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pearlDopo tante parole fuori luogo, stamane ho letto l’editoriale di Travaglio su ‘il Fatto’ e penso – inaspettatamente per molti – che sia stata indovinata una trattazione ‘giusta’, nel senso più piano e semplice del termine.
Ciò non toglie che io resti perplesso su un paio di punti.
Il primo è squisitamente storico: siamo sicuri che Gesù Cristo sia effettivamente esistito? Ora non voglio qui affrontare tale argomento che avrebbe bisogno di ampissima trattazione e confronto, ma vorrei fare un paio di esempi semplici.
La maniera documentale più ovvia per aver prova dell’esistenza di una persona risiede nell’esistenza di estratti di nascita, certificati di morte e simili…E’ d’altronde assodato che trattandosi di individuo la cui prova dell’esistenza dovrebbe essere cercata a ritroso di un paio di migliaia di anni, sarebbe sciocco dire “siccome non c’è un atto di nascita e/o un referto che certifichi la morte, il tipo non è esistito”. In questi casi, si ricorre alle ‘fonti incrociate’. Per dirla in soldoni, se più fonti – coeve, s’intende – e non in contatto fra loro e quindi non manipolabili a vicenda, citano una tale persona, è molto probabile che sia esistita. Così si può dire, che so, di Giulio Cesare, ad esempio. Pare che lo stesso procedimento non possa essere applicato alla figura di Gesù Cristo. Ma siccome non sono un esperto in materia, ma semplicemente una persona che ha cercato di documentarsi, mi rimetto a pareri e conclusioni eventualmente più ‘illustri’.
L’altro punto che mi lascia dei dubbi e che riguarda in pieno il merito della questione sollevata dalla sentenza della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, è se appunto un crocifisso debba stare appeso in un aula scolastica o meno.
Penso che una scuola è un tipico e basilare presidio dello Stato; lo Stato è laico per definizione, quindi il crocifisso non dovrebbe starci…E dico dovrebbe proprio perché alla fine non trovo che possa essere un gran fastidio il crocifisso, e lo dico da anticlericale convinto…Quello che però temo, sarà la radicalizzazione di alcuni presidi che in barba alla sentenza, da novelli crociati imporranno il crocifisso nelle aule. E allora non ci sto. C’è una sentenza, sacrosantamente voluta da una signora che ha sollevato la questione, e tale sentenza va applicata. Punto e basta.
Ma veniamo alle bestialità che ben noti figuri non hanno mancato di pronunciare.
Tralasciando chi come Feltri non ha capito che la corte sopra citata non ha niente a che vedere con l’Unione Europea, vorrei focalizzare sulle parole di La Russa e di Berlusconi per mostrare – qualora restasse dubbio residuo – quanto le parole di servo e padrone siano fuori dalla logica e dalla legge.
Senza andare troppo a ritroso, Ignazio La Russa nel recentissimo passato a messo a segno una sequela di sfondoni che anche a pianificarla a tavolino una smarronata del genere è davvero un’impresa.
Uscita da palazzo Grazioli dopo un pranzo che doveva essere ‘conciliatore’ fra Berlusconi e Fini: alla domanda di una giornalista che gli chiedeva lumi sulle posizioni inconciliabilmente contrastanti sulla questione giustizia, La Russa non ha saputo dire niente di meglio di un “…hanno ragione tutti e due…”.
Contestazione di un gruppo di italiani durante i festeggiamenti americani dove La Russa era di rappresentanza: non sapendo cosa controbattere ai contestatori (protetti dalla polizia, badate bene: lì il protofascista non ha potuto aizzare forze dell’ordine alcune) ha cominciato a dare del pedofilo ad uno di loro, dicendo di conoscerlo bene e accusandolo di fare sesso ‘con le bambine’.
Una di questi giorni è la tristemente famosa dichiarazione sull’episodio Cucchi: “…non so come sono andati i fatti ma sono certo che i carabinieri hanno agito secondo le regole…”
Giudicate voi se non sono dichiarazioni di un folle.
Per venire all’oggetto, La Russa è stato in grado di dire “…possono morire ma i crocifissi non si toccano…” evidentemente rivolto ai giudici che hanno prodotto la sentenza.
Per quanto riguarda Berlusconi, è superfluo citare fra le centinaia di menzogne che continua a spargere al solo aprir bocca…ma basta segnalare cosa ha profferito in merito alla sentenza in questione: “…è inaccettabile…”
Basta ed avanza per delineare un quadro nitido e completo.
‘Possono morire…’; ‘Sentenza inaccetabile…’
Ecco di che pasta sono fatti costoro. Ecco l’arroganza che ormai trasuda e tracima senza che probabilmente si rendano conto delle assurdità pronunciate e della portata criminogena delle loro sventurate parole.
Sia ben chiaro una volta per tutte e sia ben chiaro per tutti: le sentenze si possono criticare, ovviamente nei termini e contesti dovuti ma essenzialmente, le sentenze si RISPETTANO.
E’ così difficile da capire? E deve essere una battaglia continua pretendere che esponenti di governo abbiano per primi rispetto per istituzioni a cui un intera comunità nazionale ed europea fa riferimento?
Lo vogliono capire questi nuovi don Rodrigo che non devono neanche azzardarsi a pensare frasi del tipo ‘sentenza inaccetabile’? Lo vogliono capire che ‘uscite’ del genere sono perniciose e non possono che imbarbarire un contesto di confronto già tanto deteriorato?
Ma forse, non avendo nulla su cui puntare, è proprio quello che vogliono…La ricerca dello scontro, confuso e gratuito, nel cui caos fare meglio i propri comodi…

P.S.
Spero che a La Russa sfugga la circostanza che molti istituti e scuole, di fatto anticipando la sentenza, è da molto tempo che non appendono crocifissi nelle aule…Non vorrei che il solerte ministro invii un po’ di truppe a far da guardia a crocifissi da non rimuovere assolutamente…possa morire chi ci prova…

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