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Avete presente quei film o documentari nei quali si fa uso dell’effetto che vede l’obiettivo puntato su un particolare per poi schizzare verso l’alto – una sorta di zoomata al contrario – per inquadrare porzioni di territorio sempre più ampie, fino a coprire l’intera Terra? Ecco, è proprio questo quel che vorrei si facesse, come risposta alla rabbia (altro termine meglio calzante non mi sovviene) che fatica a sbollire all’essere costretto ad assistere al vergognoso spettacolo che un depravato, mitomane e criminale mette in scena monopolizzando l’attenzione di media e gente comune, costretta a pagare uno show che mai sarebbe dovuto andare in scena.
Intendiamoci, avere un premier(…) indagato per concussione e prostituzione minorile e suoi sodali – fra i quali un consigliere regionale e un direttore di tg (illegale in quanto ha trasmesso su frequenze assegnate ad altri) che opera su concessione dello stato italiano – indagati per sfruttamento della prostituzione non è una bagatella, ma è proprio questo l’elemento scatenante: siamo ‘costretti’ a seguire le gesta sempre più vili e basse di un soggetto che fin dagli albori del suo impegno politico in prima persona ma anche precedentemente in qualità di mero imprenditore ha mostrato inequivocabilmente la sua identità di delinquente ed il suo potenziale criminogeno, quest’ultimo acuito dall’essere, nostro malgrado, diventato un riferimento politico per una consitente parte di elettorato – smidollato magari…ma sempre elettorato, quindi votante.
A parte le avvisaglie terroristiche di matrice islamica che hanno avuto luogo in Egitto, considerato il più laico fra i governi nordafricani, nelle recenti settimane ed in queste ore si stanno registrando dei colpi che minacciano se non un ko, comunque di far molto male…una furia che dal caldo bacino mediterraneo sta risalendo verso i balcani.
Ma la stampa nostrana ed estera strilla, mugugna e ridacchia appresso a Berlusconi e le sue puttane.
E si sprecano dibattiti televisivi, carta ed inchiostro per dar voce ai soliti prezzolati che sostengono tesi al di là del credibile e del ridicolo che vorrebbero dimostrare come gli atti del premier siano cristallini, addirittura generosi e, comunque, privati…
Notate come queste veementi difese d’ufficio siano per lo più appaltate a rappresentanti femminili, spudorate loro e spudoratamente indottrinate con la mission di difendere l’indifendibile, impedire a chi ha giuste ragioni di esprimerle e, alle brutte, abbandonare lo studio televisivo affettando indignazione e superiorità.
E mentre cotanta intellighenzia poltronata si affanna e fa venire le occhiaie per far ingoiare a tutta la nazione i capricci del suo ‘puffo boss blu viagra’, una scintilla che sembrava dovesse incendiare l’Algeria, ha appiccato fuoco in Tunisia e proprio in queste ora sta consumando l’Albania.
Tutte nazioni con classe dirigente di durata ventennale e passa. Magari democraticamente eletta come Berisha. Sistemi di potere che fanno schiumare ira a Berlusconi, visto che non riesce ad emularli appieno. Vedasi anche l’infatuazione per Putin e Lukashenko, veri pilastri di democrazia(…)
E ci siamo financo già scordati delle fiamme che hanno devastato il centro storico di Roma – simbolicamente si potrebbe dire il centro storico dell’Italia – fiamme dalle quali studenti capaci, volenterosi ed organizzati non si sono dissociati, rendendo non tanto loro degli estremisti, ma la nostra classe politica inadeguata ed indegna, visto che non si rende conto (o non vuole) che se ignora studenti, lavoratori, ricercatori per arroccarsi nei suoi privilegi, la colpa di eventuali derive violente organizzate sarà anche se non primariamente sua.
Il rischio di cui nessuno parla non è una statuetta lanciata ‘una tantum’, ma qualcosa di più strutturato e complesso. Usiamo pure il termine: terrorismo. E l’Italia sì che dovrebbe essere ferrata e vaccinata contro sventure del genere…
Ma la sempllice considerazione da fare è questa: in un paese ben governato, equo nei periodi di vacche grasse e solidale nei tempi di vacche magre, un fenomeno di protesta violenta, strutturata ed organizzata non potrebbe mai attecchire; quindi, nella ferma condanna di qualsiasi atto violento, non si chiamino fuori proprio coloro che grazie ad ignavia ed inadeguatezza al governo fertilizzano il malcontento ad estreme conseguenze.
Quel che fa davvero ridere è che ci si riempie la bocca con termini tipo federalismo – che dovrebbe essere il modo di armonizzare istanze e bisogni di comunità grandi ed in espansione – quando poi per bieche convenienze elettorali e di facciata si mira a far bottino di particolarismi, che, a livello nazionale, ci allontanano gli uni dagli altri e ci rendono buffi nonché sgraditi su scala internazionale.
Anche questa triste storia di una minorenne che per essere aiutata (ricordate quanto è generoso il premier?) viene affidata alla consigliera regionale che gestisce il traffico di femmine direzione Arcore (indicativo, vero?…) per poi essere scaricata appena svoltato l’angolo della questura concussa, ed essere affidata alle cure di una nota prostituta, non è altro se non uno spreco di risorse, energie e tempo verso un particolarismo: quello di Silvio Berlusconi, che conferma di aver scambiato la nazione Italia per la sua azienda e di volerla dirigere a proprio uso e consumo a qualsiasi livello e grado. Quel che importa particolarmente a lui è primario per la nazione, quindi si adoperano uomini e mezzi affinché tutto si ‘appiani’ (o appecorini…) al suo cospetto.
L’azienda Italia.
Spero si dimostri che questa, di azienda, è sì malconcia, ma non in vendita.

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