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metti una tarantolata a presiedere una seduta al senato ed il risultato è la vergogna a cui è dato assistere guardando le gesta squinternate di rosy mauro che nella foga di sopprimere l’opposizione dà per passati quattro emendamenti che hanno rischiato di far più danni di un orda di black blocker: far ritornare la legge alla camera per una nuova discussione
ora, non voglio soffermarmi sul fatto se sia giusto o meno che schifani abbia fatto il pompiere, rimediando allo svarione con una nuova votazione (la votazione ‘sballata’ presieduta dalla mauro era comunque legittima e legale) ma semplicemente riflettere e amareggiarmi sullo stato delle nostre istituzioni, viste le grinfie in cui sono cadute…
bisognerebbe spiegare alla rosy che fra becero autoritarismo (il suo) e autorevolezza c’è il proverbiale mare in mezzo; anzi, quando un individuo è permeato dell’uno è verosimile ritenere che l’altra non sappia proprio dove sta di casa…
pare che il merito della mauro per cui è diventata una notabile della lega sia stato la dura gavetta con tanto di attacchinaggio; cosa dire, che la si rimandi ad attaccare manifesti, magari non abusivi, una volta tanto
per rimanere in ambito schifani, oggi – consueto saluto alla stampa parlamentare – ha dichiarato di essere stato molto preoccupato dall’evento di chiusura del portone del senato durante un attacco dei manifestanti; nulla da eccepire se sedi istituzionali – quindi ad alto contenuto simbolico – sono oggetto di attacchi…a me però preoccupa anche di più che quel portone sia rimasto aperto per far entrare ed accomodare sullo scranno più alto una persona dal dubbio passato e sospette conoscenze che invece di spiegare, querela chi fa notare queste ‘particolarità’; ed a fronte di centinaia di migliaia di euro richiesti, ne rimedia una manciata, ma non perché i fatti non siano veri, ma solo perché definito impropriamente ‘muffa’…be’, io un’altra parola di cinque lettere che inizia per ‘m’ e finisce per ‘a’ ce l’avrei…ma non la dico, non avendo pecunia soverchia da arrischiare

sempre più l’altruismo tracima dalle tonde forme del ministro bondi: 1)sistema una carrettata di famigli in posti dove i suoi pupilli hanno zero competenza e meno che zero titoli per stare – vedi il figlio della sua compagna, laureando in architettura, imposto come funzionario alla scuola di cinema – dicendo che sono casi umani da sostenere dando loro un lavoro; suggerirei la raccolta di pesche in romagna o meglio ancora, di arance a rosarno: lì sì che ne serve di forza lavoro e manco tanto qualificata…l’identikit perfetto dei raccomandati del ministro
2) con migliaia di persone in cassa integrazione, precari, con tagli da macellaio in tutti i settori, arte e cultura annichiliti, il tondo bondi trova un milioncino di euro per sovvenzionare (soldi nostri, beninteso) un film – so che potrebbe risultare offensivo definirlo tale – della bocchinara bulgara di turno, inventargli un premio patacca – che quella si ‘beve’ alla grande, forse perché abituata… – ed ospita (sempre a spese nostre) tutto il carrozzone nei migliori alberghi di venezia…(mi scuso per la crudezza ma il sottoscritto ha non il dente ma tutti e trentadue avvelenati in quanto per diretta conoscenza sa che il prossimo film di ugo gregoretti sarà a budget quasi zero, mentre per incompetenti ed immeritevoli il denaro si getta via)
3) probabilmente perché sacconi era fresco di manicure, o forse perché aveva appena applicato sulle mani la crema di una casa farmaceutica cara a sua moglie, è stato sostituito in una votazione dal fido bondi – ineccepibile come al solito quando funge da servitore e maggiordomo – che, immortalato in un video mentre mette in pratica la famosa ‘tecnica del pianista’ si è difeso a spada tratta dicendo che è tutta una macchinazione…ecco una prova che regge al metodo lombroso: faccia di culo…
e sorvoliamo su pompei…

alfano ai tempi di internet…come dire: parlare a sproposito di qualcosa visto che non se ne capisce una mazza…
ieri, in chiusura di ballarò (dopo che un servizio ha dimostrato come la ricerca pubblica in germania ha fondi che aumentano esponenzialmente – dove il semplice contenitore per forni speciali costa simila euro – mentre in italia dei ricercatori hanno a disposizione un fornelletto da campeggio per compiere delicati esperimenti) ha citato zuckerberg (il ‘padre’ di facebook) come esempio di genio a costo zero…
ora chi glielo spiega al ministro che zuckerberg non aveva un problema di ‘hardware’, cioè che sì è stato geniale ma nell’idea appunto, nell’elaborazione di un ‘software’ e che non aveva esigenze strutturalli, visto che per la sua ‘creatura’ erano funzionali un pc ed una connessione ad internet? chi glielo dice al ministro che ha fatto un paragone non improprio, ma completamente sballato se non assurdo, visto che il più geniale dei ricercatori (e ne abbiamo, visto che vincono regolarmente premi e concorsi, guarda caso, lavorando all’estero) è impossibilitato a mettere in pratica la più semplice delle idee, se non ha i giusti mezzi, cioè l’appropriato ‘hardware’?
probabilmente sarebbe fatica sprecata: per comprendere il ministro dovrebbe prima capire quant’è sciocco (o in malafede…) e sinceramente non lo vedo in grado di uno sforzo così immane

buon natale…

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