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…basito…
sì, penso che il termine ‘calzi’, quando fra tutte le riforme, correzioni e ‘raddrizzamenti’ di cui la scuola italiana avrebbe urgentissimo bisogno si è andati a ‘pescare’ la reintroduzione della valutazione (si ritorna a dare il voto) per quanto riguarda la materia religione…
fra corpo docente ed ausiliario abbiamo un’esercito di precari…qualità dell’istruzione dei giovani ai minimi storici ed in caduta verticale…scuole – nel senso fisico del termine – fatiscenti e traballanti con l’edilizia specializzata che costruisce trappole di cartapesta – vedi la casa dello studente all’aquila – in cui coloro che dovrebbero essere il futuro di una società fanno la fine dei topi…
ecco, ispirandosi a tutto ciò, la gelmini ha fatto tesoro del suo secondo nome – gliene affibbierei un terzo come so io… – ed ha partorito questa fulgida, splendente idea senza minimamente porsi la domanda che se in passato qualcuno ha ben pensato di rendere la religione materia sì di studio ma che esula dalla prassi di votazione tipica delle altre discipline, qualche fondato motivo doveva pur esserci…
poniamo il caso che un soggetto pratichi una religione che non sia la cattolica…e smettiamola di pensare per ‘default’ che uno che non sia cattolico è musulmano…può essere induista…animista…ma andiamo al caso limite…mettiamo che uno sia semplicemente ateo…come è concepibile che debba subire il termine c’azzecca proprio… – una valutazione per un qualcosa che per dirla piana, letteralmente non fà parte della sua esistenza?
e non dimentichiamo che riguardando l’argomento la scuola del cosiddetto obbligo, si andrebbe incontro a quella che è una vera e propria coercizione sull’individuo…
intendiamoci, non sto mica facendo una lotta di posizione…qui non c’entra il mio punto di vista ed anzi potrebbe trarre in inganno ‘appiopparmi’ l’essere credente o meno, in modo da far passare quello che scrivo come acqua da portare al mio mulino…
e non si tratta nemmeno di porre la scuola alla stregua di un supermercato dove ognuno porta a casa i prodotti che più gli aggradano, lasciando sugli scaffali quelli che non soddisfano…
le varie materie di studio scolastico concorrono, da un punto di vista tecnico e speculativo, alla formazione di quell’insieme di pensiero, pulsioni e specifiche opinioni che in maniera alquanto semplice ma non semplicistica si può definire persona…la religione riguarda una sfera così intima, privata che imporne lo studio ma, si badi bene, anche il non studio, sarebbe una forzatura delle dinamiche di apprendimento ed una violenza vera e propria sull’individuo…al contempo mi chiedo però se lo studio della religione debba far parte dei programmi della scuola dell’obbligo o se non debba essere riservato ad una scelta personale coltivare tale studio in contesti che non dovrebbero essere quelli della scuola dell’obbligo…
ciò detto, io semmai rilancerei una idea che è circolata in questi giorni…quella cioè di non limitare al cattolicesimo il programma di insegnamento religioso…ed ovviamente di non limitarlo alle sole religioni cattolica e musulmana, cosa che fra le righe – e neanche tanto… – si è letto nelle cronache di questi giorni sull’argomento…introdurre infatti la religione musulmana come studio accanto a quella cattolica sarebbe in questo caso un’operazione strumentale, nel senso appunto che la religione verrebbe usata come strumento per ‘ottenere’ qualcosa di avulso da quello che dovrebbere essere studio e apprendimento: una sorta di ‘pace sociale’ indotta del tipo “…io ti concedo il tuo islam scolastico legalizzato e te ti comporti bene…”; in poche parole quanto di più ipocrita e pernicioso…proprio chi crede dovrebbe aborrire che trattative sociali e inerenti anche l’ordine pubblico vengano alimentate spendendo la religione come moneta…
ed ecco la proposta: istituire l’ora di religione come uno studio storico di essa, istituire appunto l’ora di storia delle religioni, i cui docenti potrebbero essere ‘reclutati’ fra coloro che hanno fatto un regolare percorso di studio con tanto di attestati (io ho un carissimo amico laureato in filosofia con tesi di laurea sulla storia delle religioni, per capirci…), e introducendo la regola che gli insegnanti non vengano più nominati dalla chiesa per essere poi retribuiti dallo stato italiano, cosa questa sì davvero assurda per quanto riguarda l’insegnamento della religione…
permane insistente, comunque, la vocina che mi sussura se sia ortodosso e non invero una contraddizione in termini che uno stato per definizione laico ‘imponga’ attraverso i programmi della scuola dell’obbligo ‘l’ora di religione’…

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