebbe da proteggere in persone che spontaneamente e felicemente si prodigavano in ‘numeri hard pro nano mascarato su sopratacchi’ e che si incazzavano pure se il catramato non sganciava grana a sufficienza…senza dimenticare che una di questi fenomeni ha liberamente teorizzato che ‘se sei un cesso devi stare a casa e che fare strada vendendosi è cosa buona e giusta’
la prova del nove sta proprio nel fatto che, a parte le tre ‘madonne incantate’ chiara danese, ambra battilana e imane fadil, a nessuna delle arcorine è minimamente passato nell’anticamera del cervello (capisco che ci sia poco spazio sia nell’anticamera, sia nel cervello) di costituirsi parte civile, ignare del fatto di aver subito un torto nell’aver compiuto atti di loro spontanea volontà e consenzienti
di certo, questa storia, al netto della correttezza giuridica sulla quale non ho motivo di dubitare, spero non faccia perdere di vista il vero ‘fuoco’ della questione: un ex – spero vita (breve) natural durante – premier che mentre la nazione affondava pensava alla ‘formazione’ da far sbattere intorno al suo privato palo da lapdance; una sua favorita nonché imputata (nicole minetti) che tutt’ora percepisce quindicimila euro mensili circa grazie a doti che niente hanno a che fare con un consigliere regionale strapagato
quanto alle ‘madonne incantate’ già citate, capisco che se ti invitano ad una festa, magari di notabili, tu ti senta tanto figa ma non metti necessariamente in conto che debba fare dei pompini a qualcuno, ma allora delle due l’una: o sono del tutto sceme, o le gatte morte andassero a farle al cesso, visto che se un vegliardo bavoso come emilio fede ti invita ad un festino con altrettanti vegliardi bavosi, non è certo per raccontarti la favola di cappuccetto rosso…anzi, è proprio quella favola che vuole raccontarti, quella però reinterpretata secondo freud

LA SPIEGAZIONE GIURIDICA – Come scrivono nell’ordinanza i giudici della quinta sezione penale di Milano, la «tutela della dignità e della libertà della persona umana» deve prevalere, in base alla più recente giurisprudenza, sulla «tutela del buon costume e della moralità pubblica», e quindi le «vittime» dell’induzione e del favoreggiamento della prostituzione devono considerarsi «persone offese». La più recente giurisprudenza, spiega il presidente del collegio Anna Maria Gatto, «ha superato il previgente orientamento che identificava il bene protetto dalla legge 75/1958 (la legge Merlin, ndr) nella sola tutela del buon costume e della moralità pubblica e che, di conseguenza, riconosceva al solo Stato la qualifica di persona offesa e alle vittime la mera qualifica di soggetto passivo, eventualmente danneggiato dal reato». I pm di Milano non avevano ritenuto che le giovani dei presunti festini dovevano essere considerate persone offese. I giudici però richiamano due sentenze della Cassazione del 2004 e del 2011 e tre sentenze dei tribunali di Roma, Napoli e Palermo, chiarendo che bisogna tutelare la «dignità e la libertà della persona umana, con particolare riguardo alla libertà di autodeterminazione dei soggetti nella sfera sessuale». Un bene giuridico, questo, secondo i giudici, che deve essere «preminente» rispetto a quello della moralità pubblica. I giudici richiamano anche le «numerose convenzioni internazionali cui lo Stato italiano ha aderito in tema di tutela della libertà umana, di repressione della tratta degli esseri umani e dello sfruttamento della prostituzione». Una interpretazione, concludono i giudici, «che persegue penalmente solo le condotte che incidono sulla libertà di autodeterminazione della donna, non costituendo invece reato il compimento di atti sessuali al di fuori di ogni attività di sfruttamento o di agevolazione».

