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viviamo un tempo strano
anzi, direi proprio strambo…
prendiamo renata polverini, presidente della regione lazio: si tratta forse di un caso jekyll e hide all’amatriciana o l’ex sindacalista sta portando avanti un esperimento sociologico su quanto l’essere umano è in grado di sopportare prima che metta mano alla roncola e ti ammoderni la pettinatura?
e sì, perché la renatona che urla allo scandalo delle case degli enti affittate a prezzi irrisori o svendute ai ‘soliti noti’ stride un pochino con l’appartamento inpdap da lei acquistato e rivenduto realizzando plusvalenza e l’altro dell’ater (intestato al compagno…) dove ha vissuto per anni; se poi si ricorda che la polverini ha commesso evasione fiscale [leggi qui] travolta dalla girandola affitto-acquisto-vendita ‘dimenticando’ di versare all’erario la bellezza di 19.000 euro – questione venuta alla luce mesi fa e sulla quale la polverini si è ben guardata da fornire chiarimenti esaustivi e comunicare se abbia sanato l’evasione da lei stessa ammessa – la domanda sorge più che spontanea: “a rena’, ma ce fai o ce sei?…”

premessa: avete mai riflettuto su quanto sia ‘contraddizione in termini’ l’accomunare meritocrazia e quote rosa?
e su quanto una democrazia possa dirsi compiuta dal momento in cui una qualsiasi delle sue assemblee elettive possa comporsi in modo statisticamente omogeneo di uomini e donne semplicemente grazie ad un voto che l’elettore concede in base, appunto, ai meriti?
il canovaccio è quello solito, più che trito…poteva un tipetto che deve le sue fortune da palazzinaro a soldi non suoi (neanche ad un giudice ha voluto spiegare chi glieli avesse dati…), le sue fortune televisive a frequenze non sue, la sua maggioranza a voti non suoi (ha comprato deputati di altri…) non ‘figliare’ ministri e sottosegretari altrettanto bugiardi e tarocconi?
a parte l’evanescente e svanito bondi (fuori contesto, dato il titolo del pezzo, visto che pare ancora possieda un barlume di testicoli in via di completa atrofizzazione) che tarocca premi veneziani da elargire assieme ad un milioncino di euro alla bonev di turno e compagnia di giro bulgara al seguito, è fresca fresca la notiziona secondo la quale il sottosegretario daniela santanché avrebbe taroccato il suo curriculum vitae confondendo un master alla bocconi con un semplice corso di aggiornamento, roba che nasce e muore nell’arco di poche ore…notizia non smentita e, personalmente, se mi rinfacciassero una cosa del genere i miei strepiti li sentirebbero gli angeli in cielo…
ovviamente, un alleato politico che si rispetti, non poteva calare un bell’asso anche lui…ed ecco che dalle valli padane una bionda pulzella di verde (dalla rabbia di essere stata ‘tanata’) colorata, al secolo monica rizzi, assurge al ruolo di assessore della regione lombardia con tanto di laurea in psicologia di cui all’università di ginevra – ateneo dove la molto presunta laurea sarebbe stata conseguita – non risulta un barlume di traccia…anche questa è notizia non smentita per cui il sospetto che siano entrambe veridiche è purtroppo congruo…
da tutto ciò segue una riflessione d’obbligo: zu guttenberg, ex ministro tedesco, si è dimesso perché nella sua tesi di dottorato erano presenti stralci copiati da altri lavori ma, vien da dire, almeno la tesi era sua…queste qua millantano titoli mai conseguiti…la domandona è: schioderanno le chiappe dalla istituzionale poltrona che scaldano a spese nostre?
fuor d’ironia, queste tristi (e penali…) vicende di falso in atto pubblico, denotano una maniera tutta italica di concepire il famoso ‘pezzo di carta’ -laurea, master o dottorato che sia – che spesso esula dal valore acquisito perseguendo un percorso di studi
è fuor di dubbio che avere dei titoli coadiuvi una carriera il più possibile fulgida (avere una laurea dà diritto a competere per incarichi che se la laurea non ce l’hai te li scordi); ma a prescindere se sia giusto o meno valutare il suddetto pezzo di carta come viatico, io ho visto con i miei occhi amici fare le nottate sui libri ed andare il giorno dopo al lavoro per conseguire titoli al fine di avere meritoriamente accesso a posizioni prestigiose o semplicemente migliori in ambito lavorativo, quindi mi viene il proverbiale voltastomaco quando dalle medesime ‘latitudini’ in cui ci si riempie la bocca di meritocrazia e si sbandierano titoli di studio o addirittura la conoscenza di una seconda lingua (dimenticando che le lingue si apprendono per imitazione e quindi per parlare una lingua straniera potrebbe essere sufficiente un’intelligenza appena superiore a quella di un macaco, che comunque di ‘sti tempi non è poco…)*** per giustificare atti poco ortodossi se non addirittura illegali, vengono tali notizie riguardanti bugie, omissioni e reati bell’e buoni che delineano, qualora ne servisse ulteriore prova, tali soggetti del tutto inadeguati a ricoprire ruoli di rappresentanza pubblica

*** il riferimento all’igienista dentale minetti è volutamente casuale…

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