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leggo che brancher “ha consentito lo svolgimento dell’udienza del cinque luglio” (parole dei suoi avvocati); insomma anche nell’ammettere il torto marcio e criminale non disdegnano di allegare una buona dose di arroganza…andazzo al quale non si sottrae ovviamente il presidente del consiglio che bolla la reprimenda di napolitano come ‘una cosuccia nazionale’, giacché lui si trova in canada a far sganasciare i premier lì riuniti al solo incedere come un botolo giulivo e contento il cielo voglia spiegarci di cosa…
sta di fatto che per ottenere il ‘sacrosanto giusto’, cioè che un imputato vada in aula a rendere conto ai giudici, c’è voluto non solo un serio ed inusuale (a mio avviso, ironia della sorte, brancher avrebbe potuto scatafottersene del richiamo del colle: magari napolitano poteva pensarci meglio prima di nominare un prescritto plurindagato a ministro della repubblica) intervento del presidente della repubblica, ma una doverosa ‘incazzatura’ del pm fusco
resta il fatto che, nonostante la retromarcia del novello ministro del non si sa bene cosa, questo ennesimo tentativo (riuscito) di forzare la legge a vantaggio di qualcuno si configura come un evento gravissimo, la cui portata non deve essere ‘diluita’ dalla lunga sequela di ‘vergogne’ a cui il nostro presidente del consiglio, unitamente ad una indegna classe politica, ci ha tristemente assuefatto

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