un due giugno di vergogna

sull’opportunità della parata del due giugno avevo già discusso con un amico ben prima dei terremoti in emilia ed in relazione al periodo di crisi che stiamo vivendo, dicendogli che, nonostante il mio anti militarismo convinto (per lo meno quello di facciata, quello delle parate, appunto) non trovavo tutto ‘sto giovamento dall’annullare un evento che comunque per molti, a torto o ragione che non voglio giudicare, rappresenta un momento di coesione

iersera, discutendo con un altro amico, ho appreso (fonte corsera, quindi tenderei a non dubitare sull’esattezza del dato) che tutto l’ambaradan costerebbe una decina di milioni…cazzarola, una cifra così congrua non me l’aspettavo

stamane (pochi minuti fa) ho letto un articolo in cui si parla di un buffet declassato a ‘rinfresco rinforzato’ per duemila ospiti

beh, qualche riflessione tocca farla

prendiamo le frecce tricolori, le cui evoluzioni sono state cassate dal programma in modo da risparmiare sui costi: siamo certi che sia un risparmio?

le frecce tricolori (o qualsiasi altro aereo o mezzo militare) non ‘entra in funzione’ esclusivamente il due di giugno (se così fosse, tenerle ferme sarebbe sì un risparmio, quantomeno di carburante) ma hanno comunque dei voli di routine/addestramento che devono fare; basterebbe quindi far corrispondere il volo del due giugno con un ‘allenamento’ e si potrebbero avere le evoluzioni dei virtuosi senza spendere nulla, in teoria

prendiamo i palchi; sarebbe uno spreco se si fosse incaricata una ditta esterna per il montaggio, giacché l’esercito vanta fior di genieri che, anche loro, non si attivano solo il due giugno ma fanno per scopo e di routine attività di montaggio e smontaggio di manufatti ben più complessi che palchi e transenne

dati questi esempi, resta inteso che trasportare un battaglione di lagunari fino a roma per farli marciare, salutare le autorità e poi di nuovo in caserma costa un bel po’ di soldini…

ma veniamo a quello che forse è il vero spreco, anzi una vergogna senza giustificazione,

duemila invitati che, poverini, non avranno per rifocillarsi il mitico buffet ma un ‘rinfresco rinforzato’: oltre a panini, mozzarelline e couscous verranno stappate cinquemila bottiglie di vino…

ora, o il cronista ha svalvolato (dubito, giacché le cifre di eventi del genere sono ufficiali), o il rinfresco dovrebbe essere rinforzato da calci in culo, perché ci devono spiegare come mai per duemila persone che sbafano a spese nostre (questo sì uno spreco tout court) si stappano cinquemila bottiglie di vino, che fa due bottiglie e mezzo a testa di media, tenendo presente che, statisticamente, in questi duemila invitati ci sarà pure qualche astemio e che non tutti saranno proprio dei giovincelli, quindi scolarsi due bottiglie e passa di vino non dovrebbe essere proprio il massimo per la salute…

conclusione: sì, la parata si può anche abolirla perché nonostante i distinguo che ho indicato è di per sé uno spreco, ma il vero scempio sono al solito loro, i mangiapane a tradimento, i forzati del rinfresco che se si barricassero in casa per mai più uscirne non farebbero un soldo di danno

3 commenti

  1. Mio nonno era un ufficiale della marina militare. Già ai suoi tempi vi erano fior di approfittatori e mangiatori a sbafo.
    Mia nonna mi raccontava di mogli di altissimi ufficiali (dell’esercito) che aprivano le borsette, svuotandovi dentro vassoi di cioccolatini, durante rinfreschi di ricevimenti. Mi ricordo che quest’immagine, per me scandalosa, mi ha tormentato l’infanzia. Quindi la bella abitudine di sfruttare viene da molto lontano e non accenna a fermarsi.

    1. ciao anna
      sono online e ti rispondo benvolentieri…

      grazie per il contributo

      è una conferma che, come al solito, gli sbafoni bivaccano alle spalle, anzi sulle spalle di tutto e tutti

      un abbraccio

  2. La Repubblica deve dare conferma della sua forza democratica… non è forse questo un presupposto per una decisione opposta a quella presa?
    Ma qual’è Ia scala di valori?
    A chi è rivolta la festa della nascita della nazione italiana, se non agli italiani? Gli italiani, milioni di italiani per bene, stanno vivendo sulla propria pelle gli effetti della crisi, una crisi si globale, ma soprattutto del “loro” Stato e, ancor di più, in questi giorni stanno vivendo in modo indiretto e molti anche in modo diretto gli effetti di un altro terremoto.
    Si è addirittura gridato alla strumentalizzazione. Che vantaggio ne trarrebbero gli italiani nell’avanzare la proposta di rinunciare alla parata? Gridare alla strumentalizzazione, a volte, serve solo a strumentalizzare.
    Perché continuare a scavare questo solco tra i cittadini e le Istituzioni, perché continuare a chieder sacrifici agli italiani e rifiutare di fare un gesto anche e soprattutto simbolico, carico di significati, di senso di solidarietà, di dimostrazione concreta di vicinanza alle popolazioni colpite da una catastrofe oltre che dalla crisi.
    Cari “mangiapane a tradimento” quanti sono, ora come ora, qualche milione di euro agli occhi degli italiani? Oggi, come nel 1976, la Repubblica dovrebbe essere più sobriamente celebrata con una corona di fiori e sarebbe proprio in questo commovente gesto, non ordinario, che si sostanzierebbe lo spirito della nazione.

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