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OkNotizie
di Nicholas Palumbo

“C’è del metodo in questa follia” chiosa Flores D’Arcais commentando l’articolo di Asor Rosa che in questi giorni ha goduto di tanta ribalta.
La mia preoccupazione risiede nel ritenere che di follia ve ne sia ben poca…Quanto al metodo, contestabile o meno, pone dei problemi che è tutto nostro interesse affrontare e (magari) risolvere.
E quando dico preoccupazione, mi riferisco allo scenario degradato che viene descritto, non tanto ai metodi di soluzione che il filosofo propone, che comunque non condivido.
Liquidare le parole di Asor Rosa come paradosso o come assurdità partorite da una mente poco lucida – e, perché no, vetero-comunista – rischia di apporre sulla questione un timbro di superficialità, quando invece l’articolo incriminato pone delle domande all’insegna della semplicità; e questo caso mostra e dimostra come semplicità e superficialità, lungi dall’essere assimilabili, stanno proprio ai proverbiali antipodi.
Come spesso accade, a destare scandalo e dettare le critiche – positive e negative – è stato un pezzo del ragionamento di quel ‘famigerato’ articolo, mentre il resto lo si è fatto passare in cavalleria, quando invece conteneva stimoli alla riflessione superiori o quantomeno simili all’evocazione delle forze dell’ordine per mettere, appunto, ordine nel dissesto che solo un incallito ottimista nonché buontempone si ostinerebbe a chiamare democrazia.
Se il chiamare in causa Carabinieri e Polizia di Stato sia un paradosso, l’ovvia obiezione che sorgerebbe spontanea sarebbe “bene…belle parole…ma ora che facciamo per risolvere ‘l’emergenza democratica’?”
Se invece l’idea di ricorrere all’Arma ed alla P.S. è effettiva, in questo caso l’ovvia obiezione sarebbe “ammesso e non concesso che si riescano ad organizzare, perché una volta che Carabinieri e Polizia avessero preso il potere (ché di questo si tratterebbe) dovrebbero poi restituirlo ad una assemblea democratica ‘rimessa in sesto’ dal loro intervento?”
Forse sarebbe il caso che qualcuno si prendesse la briga di fare una telefonata ad Asor Rosa e gli chiedesse se si è espresso paradossalmente o effettivamente
Ora, però, un altro quesito voglio porlo direttamente: chi chiamereste voi se vedeste compiere un reato o aveste notizia di un crimine? Polizia o Carabinieri, appunto…
E perché se io mi sporgo dal finestrino e do dell’imbecille ad un vigile urbano che cazzeggia con un’avvenente turista invece di dirigere il traffico mi processano per oltraggio a pubblico ufficiale, mentre un presidente del consiglio può definire brigatisti dei magistrati senza che nessuno, lungi dall’ammanettarlo, quantomeno lo convochi in idonea sede per chiedere chiarimenti?
Asor Rosa non ha bisogno di figure retoriche o di paradossi perché nel paradosso ci siamo già…
E c’è poco da fare le verginelle da romanzo ottocentesco ed arricciare il naso se, depotenziati i presidi democratici (diciamoci la verità: chi può fare affidamento su un parlamento il quale ratifica con un voto che una prostituta e ladra minorenne viene tirata fuori da una questura perché il primo ministro la reputava nipote di un capo di stato?…) qualcuno mette per iscritto ciò che tanti pensano: “c’è un pazzoide criminale che sta fottendo una nazione…che qualcuno lo fermi”
Commentatori ufficiali e non lo hanno già fatto notare: ma riuscite ad immaginarlo un primo ministro o capo di stato estero (democratico, ovviamente…) che si esprima come il nostro?
Ricordo che i magistrati, a detta del nostro, sarebbero, oltre che brigatisti, antropologicamente deviati; Ciampi, Scalfaro e Napolitano ‘comunisti’ – passi per Napolitano, ma Ciampi e Scalfaro… -; comunisti pure i giudici della Consulta…
Un presidente del consiglio che ha pagato giudici (quelli sicuramente non comunisti…) e consulenti mendaci affinché potesse vincere delle cause: vedi il risarcimento a De Benedetti e la sentenza Mills che, al netto della prescrizione del reato, ‘canta’ la colpevolezza di un corrotto e, ovviamente, di un corruttore…
E dovremmo indignarci perché Asor Rosa, citando eventi storici (marcia su Roma ed ascesa di Hitler e relativa inerzia di quella fetecchia che avevamo come re e di Hindenburg), chiede che qualcuno fermi lo scempio?
Certo, lo so che non si può fare in termini golpistici, ma che almeno si parli, si scriva…e lo si faccia in modo chiaro e netto.
E che ci si decida se la Storia debba essere maestra o meno…
Senza addentrarci in disquisizioni sulla ciclicità della storia o sul suo essere un movimento innovativo e continuo, decidiamo una volta per tutte se quello che è stato debba essere insegnamento per il futuro o se semplicemente ‘quel che è stato è stato’ e l’oggi – quindi il domani – nulla ha a che vedere con un passato morto e sepolto.
Non vorrei che, propendendo per la seconda ipotesi, poi ci accorgessimo in fatale ritardo di esserci sbagliati, rimpiangendo di non aver avuto il coraggio (o di essere stati troppo politically correct) nel non porre la questione se sia giusto e democratico essere governati da chi ha chiaramente e dichiaratamente atteggiamenti e parole anti democratici.

P.S.
Non ricordo il suo nome, ma c’è un prete il quale ha dichiarato che sparerebbe a Berlusconi (previa accensione di cero alla Madonna affinché lo sostenga nella mira…)
Capisco che è grave, ma la regola è stata rispettata anche in questo caso: tutti scandalizzati a chiedersi se un prete di tal sorta non debba ‘spogliarsi’, nessuno a domandarsi come mai un sacerdote settantenne (non un guerrigliero delle FARC) esprima l’idea di far giustizia sommaria di un primo ministro…
Ribadisco, è proprio perché nel paradosso ci siamo già infognati che non lo vediamo.

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