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l’odierno tg3 delle 19.00 presentava alcune analogie col video “buon anno” che ho caricato poche ore fa: gli allagamenti in versilia – ultimi di una lunghissima scia, se si tiene in conto sarno, ischia, giampilieri e tutte le altre situazioni magari meno drammatiche ma che testimoniano di un territorio nazionale che va sfaldandosi non solo in senso metaforico – ed il servizio sull’ispra, che proprio di salvaguardia del suolo si occupa, richiamano alcuni momenti del video in questione
è evidente l’attualità delle questioni, che rischiano di rimanere attualità anche con il nuovo anno
sembra una frase fatta, ma effettivamente dal nord al sud della penisola intere colline franano, fiumi straripano e colate di fango e detriti mietono vittime in numero ‘degno’ di un bollettino di guerra o di uno dei tanti paesi sottosviluppati nei confronti dei quali forse dovremmo cominciare a farci una ragione di essere alquanto omogenei…
sarà un segno del progresso e del benessere, ma una nazione praticamente a crescita zero che vede quintuplicare case e manufatti edili dagli anni sessanta ad oggi a mio avviso rimane un segno alquanto sospetto; in special modo se tali ‘edificazioni’ sono troppo spesso fatte non solo in spregio alle leggi vigenti (a volte anche dolosamente ed artatamente emendate), ma in contrasto con le più elementari norme di buon senso, le quali almeno vorrebbero che pure il meno furbo dei palazzinari non vada a storpiare l’ambiente in cui vive
e il disagio, se non lo sgomento che suscitano le direttive di un governo totalmente inadeguato non trovano uno straccio di giustificazione, tranne che non si voglia dare la colpa di tutto alla pioggia ed al maltempo, che sulle statistiche di lungo periodo hanno ben poco di eccezionale ma che riescono a far danni ben oltre l’eccezionale
gli esperti del settore all’unisono condannano l’aver costruito, cementificato troppo e male: e si vara una legge che permette di aumentare la cubatura di case, capannoni, garage…
pezzi di calabria e di sicilia si staccano letteralmente e rotolano a valle, e proprio su quel suolo specifico si vorrebbe (al netto della propaganda nazi-fascio-stalinista) edificare un ‘mostro’ di ponte, che solo per l’ancoraggio dei piloni prevederebbe chilometri quadri di sbancamenti; e tutto ciò con la strumentale motivazione che ‘rilanciando l’edilizia si rilancia la ripresa dalla crisi’…ma lo sanno anche i deficienti che il ‘rilancio’ si otterrebbe ed in maniera ben più massiccia intervenendo capillarmente sulla miriade di situazioni a rischio dove ci sarebbe tanto da lavorare; ma è un lavoro che non mette appetito alle grandi aziende, che preferiscono lucrare sulle ‘grandi opere’, specialmente quando nei contratti fanno inserire postille le quali prevedono risarcimenti milionari se l’opera non viene cantierizzata – quello che è successo con i dirigenti della ‘società per lo stretto’, che solo un escamotage di di pietro alle infrastrutture ha lasciato ‘a bocca asciutta’ quando già stavano pregustando le centinaia di milioni di penale per la sospensione della cantierizzazione del ponte sullo stretto –
ciliegina sulla torta, la ‘dismissione’ di patrimoni umani di primo livello come i lavoratori dell’ispra, che proprio di idrogeologia si occupano…di quelle previsioni e programmazioni di cui il nostro territorio non può e non deve assolutamente fare a meno e ai quali il ministro prestigiacomo – non ne ricordo uno più monocorde ed inespressivo, in una parola vacuo – letteralmente non sa cosa dire
tiriamo le somme: il nostro suolo sta cedendo senza soluzione di continuità, ampie zone di territorio (non dimentichiamo il sisma abruzzese) gridano vendetta anche per le tante morti mai piante a sufficienza, data la loro gratuità, ma per il nuovo anno invece di leggi e progetti che riguardino la comunità, la nazione intera, il governo si attrezza per il processo breve (breve per chi non è dato saperlo, mentre sarà ‘defunto’ per una persona specifica), per il ‘legittimo impedimento’ (non penso che il popolo italiano si senta legittimamente impedito) e prepara qualche ‘variante di lodo’, visto che i precedenti sono miseramente naufragati al vaglio della consulta, magari progettandone uno (udite, udite) che protegga il ‘lodato’ anche a fine del mandato istituzionale…praticamente come portare l’elefante nella proverbiale cristalleria e dirgli: “fai quel che cazzo ti pare…tanto i danni mica li paghi…”
e qualcuno nell’opposizione è pure contento, giacché pare ci siano i margini per dialogare…ma questa è un’altra storia: l’opposizione…

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