Tag

, , , , , , , , , , , , ,

OkNotizie
di Nicholas Palumbo

Comincio seriamente a chiedermi se l’Italia, questa Italia, non sia un esperimento di qualche scienziato pazzo o di una spectre con l’obiettivo di scoprire e quantificare fino a quale grado possa giungere la sopportazione dell’essere umano medio. E quella di una nazione.
Ieri è stata una giornata straordinaria – extra ordinaria, fuori dall’ordinario – commovente e tragica. Commovente per chi sa, per chi ha la forza di commuoversi e contemporaneamente tragica per questi stessi che hanno dovuto ascoltare le solite violente parole pronunciate da chi non ha niente da perdere ma tanto da guadagnare. Dopo aver depredato di tutto e di più.
C’è una parola che nella sua brevità e crudezza di pronuncia ricalca in pieno il male ineluttabile che evoca.
Cancro.
Cancro. Sembra sia diventata l’espressione favorita del nostro primo ministro. Se ciò sia dovuto a sua personale iniziativa o, verosimilmente, a consiglio di qualche spin doctor più pazzo di quegli ipotetici scienziati citati ad inizio pezzo, cambia poco: siamo governati da un individuo la cui sostanza è assimilabile a immondizia, al netto del catrame che ama sfoggiare sulla sommità della sua inutile testa.
Quanto al cancro inteso come patologia fisica, penso sia utile rimandarvi all’articolo Il vero cancro sei tu: è in riferimento al vergognoso proclama a fini propagandistici nel quale Berlusconi promette di sconfiggere il cancro in tre anni…Come se fosse una banale allergia provocata sempre e regolarmente dal medesimo agente che una volta neutralizzato ‘tutto va a posto’ e non una patologia caratterizzata da una casistica, cause e concause sterminate e spesso indeterminate.
E’ invece cancro inteso come simbolico male che pervade la nostra società incarnandosi nei corpi dei magistrati che dovrebbe dare il segno di quanto un lucido e spregiudicato calcolo (potrebbe trattarsi di vera e pura follia…ma allora cosa aspettano ad internare Berlusconi ed i suoi patetici epigoni? Vedi la Santanché, la quale definisce Ilda Boccassini una metastasi perché persegue il presidente del Consiglio, un’istituzione…Evidentemente la plastica in cui è avvolta ha neutralizzato gli ultimi neuroni della ‘Daniela che al presidente non la dà’, in quanto le sfugge clamorosamente che un magistrato indaga e persegue l’individuo, non la carica e la funzione. Sarebbe come dire che se si indaga e processa un carabiniere per qualsivoglia reato, i magistrati ce l’hanno con l’Arma…) covi nelle insulse espressioni del presidente del Consiglio, espressioni che riflettono senza dubbio il profilarsi di un regime, nel senso che si permette ad una persona che non è al di sopra delle parti, di dire cose assurdamente false, di non pagare alcuna conseguenza e che se anche cadono nel proverbiale dimenticatoio, come tante gocce d’acido vanno sempre più corrodendo il senso delle cose, il buon senso, la legalità e la percezione della stessa.
Prova ne siano le miserevoli adunatine che Silvio Berlusconi capeggia all’uscita della procura di Milano, ora che si degna di andare in udienza solo perché cerca disperatamente di trarne un ritorno di immagine.
Quei teatrini sono un concentrato di illecito: un plurimputato pluriprescritto che arringa una piccola folla di comparse offendendo gravemente i suoi giudici, mentre le forze dell’ordine con metodi spicci neutralizzano ed identificano chi dissente, tengono comunque lontani i contestatori e lasciano che i supporter dell’improvvisato tribuno schiamazzino a loro piacimento, indisturbati.
Questo io lo chiamo regime, con buona pace anche del compagno Fini, che ancora ieri a Lucia Annunziata ripeteva che originariamente Berlusconi un progetto lo aveva, omettendo però di dire la più piana ed evidente delle verità, e cioè che se Berlusconi ha potuto fare carne da macello delle istituzioni di questo paese è anche grazie al sostegno di An.
