Tag

, , , , , , ,

il mio augurio è che tu possa ‘riposare’ in un inferno uguale a quello, semmai quantificabile, che risulterebbe dalla somma degli inferni nei quali hai fatto precipitare gente la cui unica ‘colpa’ era di essere giovane, magari sprovveduta o forse figli e figlie di genitori – che vorrei rispondessero anche loro di tante tragedie annunciate – altrettanto sprovveduti.
o magari invasati, come ‘padre’ maciel…perché solo da pazzi invasati si possono concepire ‘ingranaggi’ come i legionari di cristo o la stesssa opus dei
o come la chiesa intera intesa come gerarchia, che col messaggio del cristo – piaccia o meno a credenti bigotti e tarati – nulla ha a che vedere
o forse ‘padre’ maciel era semplicemente un gran criminale; un pezzo di merda che ha approfittato della sua posizione, goduto di protezione e turlupinato persone, forse gonzi, che comunque non meritavano quel che han subito
e la domanda è sempre la stessa ed urla da sola: cosa centrano lo ior, l’opus dei, i legionari di cristo, le congreghe ed associazioni ‘made in vaticano’ dedite al commercio, alla compravendita di immobili – con particolare riguardo ai ‘gentiluomini del papa’(…) ed ai loro amichetti… – con la religione?

LE NOVECENTO SCHIAVE DI PADRE MACIEL

Il fondatore dei Legionari di Cristo sottraeva beni alle sue “religiose”

di Miguel Mora

Dopo la condanna vaticana di Marcial Maciel, l’annuncio della rifondazione dell’ordine e il commissariamento dei Legionari di Cristo da parte di papa Benedetto XVI, continuano a trapelare particolari sull’indagine condotta negli ultimi 10 mesi ad opera di cinque inviati pontifici.    Secondo quanto pubblicato dal giornale messicano Milenio, nel corso dell’inchiesta condotta in Messico il Vaticano ha scoperto che Maciel – poligamo e pedo-filo, morto nel 2008 – aveva creato una congregazione femminile senza l’avallo di Roma, composta da 900 giovani che vivevano in condizioni di “virtuale schiavitù”.   Il quotidiano afferma che le “religiose” al loro arrivo venivano isolate e potevano fare visita alla famiglia solamente per 15 giorni ogni sette anni e ricevere una telefonata   al mese. I genitori potevano andarle a trovare una volta l’anno. Le donne, che appartenevano al ramo laico dell’ordine, Regnum Christi, venivano reclutate tra le famiglie ricche di Spagna, Messico, Stati Uniti, Francia, Italia, Germania e Nuova Zelanda.    Le novizie dovevano essere “donne sorridenti, di buone maniere, di bella presenza e di modesta formazione culturale e religiosa”, ha scritto il giornale. Tra i loro doveri c’era quello di “non criticare” mai le decisioni dei responsabili dell’ordine e di riferire ai superiori se qualcuna lo faceva.   Secondo Milenio, 15 anni dopo aver preso i voti tradizionali – che comportavano la castità, l’obbedienza e la povertà – erano obbligate a consegnare metà dei loro beni e dopo 25 anni la totalità dei loro beni. Inoltre, sempre secondo il quotidiano messicano, “in occasione del compleanno di Maciel, cioè a dire ogni 10 marzo   , venivano sollecitate a fare un dono in denaro che consisteva in un assegno di 250.000 dollari”.    Le indagini hanno portato alla luce altri terribili fatti avvenuti all’interno dell’ordine. Il vescovo messicano di Tepic, Ricardo Watty, uno dei cinque prelati che hanno indagato sui Legionari di Cristo, ha rivelato di aver consegnato al Papa la documentazione relativa ad un gruppo di legionari che avevano subito abusi sessuali da parte del fondatore della   Legione e ha aggiunto che probabilmente Benedetto XVI incontrerà le vittime. Il vescovo Watty ha dichiarato al canale televisivo Televisa: “Nella personalità di padre Marcial ci sono molti elementi che hanno influenzato [i sacerdoti e i membri del movimento]. Di tutto questo bisogna liberare la Legione. Sono persone buone, ma avvolte in una cappa di dannazione e malvagità”. Lo scandalo degli abusi sessuali non cessa di arricchirsi di nuovi episodi in ogni parte del mondo. Proprio ieri Ratzinger ha accettato le dimissioni del vescovo irlandese Joseph Duffy, che, stando a quanto reso noto dal Vaticano si è reso   colpevole di aver coperto abusi sessuali su minori ad opera di sacerdoti.    Le dimissioni sono state ufficialmente attribuite a ragioni di età in quanto Duffy ha compiuto 76 anni. Il Papa ha la facoltà di accettare o meno le dimissioni per ragioni di età. Sono già quattro i vescovi irlandesi dimissionati dopo la pubblicazione dei due rapporti ufficiali – il Rapporto Ryan e il Rapporto Murphy – che hanno rivelato che in Irlanda nell’arco di 70 anni centinaia di bambini hanno subito abusi sessuali da parte di sacerdoti.

fonte: il fatto quotidiano

Annunci