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cominciamo col dire che una democrazia – imperfetta e/o incompiuta quanto si voglia – si caratterizza per l’opinione che tramite il voto ogni cittadino esprime in assoluta libertà di coscienza; se ne deduce che il cittadino, qualora non eserciti questo diritto, compie sì una scelta legittima ma limita drasticamente il suo status democratico
ancor più grave se organi di rappresentanza politica quali i partiti sono diano chiara indicazione di non votare o lascino ‘filtrare’ ad arte tale indicazione
sulle indicazioni di voto, fra l’altro, trovo bizzarro questo temporeggiare del centrodestra – lega in primis – che traccheggia nel dare un indirizzo netto ai suoi elettori, come se acqua, energia e uguaglianza di fronte alla giustizia fossero dei candidati a sindaco, al parlamento: i temi dei referendum sono a-politici, di sicuro a-partitici e li si vota per coscienza, non per appartenenza…un partito serio dovrebbe semplicemente ‘spronare’ affinché il corpo elettorale si presenti compatto ai seggi, tutto qua
e da questo insulso immobilismo (che a destra è almeno giustificato dagli interessi del nano mascarato su sopratacchi) non si salva neanche il pd, che ha girato la chiavetta della sua eterna messa in moto tardiva solo all’indomani dei fecondi ballottaggi amministrativi (che se tali si sono rivelati, dati pisapia e de magistris ‘superstars’, la fetta di merito attribuibile al pd è alquanto dietetica…) dimostrando, se vi fossero dubbi residui, che la tanto bistrattata ‘società civile’ è sempre uno o più passi avanti ai partiti (idv e 5 stelle esclusi) che hanno andatura da pachiderma, ingolfati non dalle dimensioni ma da continui distinguo e soppesare convenienze…poi non si lamentassero se grillo (piaccia o non piaccia ed a me non sempre piace…) gli rompe puntualmente il fondoschiena dimostrando che una ‘politica’ in tempo reale ed a costo praticamente zero è possibile, mentre quella ‘ufficiale’ di politica va dalla moratti che spende decine di milioni di euro (non suoi, ovvio) per mostrare la sua faccia da stanlio ad antonio razzi, ex idv ora responsabile(…), che si cucca qualche centinaia di migliaia d’euro come sottosegretario in ambito alimentare quando, per sua ammissione (al solito sgrammaticata) la sua unica competenza è quella di essere un buongustaio…ma dove sei andato a scovarlo ‘st’imbecille, toni’?!…
ma veniamo a pateracchio e bufale
il pateracchio sono quei voti già espressi sul nucleare dagli italiani all’estero prima che si pronunciasse la cassazione, modificando il quesito ed ammettendolo alla consultazione popolare: non serve nostradamus per intuire che a destra faranno di tutto (e da un punto di vista strettamente tecnico hanno buone possibilità di spuntarla) per invalidare tali voti
ovviamente, sull’argomento non poteva mancare la chiosa al profumo di illegalità made in catramato di arcore: il presidente del consiglio ha dichiarato infatti (cito un virgolettato) “mi avevano detto che la cassazione avrebbe deciso in modo diverso”; buona questa…chi ‘aveva detto’? e come mai qualcuno avrebbe anticipato una decisione di là da prendersi? come al solito, il nano mascarato o mente o commette/avalla un reato…d’altronde, di condanne prescritte per falsa testimonianza e reati vari il nostro premier può esibirne una teoria
quanto alle bufale, ne cito giusto un paio semplicemente per mostrarne l’inconsistenza
sull’acqua ho sentito sedicenti ambientalisti pro privatizzazione, che giustificano tale posizione col voler lasciare ‘libera’ l’acqua ma di essere per la privatizzazione del servizio per migliorarlo, e che anzi aumenterebbero finanche quel famoso sette per cento in bolletta che garantisce al privato un guadagno sicuro a fronte di un servizio effettivamente competitivo…un coacervo di puttanate ben infiocchettate: 1) capisco che decine di anni di pentapartito hanno raso al suolo la fiducia che un cittadino italiano ripone nello stato e nella sua amministrazione, ma non è mica legge divina che il pubblico debba essere per forza deficitario nell’amministrare qualcosa (che poi nella fattispecie dell’acqua, dovrebbe essere la cosa più pubblica in assoluto), specialmente alla luce di una iniziativa privata che in italia si è sempre caratterizzata da imprenditoria legata comunque a cordate politiche ben definite, nonché usufruente di soldi non suoi (vedi sfracelli bancari le cui macerie, in un modo o nell’altro, rotolano sull’ignaro e indifeso cittadino comune) 2) dove mai s’è visto che in una iniziativa privata vi sia un guadagno assicurato tramite un prelievo in bolletta garantito? forse che se metto su una pizzeria mi viene garantito un ricavo a prescindere dalla bontà della mia margherita? ed il paragone non suoni strano in quanto ai due punti testé citati se ne aggiunge uno, forse ideologico: sono convinto che beni primari (acqua, aria) non debbano essere assolutamente e per principio regolati dal ‘privato’…personalmente già sono contrario al profitto sull’alimentare; mi rendo sì conto che il mercato è il mercato, ma allora che si continui a commerciare e fare profitti su frutta, carne e cereali, però lasciate in pace l’aria e l’acqua…
sul nucleare sono ancora allibito per le dichiarazioni del professor franco battaglia (ci si può fidare di uno con la faccia di ciccio graziani e la voce di zichichi?!…) secondo cui chernobyl è cosetta da nulla ed è morta pochissima gente (grazie al ciccio, appunto: lui calcola gli impiegati presenti al momento dell’esplosione e sorvola sui danni anche genetici degli anni a venire…) o delle sconcezze di chicco testa che prova a rintuzzare ignazio marino dicendo che dei seimila tumori di altrettanti bambini ucraini solo quindici si sono rivelati mortali, come se 5985 tumori non mortali fossero una vincita al superenalotto
ma queste sono, come dicevo, sconcezze…un approccio più serio, che comunque contesto, è quello secondo il quale non bisogna rinunciare al nucleare perché, se eventualmente in futuro ne avessimo necessità, ci troveremmo tecnologicamente arretrati ed in balìa degli altri stati
tale posizione è contestabile in quanto innanzi tutto vietare le centrali nucleari non vuol dire vietare la ricerca; poi aggiungerei che se nel 2011 ancora vediamo gli stati divisi in nome della ricerca (non solo energetica) stiamo combinati male: non vedo perché ricercatori e scienziati, come fanno tutt’ora in praticamente ogni ambito, non debbano ‘unire le forze’ e mettere gli eventuali progressi nel settore nucleare a disposizione del mondo e non della speculazione delle solite lobby alle quali gli stati sovrani sono sempre più asserviti…
ultima considerazione anche in relazione con politica e lobby: generalmente qualsiasi innovazione o scoperta all’inizio è ‘per pochi’ e molto onerosa; serve una scelta politica che la renda fruibile tramite giusti investimenti: è stato così per il telefono, per la televisione, per i computer…quindi, quando sentiamo dire che le rinnovabili sono attualmente onerose, è solo un trincerarsi per portare acqua al mulino del fossile o del nucleare; ma provate a pensare se la stessa logica con cui si è portato il televisore e l’automobile in ogni famiglia (ormai siamo ad un pezzo per membro, più o meno) venisse applicata a fotovoltaico&co: avremmo energia pulita ed a basso prezzo…
ecco, basso prezzo: è questo che fa incazzare chicco testa e quelle orde di prezzolati

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