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prestate
attenzione al seguente periodo:
“molti artisti e giornalisti hanno deciso di appoggiare la nostra iniziativa, ma quelli che avrebbero potuto dare veramente una spinta al progetto, celentano, luttazzi, i guzzanti, lo stesso beppe grillo non hanno voluto metterci la faccia per l’assenza di un punto di riferimento editoriale tradizionale oppure perché preferiscono agire da soli”
è tratto dall’articolo che michele santoro ha scritto per il fatto quotidiano del 15 dicembre scorso
non vi nascondo che mi ha lasciato perplesso da subito, anche se ne scrivo solo ora…
gli artisti citati da santoro, stimabili, io non li gradisco tutti: celentano non mi ha mai fatto né caldo, né freddo e luttazzi è il caso che frigni di meno quando lo beccano a copiare (altro che citare) pezzi di trent’anni fa e quando gli sospendono trasmissioni: la sua ‘epurazione’ dalla televisione sarebbe terminata allorché la7 gli ha prodotto un programma…il problema è che il programma di luttazzi faceva schifo, non lo vedevano neanche i suoi parenti più stretti ed è stato chiuso anche grazie a pietose scenette che luttazzi affidava ad attori(?) insulsi che se vai per parrocchie di ‘sto periodo vedi molto di meglio
ciò detto, siccome seguo con interesse servizio pubblico e saluto con gioia e vero senso di sollievo l’avvento di una trasmissione libera di per sé e libera a maggior ragione perché  fruibile per ‘canali’ non tradizionali ed imposti, sono sull’orlo dell’incazzatura in quanto quel periodo che ho citato (per la cronaca: non vi può essere manipolazione alcuna giacché è estratto da un articolo scritto da santoro stesso, non un intervista) non lascia dubbi: o coloro che ‘preferiscono agire da soli’ lo fanno sempre, o sono degli ipocriti…e mi duole dire questo perché, ripeto, sono artisti che stimo e di riferimento
un esempio: all’epoca di annozero – vado a memoria – sia grillo che celentano hanno dato contributi al programma, con dichiarazioni e interviste; rai per una notte ha visto la partecipazione di luttazzi e la stessa guzzanti non ha mancato di fare ‘gruppo’ quando si è dovuto far muro contro l’oscurantismo berlusconiano…
ora, in due parole, trovo troppo comodo combattere battaglie dall’alto del venti per cento di share che su rai2 santoro assicurava grazie ad anni di professionalità indiscussa, piaccia o no…ed è ipocrita pararsi il culo col paladozza, perché col clima che si era creato di letterale democrazia a rischio (mica che è finito, eh…) era prevedibilie che nel suo ambito ‘corsaro’ rai per una notte avrebbe sfondato
ma dato che ‘i veri amici si vedono etc. etc.’, i nostri fuoriclasse della satira è proprio su servizio pubblico che avrebbero dovuto tirar fuori unghie e palle, giacché l’incognita sulla riuscita c’era proprio tutta
se poi, come recita l’introduzione, vogliono ‘agire da soli’ evitino di farsi intervistare, di inviare contributi video e quant’altro perché, è inutile girarci intorno, anche quando non becchi (ed è giusto) il cosiddetto gettone di presenza, il ritorno di immagine quando vai in onda in un contesto ad alto gradimento, è senza prezzo…

giusto una chiosa: le consuete sceneggiate dell’auditel all’indomani delle puntate di servizio pubblico hanno di ben più che vergognoso…diciamolo chiaro che l’auditel è del tutto inadeguata e che la riuscita del programma di santoro, più che evidente, è sottostimata: ad esempio, io seguo il programma in streaming, parola che gli spettatori di trasmissioni come porta a porta o l’ultima parola difficilmente conoscono…se ne deduce che, essendo la fruizione parallela ed a prescindere dalla televisione tradizionale la peculiarità di servizio pubblico, a quella grossa percentuale che l’auditel assegna a denti stretti al programma, bisogna aggiungere vagonate di utenti che seguono la trasmissione su internet
l’auditel non è altro che un dog sitter statale che accudisce il risultato di lobotomizzazioni a ripetizione tramite soap opera e polpettoni domenicali da antiemetico
piaccia o non piaccia, servizio pubblico è libero…e siamo anche noi un po’ più liberi, anche di non vederlo

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