in libia c’è scappato il morto, roma s’è allagata ed il r.a.s.h. non c’entra…

OkNotizie
gheddafi…già ieri ho potuto visionare il video integrale in cui si vede il fu ‘colonnello’, benché ferito e verosimilmente in uno stato emotivo non proprio dei più tranquilli – senza dimenticare che, trucco e parrucco a parte, era un uomo alquanto anzianotto… – camminare sulle proprie gambe e pure speditamente
ergo, gheddafi è stato giustiziato senza un processo che, a prescindere da ogni valutazione sull’individuo, non è proprio il massimo come base di uno stato che ambisce a diventare democratico
le riflessioni da fare seguono ad una doppia considerazione: o chi ha sparato è uno smidollato (e ciò la dice lunga su quanto servano  teste più che  mani armate per fare una rivoluzione…riferimento al black bloc voluto e non casuale), o è un furbo magari prezzolato, che ha fatto ‘le pulizie in casa’ risparmiando la fatica a noi europei
almeno gli americani con bin laden si sono dimostrati più diretti: lo hanno preso, ammazzato – anche qui di processo manco l’ombra – e con una saggia interpretazione coranica hanno dato il corpo in pasto ai pesci, dimostrando comunque lungimiranza: pare che il problema più impellente adesso in libia sia proprio cosa fare con il cadavere dell’ex raìs, anche considerando l’ipotesi che l’eventuale tomba si tramuti in un mausoleo per nostalgici, fra qualche anno o anche prima
questo è comunque un caso ‘di scuola’ in cui uno sguardo retrospettivo, se non dà risposte certe, quantomeno ci fornisce interrogativi da non ignorare…mi spiego: fermo restando che col senno di poi – ed avendone l’opportunità – io personalmente gentaglia come gheddafi, saddam hussein, bin laden li avrei strozzati nella culla, penso che sarebbe stato molto interessante ascoltarli deporre in un pubblico processo (per saddam è stato fatto, salvo poi tappargli la bocca con la pena di morte che almeno in america scandalo non ha creato, visto che nella più grande democrazia del mondo(…) friggono le persone per infinitamente meno di quel che ha fatto saddam hussein)
sarebbe stato interessante sentire cosa avrebbero avuto da dire persone che hanno avuto il supporto logistico-militare occidentale finché tenevano a bada insurrezioni e stati ‘canaglia’ bombardando e gasando – vedi curdi ed iran quando il baffuto saddam faceva tanto comodo contro gli ayatholla – o teneva a freno le bramosie sovietiche in afghanistan…
e nel caso di specie, cosa avrebbe rivelato gheddafi, con il galoppo dei cavalli in carosello che ancora risuona, come lo schiocco del baciamano…come avrebbe spiegato assurde concessioni – che arrivano fino al rilascio di un attentatore – che tutta l’europa gli ha concesso…
ecco, tutte queste cose noi potremo solo immarginarcele e avere anche delle certezze, ma dalla viva voce dei diretti interessati non sentiremo una mazza, perché sono stati giustiziati

a roma, una volta, nel tevere si poteva nuotare…nel senso che ora puoi farlo non solo nel tevere ma dove ti pare, visto che tutta l’urbe con tre orette di pioggia (manco a dire che non ci sono più le mezze stagioni o quelle proprio intere, visto che a fine ottobre non è così strano che piova) si trasforma in un lago diversamente balneabile
come accennavo ad un mio amico, io vivo a ridosso della tiburtina. giovedì ero a casa ma dello sfacelo mi sono accorto tramite internet: non ero a conoscenza che a poche decine di metri da casa mia una strada consolare era diventata un vero e proprio fiume in piena…
alle sette di sera la tiburtina era bloccata ed ancora i tombini sputavano acqua (particamente le cose al contrario) e a tutt’oggi la situazione non è ancora normalizzata…
questa è la capitale d’italia
in mano ad un altro nano malefico che ha letteralmente sperperato i soldi dei contribuenti per assumere funzionari e dirigenti ventenni al posto di autisti d’autobus perennemente in ritardo e che se avesse speso un decimo di quello che ha sprecato con i suoi amichetti ex camerati per incaricare una qualsiasi cooperativa di tenere tombini e scoli liberi da foglie e sporcizia, avrebbe pure salvato una vita umana…sì perché a roma, italia, nell’anno del signore 2011, un uomo è morto annegato in casa sua causa pioggia…
e garantisco che tale situazione è stata comune a tutta l’area metropolitana, visto che un mio amico ha spalato acqua e fango a spinaceto (per i non romani è periferia verso ostia), avendo pure la macchina in panne causa pioggia salita a svariate decine di centimetri
domanda: chi paga i danni? magari un po’ di economia si potrebbe cominciare a fare mandando a casa tutti ‘sti mangiastipendio a tradimento che il signor ‘alemanno in rauti’ ha piazzato nei posti più impensabili (ad esempio, questa estate mi è giunta voce di alcunni non meglio precisati dirigenti che si aggiravano a caracalla in scarpe a punta e pantaloni attillati impartendo direttive senza conoscere una beata mazza di opera)