Se poi mi si vuole far bere che il giovane vecchio Gianfranco si è ravveduto – in pratica, prima diceva tutto, ora il suo contrario… – io rispondo che dopo trent’anni di scena politica forse si può anche andare a casa…
Me lo ricordo ancora il buon Fini, quando sosteneva tranquillamente che gli agli omosessuali non dovrebbe essere concesso di insegnare nelle scuole pubbliche. Poi gli hanno spiegato che gli insegnanti omosessuali (che comunque devono essere dichiarati, altrimenti come fai a saperlo?…) non usano andare a lezione conciati da drag queen spiegando i teoremi in rima ed al ritmo di una hit dei Village people. Indi Gianfranco si è illuminato d’immenso, ha divorziato, s’è sposato un’attricetta fallita residuata da Cecchi Gori (Cecchi Gori figlio, quello rintontonito…) e c’ha fatto un paio di figli, gettando tutti gli ipotetici valori della destra nel cesso tirando più volte lo scarico, hai visto mai che si ripropongano.
A queste piccinerie davvero sconclusionate bisogna aggiungere l’ennesima perla che i soliti cronisti inebetiti hanno ingoiato senza ruttino: siccome tre diversi collegi giudicanti hanno dichiarato David Mills colpevole, e siccome l’avvocato inglese non è colpevole in quanto lo stabilisce Berlusconi, c’è bisogno di una commissione d’inchiesta parlamentare sui magistrati…
Capito l’assurdo? Se tre diverse corti riconoscono un reato, al presidente del Consiglio – come vorrebbe logica – non viene neanche il dubbio che quel reato sia stato effettivamente commesso, ma sorge l’incontrovertibile verità che tutti quei pm e giudici siano pazzi e/o criminali…Torno a ripetermi: solo in un regime una persona che afferma ciò (che ci creda o ‘faccia la parte’ non fa differenza) può stare ancora a piede libero…
V’è comunque un ‘segno’ che si stacca da questo vile contesto lasciando questi tristi atti ed i loro altrettanto tristi esecutori nella melma a loro consona.
Sono le lacrime del nostro unico e vero presidente: Giorgio Napolitano.
Fateci caso. Non è così strano e dicotomico che il presidente Napolitano si commuova mentre Silvio Berlusconi continua a furoreggiare dicendo sconcezze logico-morali.
Quando il terrorismo falciava i magistrati ricordati ieri, nell’anniversario del ritrovamento del corpo senza vita di Aldo Moro, Giorgio Napolitano era politicamente in prima linea a fronteggiare una situazione che stava realmente portando la nazione al collasso, specie per mano del terrorismo nero che indagini trentennali e passa hanno dimostrato ben annidato nei gangli vitali dello stato e delle sue istituzioni.
Quelle lacrime sono il segno di lotta, di sofferenza…sono il segno di paura.
E sono il senso di una muta vergogna.
Sì perché mentre Aldo Moro veniva assassinato (e da chi è ancora tutto da stabilire…) ‘colpevole’ di concepire una sinistra anche di governo; mentre dei lucidi invasati e dei criminali conclamati falciavano magistrati integerrimi e semplicemente bravi, qualcuno che ora si ritiene intoccabile perché ‘istituzione’ ed ‘eletto dal popolo’ costruiva palazzi usufruendo di capitali di oscura provenienza, probabilmente mafiosi, finanziava la mafia accettandone i ricatti, teneva a libro paga un boss in casa sua facendolo figurare come stalliere, faceva accompagnare i figli a scuola da questo stalliere e, assieme a tanti compagnucci di questi giorni, si riuniva in segreto con un cappuccio in testa e la P2 nel cuore…A voi non verrebbe da piangere?

P.S.
Ieri quando l’ho vista commossa ho alzato la mano ed ho stretto il pugno…Non era un un gesto ‘politico’: volevo darmi e darle forza, tutto qua…
Le mando un bacio per ogni sua lacrima, presidente Napolitano…

Annunci