italiano e straniero

ritratto (95x160)premessa: circa la veridicità della stringata cronaca che vi propongo potete chiedere al protagonista dell’evento (assurdo?) che vado a narravi: basta recarsi a trastevere in una conosciuta pizzeria/rosticceria, nota in quanto vi si usa appellare i panini proposti con i nomi dei calciatori della roma, e chiedere di alì, il ragazzo che, assieme ai gestori, impasta, condisce ed affetta praticamente tutti i giorni ed a tutte le ore…

giovedì diciassette di ottobre, intorno alle ore diciotto mi trovavo, come accade di sovente, in quel di trastevere, via del moro, per consumare quel che è quasi un rito gastronomico quando sono in zona: un panino della pizzerai/rosticceria citata nella premessa;
essendo l’orario ‘strano’ (troppo tardi per pranzo, troppo presto per cena) nel posto vi era solo il lavorante, alì – i gestori in pausa – al quale simpaticamente intimai:
“allora il panino tocca a te prepararmelo…” dato che in genere è uno dei due ragazzi proprietari che se ne occupa; tra sorrisi e rassicurazioni e canzonandomi un po’ alì si dà all’opera dicendomi che il risultato sarebbe stato soddisfacente, come al solito…
dopo un po’ alì mi chiede: “ma tu sei italiano?”
tenendo presente la mia pelle scura ed abbronzata ed anche il fatto che ho diversi amici siriani e nord africani lì in zona e che quindi vengo regolarmente scambiato per ‘arabo’ (quella sera stessa, se non ricordo male, è capitato tre volte, addirittura rivolgendomisi parlando direttamente in arabo), sorridendo rispondo “anche tu m’hai scambiato per un egiziano?” “no…è che tu sei gentile” fa alì sorridendo

lì per lì ho cazzeggiato un po’ dicendo “vabbe’, tu sei abituato coi romani…” (io sono calabro, quindi di fascia geografica omogenea) ma poi uscendo (mi stavo dirigendo da un amico siriano a cui ho raccontato l’evento e il carico di pensiero annesso) ho realizzato che la considerazione di alì mi aveva ficcato un coltello nello stomaco, quello stomaco dove ora riposava in pace il panino da lui preparatomi, e quel coltello faccio fatica a sfilarlo…

cosa cazzo ci è successo?

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4 risposte a "italiano e straniero"

  1. anna 19 ottobre 2013 / 13:13

    Ti posso assicurare che le brutte maniere sono a largo spettro (come gli antibiotici). Derivano sempre dall’educazione che hai ricevuto in casa. Se ti hanno insegnato a rispettare il prossimo, chiunque sia, non c’è problema. Altrimenti, sono guai. Mia nonna materna, che era veramente una gran donna, riteneva che la servitù andasse rispettata e assolutamente non considerata inferiore (cosa che all’epoca era usuale). Adesso la “servitù” è rappresentata dai “diversi”, qualunque significato tu voglia dare al termine.
    E, un bel panino con la nduia ?

    • paolo aquino 19 ottobre 2013 / 13:27

      …difatti una delle riflessioni fatte da un amico siriano da cui sono andato dopo l’evento, verteva sul fatto che pare ormai lecito e normale far sentire inferiori a prescindere gli altri – specie se immigrati – come se preparare una pizza fosse qualcosa di denigrante…

      ‘nduja come se piovesse, anche se il copyright ce l’hanno nel catanzarese, se non erro: io son cosentino…

      un abbraccio

      • anna 19 ottobre 2013 / 13:34

        Il papà di mio cognato era di Paola, ma trapiantato in Veneto da secoli.

        • paolo aquino 19 ottobre 2013 / 13:38

          zona, quella di paola, che conosco bene: usavo villeggiare a torremezzo, lì vicino…

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