e veniamo al r.a.s.h.
il ministro maroni ha indicato il r.a.s.h. (sede a san lorenzo) come responsabile – assieme ad una nutrita pattuglia arrivata da san basilio – delle devastazioni durante la manifestazione dello scorso sabato
ora, a ‘scagionare’ e dar voce ai ragazzi di san basilio c’ha pensato corrado formigli con la sua trasmissione su la7; nel mio piccolo vorrei dare alcune nozioni che riguardano il r.a.s.h.
a parte che vorrei tanto sapere quali sono le fonti di maroni e chi lo ragguaglia, non vorrei che si sia equivocato (magari volutamente…) con l’aspetto che connota il r.a.s.h. come libera associazione e come persone che lo compongono e animano…
i red anarchist skin heads fin dalla loro apparizione qualche anno fa, hanno creato equivoco perché presenziando a manifestazioni e commemorazioni, il loro aspetto li ha di solito fatti accomunare superficialmente a teppaglia neo nazista; se poi uno si prendesse la briga di conoscerli e magari farsi un giro a san lorenzo, si renderebbe conto che con l’estrema destra non hanno un cazzo in comune, tutt’altro…si renderebbe conto che ti puoi bere una birra con loro e discutere di qualsiasi cosa anche se non la pensi come loro…che, a quanto mi consta, mai hanno partecipato a manifestazioni coprendosi il volto anzi, pare sia loro caratteristica farsi vedere e bene
ciò assodato, mi dovrebbe spiegare il ministro maroni, secondo quale logica una libera associazione di liberi cittadini organizza convegni, appoggia sane iniziative di volontariato come il cibo ecosolidale a casalbertone (cito cose a cui ero presente di persona, non per sentito dire…) e poi, così ex abrupto, si metterebbe a sfasciare automobili, cassonetti e vetrine per il puro gusto di farlo, mandando a puttane anni di meritevole attività sul territorio…
ovviamente, una nazione intera si è dovuta sorbire – è il caso di dire ‘a sua insaputa’ – delle sonore balle che un ministro della repubblica ha propagato nella cattedrale della nostra democrazia, il parlamento, e nessuno gliene chiede conto
e se pensiamo che maroni ed i suoi maroniti sono ‘il buono della lega che avanza’, pensate un po’ come siamo combinati…

un arbitro in sella (the riding ref)

