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che un politico possa essere un fior di mascalzone può accaddere dappertutto; ma che possa fare scempio delle leggi, della realtà e del buon senso impunemente succede solo qui, pare
di ‘prove provate’ se ne potrebbero addurre quintalate, ma è sufficiente citare l’ultima vergogna partorita dalla giunta per le autorizzazioni targata maurizio paniz: la competenza ad indagare sul presidente del consiglio nella questione ruby sarebbe del tribunale dei ministri in quanto il premier chiamò la questura di milano convinto che la ragazza fosse effettivamente la nipote di mubarak
a parte che ci dovrebbero spiegare in base a quale legge una ladra minorenne dovrebbe godere di trattamenti privilegiati solo in quanto parente di un capo di stato, il nano mascarato su sopratacchi ne era così convinto da affidarla ad un consigliere regionale (lo stesso consigliere che si è rivelata essere l’organizzatrice del traffico di femmine, ruby compresa, per le amene festicciuole arcoriane) investita all’uopo di una carica tarocca (ricorda il premio veneziano made in bondi dato alla bonev) ‘consigliere del parlamento’, che non appena prelevata ruby la sbologna nelle grinfie di una nota prostituta, contravvenendo lei stessa alla legge, in quanto da affidataria avrebbe dovuto tutelare e sorvegliare la minore ventiquattr’ore al giorno
quel che manda al manicomio è il triste constatare che in qualsiasi contesto – ed intendo proprio qualsiasi, da un torneo di bocce ad una riunione condominiale – una filiera di soggetti così scellerati e mendaci verrebbero stigmatizzati e si farebbe di tutto per metterlli in condizione di non nuocere, mentre negli ambiti più rappresentativi di uno stato – e la giunta delle autorizazioni della camera dei deputati appartiene di certo a tale novero, come del resto la questura di milano – ci si può fare letteralmente beffe della legge, ergo del senso di giustizia, ergo dello stato stesso…
e, badate bene, ne siamo tutti responsabili: ne è responsabile un prefetto, gian valerio lombardi, che si appecorona alla privata rischiesta della compagna (prezzolata dal premier) di un trafficante di droga, maria ester garcia polanco, che lo pressa per il rilascio di un passaporto…magari la maria ester avrà scambiato la prefettura per un’agenzia di servizi, ma in fin dei conti è il prefetto lombardi che le ha permesso di farlo; ne siamo responsabili quando a delle vere merde umane permettiamo di diventare dei riferimenti, specialmente per i giovani e gli adolesenti, permettendo che una perversa estetica da reality show diventi al contempo mezzo e fine dell’esistenza; e ne siamo responsabili innanzi tutto quando, codardi all’ennesima potenza, esprimiamo un voto pensando – e vergognandoci un pochino del pensiero stesso – che “magari qualcosa faranno anche per me”, senza renderci conto che abbiamo appena caricato l’arma con cui un killer pagato da noi farà giustizia sommaria delle nostre stesse vite

tocca fare eco alle sacrosante parole di antonio ingroia quando afferma che non v’è alcuno scontro tra politica e magistratura, bensì un evidente e proditorio attacco di ‘certa’ politica – spesso quantitativamente ben al di là della percentuale coperta dall’attuale maggioranza, va precisato – alla magistratura, che non fa altro se non adempiere alla sua funzione costituzionalmente stabilita: svolgere indagini qualora si venga a conoscenza di notizie di reato
anche in questo caso gli esempi si potrebbero catalogare in un tomo di svariate centinaia di pagine, ma basta focalizzarci sull’ultimo in ordine temporale:
i soliti vigliacconi vittorio feltri, ‘nosferatu’ sallusti e sodali, si esibiscono nei consueti salti mortali concettuali per accomunare eventi e situazioni diversissime tra loro; l’ultima prodezza per proteggere la privacy del loro padrone nonché presidente del(i) con(s)igli(o), consiste nell’accomunare le pratiche festarole del premier che rimandano a chiari ed acclarati indizi di reato – prostituzione minorile, sfruttamento della prostituzione, concussione, spaccio di droga…tutte cosine da nulla – con il richiamo al rispetto della propria privacy invocato da ilda boccassini allorché si difese davanti al csm per atteggiamenti ritenuti sconvenienti dai suoi superiori
questo si rivela essere un caso da antologia per i posteri che dovessero interessarsi a quanto siano monnezza pura alcuni sedicenti giornalisti:
la boccassini fu assolta dal csm…e sarebbe palese per chiunque, se correttamente informato (dovrebbe evitare di leggere feltri e sallusti…) avere delle effusioni con il proprio partner non c’entra una emerita mazza con un premier fantoccio che appone l’inviolabilità sulle proprie residenze private (in quanto presidente del consiglio) per poi farle regolarmente violare da persone non identificate che entrano ed escono a loro piacimento, a volte scortate e riaccompagnate da agenti in servizio non certo come tassinari per prostitute (e che, vedi fede col suo caposcorta, si beccano pure querele se parlano…); un premier che è dato per malato dalla sua ex moglie e che frequenta (è provato) minorenni, su cui si indaga se con tali minorenni abbia avuto rapporti sessuali, che paga fior di quattrini a prostitute dichiarate e prostitute convinte di non esserlo, convinte anzi che se sono elette consiglieri regionali in un listino bloccato di un capolista che manco chiede chi sono (ammesso da formigoni in diretta tv) ciò sia dovuto ai loro meriti…

concludo con un ‘must’ di questi memo: ve lo ricordate il caposcorta di belpietro che sparò contro un fantomatico assalitore che voleva attentare all’incolumità del suo scortato?…beh, è a piede libero come il presunto terrorista…che probabilmete deve essere un misto di mandrake e fantomas, visto che si è dissolto nell’aria senza lasciare neanche una traccia che tocca chiamare i ghostbusters per capirci qualcosa…

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