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, oggi si parla di donne.
La scorsa settimana Angela Napoli ha detto una cosa sacrosanta: “Non escludo che senatrici e deputate si siano prostituite per farsi eleggere”
Poi ha commesso un errore madornale, rimanendo in linea con l’inconsistenza che caratterizza il politico medio italiano: si è scusata.
Scuse indubbiamente generate oltre che dalle varie reprimende espresse dalle sue colleghe, dalle tempestive e perentorie bacchettate di Gianfranco Fini, un politico vecchio che si atteggia a pulzella d’Orleans cercando di far dimenticare gli svariati lifting politici, risultando comunque ed ovviamente più competitivo del suo ex padrone che di lifting pratica quelli chirurgici in quantità industriali, ma che sull’azione politica è stato sempre coerente: farsi i cazzi suoi. E della famiglia.
La cartina di tornasole che dimostra la fondatezza della dichiarazione di Angela Napoli si sustanzia in alcune di quelle risposte indignate che come un coro di hypocrites, salvo rare e comunque guardinghe eccezioni, hanno monotematicamente stigmatizzato l’improvvida uscita della deputata di Fli.
Risibile la risposta di Rita Bernardini, secondo cui la Napoli non avrebbe dovuto dire quelle cose in quanto le donne in parlamento sono poche e non devono azzuffarsi fra di loro. Un’ argomentazione che sfiora l’idiozia, in quanto non entra nel merito ma fornisce semplicemente una difesa di tipo corporativo, come quei genitori che difendono i figli delinquenti in quanto figli, e chi se ne frega se hanno stuprato una ragazzina o taglieggiato un coetaneo con tanto di video ‘youtubato’.
Per non parlare del cicaleccio isterico di tutte le parlamentari pidielline che han cominciato a sciorinare esperienze e curricula che dimostrerebbero la loro competenza, fornendo semmai una pezza d’appoggio allla critica della Napoli, visto che sembrano ostentare un alibi contro un discorso che era teorico (che non vuol dire infondato, con buona pace di Fini).
In altre parole, chi ha la coscienza sporca strepita cercando di mandarla ‘in caciara’, chi se la sente pulita, la coscienza, non si cura di loro e tira dritto…
Ma quel che taglia la testa al povero toro – e che dovrebbe spingere la Napoli a scusarsi delle scuse – è la storicità (nel senso di accaduto acclarato e provato) del mercimonio sessuale al fine di ottenere prebende, vantaggi e candidature.
Anche in questo caso gli esempi sono svariati e si moltiplicano esponenzialmente qualora al termine ‘prostituirsi’ si dia una valenza più ampia ma non certo impropria quale ‘vendersi’, dato che Silvio Berlusconi usa da sempre comprare (o cercare di farlo) senatori e politici in genere (ma non solo politici) come testimoniano sentenze, intercettazioni e dichiarazioni di ex alleati – vedi Casini che proprio in questi giorni ha dichiarato che ‘gli è stato offerto di tutto’ riferendosi a Berlusconi che, sempre secondo Casini, a maggior ragione dovrebbe dimettersi –
Prendiamo ad esempio un altro campione a cui sembra che la sinistra italiana non sappia fare a meno di votarsi come spauracchio anti Berlusconi: Patrizia D’Addario.
Quanto corta deve essere la nostra memoria per dimenticare che la D’addario, dopo aver concesso i suoi favori sessuali sul famigerato lettone di Putin, oltre ad essere remunerata era stata candidata in una lista pugliese?
Se non fosse stato per per Veronica Lario (altro bel donnino rampante di altri tempi, anche se non così lontani) e la sua denuncia sul ‘ciarpame’, quante D’addario ora avremmo come consiglieri e assessori?
E chi ci garantisce che la semplice denuncia dell’ex moglie del Presidente del Consiglio abbia neutralizzato tutte le candidature ‘improprie’?
E, concludendo, con una legge elettorale che prevede dei nominati belli e buoni, come si fa ad essere certi che l’eletto/a non sia venduto/a, ergo prostituto/a?
Più che dubbi certezze, specie se poi si scopre che appartamenti di lusso riconducibili a Silvio Berlusconi sono abitati da sue protette come Francesca Pascale, che addirittura ambisce a diventare coordinatore del Pdl campano, vantando come curriculum le sue comparsate a Telecafone…
Qui non si tratta di essere bigotti, ma essenzialmente di non essere ipocriti: non capisco perché per fare qualsiasi lavoro, mestiere o professione siano, giustamente, necessari anni di formazione, competenza e specializzazioni varie, mentre per fare politica basta aver fatto un po’ di ‘sottobosco’ nello spettacolo…
Forse il vero problema è ridare ‘senso’ alla politica. Politica che dovrebbe essere la base dialettica e strumentale del fare per gli altri, per la comunità. Ed allora ben vengano soubrette, veline o grandi attrici, ma solo se preparate, che non vuol dire privilegiare i cosiddetti ‘politici di professione’, me persone che nel loro bagaglio culturale e di esperienze abbiano uno o più percorsi che messi al servizio della comunità ne aiutino e supportino lo sviluppo ed il ‘buon vivere’.
Quale bagaglio da mettere al servizio degli altri hanno la D’Addario, Francesca Pascale o che so, la ministra Carfagna, che si trova a presiedere il dicastero delle ‘Pari Opportunità’?  Grande contraddizione in termini, visto che se si trova in quel posto lo deve al ‘privilegio’ di essere una favorita di Berlusconi, senza alcuna competenza ed alla faccia delle pari opportunità
La situazione non potrà che ulteriormente degenerare se non si metterà al bando l’ipocrisia ed il ‘polically correct’ che vuole ingiusto attaccare incompetenti e scialbe persone messe in posti nevralgici a prescindere da sapienza e competenza provate, siano esse uomini o donne.
Ma la dichiarazione di Angela Napoli se teorica, era comunque circostanziata e a donne si riferiva.
Il guaio è che una politica spettacolo, spettacolarizzata e pubblicizzata secondo i canoni più ovvi e beceri, vuole sempre più una donna-spot ben truccata e con i tacchi alti, che qualche lenone psicolabile importa a vagonate nelle sue residenze riservando a qualcuna stanze o stanzette nel palazzo del potere; ma quel che è triste e vedere una politica ‘seria’ come la Napoli rintuzzata e silente, e redarguita dal ‘nuovo politico’ Gianfranco Fini, che meritoriamente ha evitato di elargire un pubblica poltrona all’ennesima ‘velina’: se l’è messa in casa e c’ha fatto due figli…
Come volete che dia contro qualcuno che denuncia l’arrivismo ed il vendersi di alcune donne, parlamentari o meno che siano?

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