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pochi giorni fa, ironicamente ma non troppo, commentavo un articolo che ragguagliava di gianpi tarantini – il procacciatore di puttane preferito dal premier nonché pusher nonché intrallazzatore ‘sanitario’ – che nel patteggiare una pena, era ristretto agli arresti domiciliari in un prestigioso palazzo di via veneto…
ora guardate la foto in basso: l’uomo in calzoni fantozziani è lorenzo balducci, il capo cricca che ha rubato, malversato quattrini di stato, cioè nostri, per favorire l’anemone di turno, con contorno di spassosi (per lui…) menage occasionali con prezzolati giovanotti che, quelli sì, gli sono ‘costati’ il ‘gentiluomato’ del papa (sono propenso a credere che degli affari sporchi nel campo edilizio alle alte gerarchie vaticane importi poco, visto che di ‘affaristi sporchi’ come il cardinal sepe se ne intendono e se li tengono ben stretti…)
bene, il balducci è agli arresti domiciliari…in una mega villa di sua proprietà (forse acquistata con soldi pure sporchi)
voglio capire la ‘presunzione d’innocenza’ tanto sbandierata; il fatto che l’essere ai domiciliari per esigenze cautelative (inquinamento delle indagini; probabile reiterazione del presunto reato) non indichino una colpevolezza, ma niente può togliermi dalla testa che guardando questa foto venga subito in mente – e sullo stomaco… – un senso di ingiustizia, di ‘io sono io e voi non siete un cazzo’ che una ben definita cerchia intende mantenere come suo esclusivo privilegio; cerchia di cui balducci è esponente di prim’ordine
fuori dalla crudezza di queste considerazioni sfacciate quanto si voglia, mi chiedo seriamente se l’istituto degli arresti domiciliari non sia (o sia diventato) un controsenso, addirittura un paradosso: gente ricchissima che magari si è arricchita ed ha acquistato ville coi proventi di ruberie trascorre gli ‘arresti’ come se fossero una vacanza da sogno – nel senso letterale del termine, visto che la gran parte di noi se la sognano proprio una vacanza che per taluni è addirittura coercizione domiciliare… pensate quando questi qua in vacanza ci vanno sul serio…); dall’altra parte magari diseredati per i quali forse una cella carceraria è meglio del loro domicilio, in cui trascorrono gli arresti…
per farla breve, una misura coercitiva e di garanzia per indagini e società, diventa un ennesimo strumento per segnare lo scarto che è sempre più evidente tra ‘loro’, la casta, la cricca, i furbetti e noi, quelli ‘normali’…


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