arbitro per caso

ritratto (95x160)Premessa: non per ammantare il pezzo di nobiltà dal sapore antico, ma più che di caso, casualità io parlerei di fato. Fato sì, nell’accezione tipica della mitologia o della tragedia greca e cioè di evento che non può che verificarsi e non che accade, appunto, per caso.
Andiamo quindi al sodo.
Ho iniziato con la Muay a quarantotto anni.
Lo so, detta così sembra una cosa da pazzi.
Ma il punto è che grazie forse a Madre Natura, forse a non so neanche io cosa mi sono fatto anche cinque allenamenti a settimana al netto ed alla faccia di dolori, stanchezza ed infortuni.
Erano pochi mesi che frequentavo la palestra, una sera stavo in auto con Gianluca (il mio maestro) e Giulia (sua moglie). Tornavamo da una serata di incontri, se non ricordo male a Tolfa.
Stavamo probabilmente parlando del proverbiale più e meno, dei combattimenti, di chi era stato bravo e chi no quando Gianluca si gira e mi chiede:
“Te la sentiresti di fare l’arbitro? Ti ci vedo”.
Il fulmine ed il cielo sereno, serenissimo.
Con sincronismo da coreografia si gira anche Giulia che, magari per pura osmosi, ma qualcosa di Muay Thai ed arti marziali mastica, e conferma: “Sì, ti ci vedo anch’io”.
Ribadisco, sono preso letteralmente alla sprovvista e chiedo loro se sono sicuri.
Sì, sono sicuri.
Se dicessi che tutto sia partito da questo spaccato di conversazione sarei se non mendace  impreciso. Infatti l’indomani chiamo Ciccio, amico d’infanzia ed esperto di Muay: se Master Dam (Narit La Orthae) lo ha definito thai boy ci sarà un motivo.
E sì, anche Ciccio mi ci vede proprio come arbitro…Quindi le mie remore non hanno più senso alcuno. Mi iscriverò all’imminente corso formativo che la FIKBMS ha in programma.
Veniamo all’oggi.
L’ultimo arbitraggio che ho fatto è di due giorni fa al Christmas Galà assieme ai ragazzi della FIMT – Federazione Italiana Muay Thai – che da poco si è unita alla FIKBMS.
Rodolfo (Meoni) mi ha ‘strappato’ a Marco (Pacor) che mi voleva a Cinecittà per degli incontri di kickboxing…
Ora, non so dove questo sentiero mi porterà ma posso affermare che, conoscendomi, se ne scrivo ho la certezza – quantomeno qualcosa di molto simile – che la strada da percorrere sarà lunga. E se tutto questo è stato possibile il merito va senz’altro a Ciccio che ha dato fuoco alle polveri ed a Gianluca con il suo ‘occhio’. Ai formatori che ho avuto ed ho tuttora: il già citato Marco e Claudio Aveni che ci segue sul campo e ci fa le pulci come un ufficiale istruttore di lusso.
Senza dimenticare i colleghi supportivi con i quali mi pregio di accompagnarmi:  gli anziani, i pari corso e le nuove leve, cioè Silvia, Mauro, Pietro, Francesca, Chiara, Alessandro, Stefania, Sara, Roberto, Giulia, Ilaria, Catia e se non cito tutti è per memoria deficitaria e comunque gli elenchi non si prestano granché alla prosa, finanche a quella ‘scarsa’ come la mia…
Vabbè…ciao guaglio’, ci si vede sul ring.

P.S.

Probabilmente avrei potuto scrivere uno dei tanti post su feissbukko ma non avrebbe reso l’idea.
Magari neanche questo pezzo la rende ma, credetemi, è già qualcosa.

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