quando il killer è lo stato (laico o religioso)

ritratto (95x160)nahed hattar, ucciso a colpi di pistola. keith lamont scott, ucciso a colpi di pistola. contesti molto differenti, forse opposti, dinamiche simili se non identiche. il primo assassinato da un imam che, in posti come la giordania dove la religione è stato, può essere considerato uomo di stato…in più mi chiedo se il semplice condividere su un social network una foto porta all’incriminazione e al dover sostenere un processo, non configuri una complicità dello stato (appunto) nell’assassinio di una persona che quello stesso stato dovrebbe semmai proteggere.
il secondo, scott, ucciso da agenti della polizia di charlotte, un video prodotto dalla stessa polizia che dovrebbe scagionare i suddetti che invece conferma l’ennesima ‘esecuzione’ di un individuo in quel momento inerme comunque inoffensivo.
tutto ciò è la conferma che nelle forze dell’ordine statunitensi (e forse nelle polizie di tutto il mondo ma è degli states che stiamo parlando ora) sono presenti dei killer ‘autorizzati’ dal distintivo e con tanto di stipendio – leggi: pagato dalla comunità – e che fra i religiosi/uomini di stato della giordania (e forse di tutto il mondo ma è della giordania che stiamo parlando adesso…) sono presenti degli assassini, pronti ad entrare in azione se non credi in quello che credono loro, se non credi in ciò che loro ti dicono di credere

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