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nottataccia con brutto risveglio per marchionne, potete giurarci
hai voglia a dire che il 63% di ‘sì’ sono la riprova che la direzione è giusta…fin troppo banale ribadire che quando si deve scegliere fra posto di lavoro e licenziamento (e licenziando un lavoratore di pomigliano licenzi anche un’intera famiglia a carico) è ovvio che si opti per la conservazione dell’impiego
lo ‘schiaffo’ rimediato dalla fiat si sustanzia in un 15% di voti che avrebbero dovuto essere di segno opposto
per stare con i fatti e le cifre, nei giorni scorsi si è parlato impropriamente di plebiscito per quanto riguarda questo referendum (plebiscito si intende per una votazione che si riveli totalitariamente o quasi per una delle parti) mentre marchionne, ovviamente pragmatico, aveva parlato di un 80% che avrebbe soddisfatto le esigenze dell’azienda
ora si trova con quindici punti percentuali che mancano all’appello…e quando in una votazione ti mancano quindici punti percentuali, quella votazione la hai strapersa…
l’insistere su quell’80% è chiaro a tutti: è la sommatoria delle rappresentanze sindacali esclusa la fiom, che appunto ‘copre’ il restante 20%
ora, hai voglia a dire che ci sono i cobas da tener di conto: alla prova dei fatti una grandissima parte di potenziali ‘sì’ si è ritrovata nel campo opposto ed è un risultato ancor più notevole se si tiene presente – e bisogna farlo – che finanche la cgil, per bocca dei suoi maggiorenti nazionali, si era schierata, arrampicandosi sugli specchi dei distinguo, col blocco per il ‘sì’
la verità, ovvia e scoperta fin dal principio, è che questo referendum è nato bastardo come pochi, visto che si è fatto mercimonio tra lavoro – in una terra che soffre da sempre ed in varie forme di una vera e propria agonia di lavoro – e diritti, quando anche quei ‘riottosi’ della fiom sulle innovazioni che riguardavano il lavoro in sé  (orari, flessibilità, turni, straordinari) non ponevano pregiudiziali
fra l’altro, con un ministro da operetta qual è sacconi, che, invece di fare per l’appunto il ministro, fa il maggiordomo della fiat, comunicando ai ‘commensali’ il menù previsto per ‘la grande abbuffata’ (che poi ad abbuffarsi, da copione, sarà sempre e solo il padrone…), era prevedibile che tutta la faccenda avesse connotazioni tragicomiche
daltronde la fiat non è una congrega di carità: ha sempre preso i soldi dello stato – quindi i nostri soldi – per vendere le sue automobili e far soldi anche quando il mercato è depresso e la concorrenza offre magari prodotti migliori; ma quello che risulta oltremodo pernicioso è che con questo referendum – che al di là di interpretazioni di voto e percentuali (in italia siamo dei fenomeni: quando c’è qualche votazione, alla fine tutti dicono d’aver vinto…) lascerà una brutta e visibile cicatrice – è che si sia ‘regalata’ alla fiat una fetta di diritti, un pezzo della costituzione, quindi
un regalo strano, in effetti…uno di quei doni che non si danno perché fanno piacere o perché son belli, no…è uno di quei doni, preziosi ed unici, da regalare a qualcuno affinché quel qualcuno possa eliminarli, togliendo di mezzo un qualcosa che  impedisce di trarre profitto da una situazione…
niente di nuovo: è uno schema abituale, come quando ti ‘regalano’ una foto compromettente che ti mette nei guai che tu puoi tranquillamente stracciare…

p.s.
se poi il problema di pomigliano sono gli assenteisti ed i fannulloni, il buon brunetta, invece di sistemare tornelli a go-go (quanto costano? quanto costa la manutenzione? chi li ha venduti allo stato? a chi è appaltata la manutenzione?) si prodighi per una legge davvero punitiva per chi non fa il proprio dovere lavorando, e faccia fioccare licenziamenti in tronco per chi non lavora o per coloro che invece di stare in fabbrica fanno altre attività durante l’orario di lavoro…sarà che poi rischia di dover licenziare anche sé stesso e qualche amichetto?…

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