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taroc

ho appena ascoltato la notizia circa l’affidamento ai servizi sociali per gli otto stupratori che nel 2007, in quel di montalto di castro, festeggiarono un compleanno col più barbaro e tragicamente ovvio atto di violenza che un maschio può compiere nei confronti di una donna…
per fugare il campo da dubbi sull’essere o meno prudenti o (come va tanto di moda dire) politicamente corretti, dichiaro senza remore che chi cerca guai finisce per trovarli, anzi, giacché li cerca è perfino giusto che li trovi…
dico questo perché alla madre della ragazza (aveva 15 anni nel 2007) pare sia stato rimproverato che sua figlia indossasse una minigonna…
ora, fermo restando che una minigonna è senz’altro uno ‘stimolo erotico’ (qui forse occorrerebbe un’ampia trattazione di come a mio avviso gli umani siano caratterizzati da ‘implicite’ turbe sessuali che mi riservo di fare in futuro, ammesso di esserne in grado…) e che io, ad esempio, ne sconsiglierei l’uso se una volta passata la serata si deve poi tornare a casa da sole magari attraversando un quartiere deserto, difenderò fino ad eventuali estreme conseguenze il sacrosanto diritto di una donna di andare in giro perfino nuda senza che nessuno si azzardi a sfiorarla, se non dichiaratamente consenziente…e vorrei sottolineare quel dichiaratamente , visto che troppe volte in base ad un presunto consenso si sono date attenuanti ad atti che altro non sono se non ferocia pura…
non voglio minimamente mettere in dubbio norme e istituzioni che mirano al reinserimento di chi ha commesso un crimine e si è macchiato di scelleratezze, ma occorre fare un semplice distinguo fra crimini, anche gravissimi, che si consumano nell’immediatezza e nell’estemporaneità ed altri che a fronte di esiti meno traumatici dei primi, hanno luogo se non nella premeditazione, quantomeno nel protarsi dell’intenzione di portare a compimento il crimine stesso
solo una premessa: in genere faccio una cosa ‘in automatico’ quando mi si racconta un evento: cerco di immaginarlo…
vorrei chiedere a coloro che tanto pontificano sull’argomento se si sono concentrati qualche minuto ad immaginare come possa svolgersi lo stupro effettuato da otto persone…per intenderci, non è come andare al supermercato, mettersi in fila davanti al banco gastronomia e dire “guarda, stiamo per stuprarti…che ne pensi?…” “ma prego…mettetevi pure in fila per ordine d’arrivo…io nel frattempo mi stendo così sto più comoda…”
questo per far capire che lo stupro è un reato che io definirei complesso, in cui il soddisfare un tristemente naturale istinto bestiale passa per necessità attraverso l’applicazione di una violenza fisica, coercitiva – che è già un reato in sé, si badi bene – che per quanto possa essere subitaneo l’atto deve per forza di cose protarsi nel tempo…senza dimenticare che chi subisce uno stupro è stuprato per sempre…
allora, sentire che i ragazzi in questione hanno chiesto scusa alla madre della ragazza incoraggiati pare dai giudici mi lascia perplesso…innanzi tutto perché la prima cosa che ti consiglierebbe il più scalcinato degli avvocati in un caso del genere è di dimostrarsi pentiti e quindi chiedere scusa, che di per sè è già un buon motivo perché le scuse stesse non facciano testo…ed in secondo luogo (secondo per ordine d’esposizione, s’intende…) perché non si tratta di aver lasciato incustodito un portafoglio – azione magari ‘avventata’ come l’indossare una minigonna, ma che non autorizza nessuno a rubarlo, come per l’appunto nessuno è autorizzato ad importunare chi veste succintamente – qualcuno lo ha notato, magari aveva anche bisogno di soldi, lo ha sottratto e quando poi lo hanno ‘pescato’ chiede scusa perché capisce di aver fatto una cazzata…
si tratta di ben altro…
si tratta di un orrore che rivivrai ogni volta che ti farai un cazzo di bidet, per dirla volgarmente…
ed è per questo che capisco perfettamente la madre quando dichiara che ha accettato le scuse ma che non può perdonare, specialmente quando vede sua figlia piangere…

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