ritaglioL’appuntamento è alle 7,30 ed ho messo la sveglia prestissimo, alle 5,30: mi piace fare le cose con calma (se posso…). Sta di fatto che mi sveglio da me che non sono manco le 4,30 quindi, occhio e croce, ho dormito quattro ore scarse.
Nota positiva: sono sì un fagocitatore seriale di espressi doppi che i ragazzi del circolo Marco Simone hanno particolare cura nel prepararmi, ma la moka borbottante di primo mattino (e comunque è ancora notte) è insuperabile e non vi sto dicendo niente di nuovo.
La botta di ‘fannullonite borbonica’ mi prende quando sono già sul raccordo, bardato al solito come un palombaro in sella allo scooter.
In sintesi la questione è: “ma ne vale la pena?”
Tenete ben presente questa domanda e seguitiamo…
Esco dal raccordo ed entro in Ciampino.
Anni fa, vivendo in centro, Ciampino mi sembrava alquanto fuori mano. Da quando sono io a vivere fuori mano Ciampino mi sembra vicino al centro, tutto sommato. Relatività.
Bratie scende qualche minuto dopo averla messaggiata (stavo per scrivere ‘uozzappata’ ma non ce la posso fare…Oddio l’ho scritto!…), Wonder Boy è arrivato pure lui e stiamo decidendo dove parcheggiare gli scooter mentre commentiamo sull’insegna di un negozio che vende, tra gli altri, taser e spray al peperoncino.
Sopraggiunge anche la Francy quindi l’equipaggio è al completo e si parte.
Invece di un tipico mutismo sonnolento – con sottofondo di autoradio – da viaggio in macchina mattutino, la conversazione vive e vira pure sul ‘pesante’: mariti, mogli, compagni/e, ex, figli, incomprensioni, fortune, disgrazie ed assurdità della vita di coppia e dintorni.
Poi pit stop in un bar scelto a caso da Bratie (ottimo fiuto) e quindi l’ingresso nel palazzetto che è più o meno un ritorno in famiglia, tipo parenti che si ritrovano a scadenze regolari.
Nota personale: Raffaele Claudio per gli amici “Claudio ebbasta” è ovviamente in cravatta e questo acutizza come sempre il mio sentirmi buffo in cravattino…
Operazioni di peso e tempi morti. Anche durante gli incontri troppe pause: sforeremo (al solito?…).
A consuntivo potremmo dire tutto bene: punteggi omogenei, pochi richiami ed una squalifica (eeeee…almeno una squalifica volete concedermela?…).
Anche il confronto con Maurino – il mio riferimento naturale quando giudico e arbitro – è ottimale, oltre alla saggia conduzione di Oreste, responsabile di tatami.
Solo un infortunio: un bimbo becca una gomitata fortuita nel point e si accascia. Gli levo il paradenti (forse non toccava a me farlo ma chi se ne frega). E’ evidente che non ha riportato danni e le lacrime sono semplicemente lo sfogo della tensione. Oltre al medico entrano nel tatami i genitori dell’infortunato che vengono invitati ad uscire dall’area di combattimento (procedura…).
Il papà è preoccupato ma nel giusto. Invece la mamma sembra essere sulla soglia del cardiopalma quindi, essendo il club di appartenenza campano probabilmente di Napoli, metto in atto la mia personale di procedura: accento sudista calcato e sorriso del tipo “so tutto io” e le dico: “Signo’, state tranquilla (in questa procedura è basilare dare del voi, il lei è da aborrire…) non s’è fatto niente, è solo paura”.
Non so se funziona, sta di fatto che la signora si siede e si tranquillizza, il bimbo si rimette il caschetto e riprende l’incontro…così si fa.
Poi il ritorno.
Mariti, mogli, compagni/e, ex, figli, incomprensioni, fortune, disgrazie ed assurdità della vita di coppia e dintorni. E penso se non sia tutto un clichè. Un ripetersi da ciclostile che, direbbe uno forbito, affonda nella notte dei tempi…
Ed invece no. Per quanto matrimoni e divorzi, gioie e dolori, nascite ed aborti siano così simili a tutte le latitudini ed in tutte le epoche da sembrare uguali, ognuno di essi costituisce un unicum.
E non potrebbe essere diversamente perché siamo noi stessi, per primi, ad essere unici.
Ah, avete presente la domanda fatta all’inizio? Ebbene la risposta è: “Sì, ne vale proprio la pena…”

P.S.

Il caffè doppio (con abbondante spruzzata di cacao in polvere nella tazza PRIMA di far scendere il caffè) è stato battezzato 36 buche in quanto – siamo in ambito golfista – se lo bevi sei pronto per fare trentasei buche di fila…