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Nel definire l’odierna una ‘legislatura ad personam’, Rosy Bindi, al di là di un eventuale intendimento ironico, dà un’indicazione più che giusta.
Per quanto la ‘ribalta delle porcherie’ sia ovviamente occupata da leggi sul ‘processo breve’ (meglio sarebbe dire ‘processo morto ammazzato’) e ‘lodi’ palesemente rivolti all’evitare condanne ad un pluriprescritto che ci ritroviamo come presidente del consiglio, vi sono altri provvedimenti che visti dall’angolazione giusta, danno la giusta percezione di come non siano altro che la ‘ciliegina sulla torta’ di pianificazioni precedentemente portate a termine.
Prendiamo la questione ‘Arner Bank’. Casa madre a Lugano, filiale aperta a Milano a ridosso dello scudo fiscale del 2004. Il conto numero uno, intestato a Silvio Berlusconi, movimenta una sessantina di milioni di euro. La Banca d’Italia ha ritenuto opportuno commissariare tale istituto e la procura di Milano avviare delle indagini in quanto non è possibile stabilire esecutori e beneficiari di alcune operazioni. Operazioni a volte apparentemente al limite dell’assurdo, come quella che vede una dozzina di milioni partire e ritornare in ventiquattr’ore, dopo un paio di ‘approdi’ in altri istituti ed una ‘scrematura’, al punto di partenza. Al centro di tale operazione tale Acampora…Sì, proprio quell’Acampora giudice corrotto da Berlusconi per sottrarre la Mondadori a De Benedetti
Si evince chiaramente che lo scudo fiscale da poco varato servirà al presidente del consiglio, che di conti bancari e holding ‘off shore’ è collezionista, per ripulire denaro di dubbia provenienza; e se l’operazione tutta avvantaggerà anche sodali conosciuti e sconosciuti l’intero profilo non sarà altro che da assimilare a scempiaggini tipo il ‘taglio’ ai processi che avvantaggia un bel po’ di criminali oltre al noto prescritto.
E’ sconvolgente – il termine non è per niente esagerato – dover continuamente riscontrare la presenza del parrucchino presidenziale io ogni evenienza sospetta di una certa rilevanza…Ed hai voglia a sproloquiare di accanimento giudiziario: qui se c’è qualcuno che si accanisce, quel qualcuno è proprio Berlusconi, sempre in ombra e ‘macchiato’ da condotte che puzzano di illecito, per le quali la magistratura non può che attivarsi, una volta venutane a conoscenza. E se una serie impressionante di leggi e provvedimenti ‘ad hoc’ servono su un piatto d’argento una cascata di prescrizioni al presidente del consiglio, non fanno certo di lui un martire, ma un pluriprescritto appunto, che se non giocasse sporco e più che altro non gli si permettesse di farlo, sarebbe da lungo tempo un pluricondannato.
Cosa dire di un mostro di cemento ed acciaio da costruire vicino a zone che ben sappiamo dalle recenti sciagure essere a letterale rischio di sgretolamento…Fiumi di denaro pubblico gettati per ingrassare le solite cordate amiche, costruendo un inutile ponte quando pezzi del suolo patrio da mettere in sicurezza stanno sfaldandosi e rotolando in mare.
E da ultima la privatizzazione delle risorse idriche…
Ora, io non saprei quantificare l’inettitudine di Ronchi. Magari è anche una brava persona.
Di certo non penso si sia svegliato una bella mattina con in testa il decreto legge per la privatizzazione dell’acqua. Ma di una cosa sono certo. C’è dietro qualcuno. La solita lobby che spinge per ottenere concessioni quindi quattrini.
Si badi che tale procedura non deve lasciarci sbalorditi: è una cosa risaputa, anche se ovviamente non ne parla nessuno, che si facciano delle leggi sotto suggerimento di privati per ottenere dei tornaconti personali, che di per sé è grave, in quanto le leggi di uno stato dovrebbero mirare al bene della collettività, solo che in genere si tratta di provvedimenti che, almeno non palesemente, non toccano la comunità.
Stavolta davvero non hanno avuto vergogna per eseguire lo scempio: trattare un bene naturale a cui tutti hanno diritto come se fosse una merce negoziabile e sulla quale speculare va ogni oltre decenza.
Vorrei davvero sapere chi ha ‘armato’ la mano del governo per eseguire quest’ennesima uccisione della libertà.

P.S.
‘Pompare’ il digitale terrestre e la diffusione del vaccino anti suina quando il fratello del presidente del consiglio è produttore di decoder e la moglie di un ministro rappresentante di lobby farmaceutiche, non potrebbe sempre rientrare in quel piano di ‘legislatura ad personam’ di cui sopra?

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