i soldi ci sarebbero: è che li rubano…

quanto ancora dovremo lambiccarci il cervello prima di giungere alla logicissima conclusione che i soldi in italia ci sono, girano, si producono – anche al netto dell’evasione, comunque da combattere con sistemi ben diversi dal criminogeno ‘scudo’, pensate a quanto incamerano lo stato ed i suoi ‘sottomultipli’ (regioni, province, comuni) per rendere ai cittadini dei servizi in genere al limite dell’indecenza – ma che se tutto va a puttane (a volte in senso non metaforico…) la colpa è semplicemnte di amministratori che rubano o ‘deviano’ somme verso astrusi ed assurdi fabbisogni?
tanto per cambiare, sicilia docet…

La Cavera: anni 95, consulente all’esperienza

IL GOVERNATORE DI SICILIA RAFFAELE LOMBARDO HA SCATENATO UNA PIOGGIA D’INCARICHI SU PALERMO

di Giuseppe Lo Bianco

Palermo
C’è Mimì La Cavera, figura leggendaria dell’industrializzazione siciliana mai decollata, viveur di gran livello, oggi vedovo dell’attrice Eleonora Rossi Drago, che a 95 anni, come dice il governatore Raffaele Lombardo, “sarà d’aiuto e da stimolo all’azione del governo regionale”. E c’è Domenico Spampinato, che in un mese ha percepito 5mila euro per “elaborare parametri ettaro/coltura per le coltivazioni e unità di bestiame adulto”. C’è il docente di architettura Ferdinando Corriere, che per analizzare gli aspetti dell’autotrasporto regionale per la filiera dell’orto frutta ha incassato 56 mila euro, e c’è il dottor Pietro Garonna, che in cambio di 6.197 euro ha elaborato strategie per “lo sviluppo di valori della giustizia, della legalità e solidarietà sociale”. Quali, ancora non si sa. E l’autonomia siciliana di Lombardo entra in classe al modico costo di oltre 20 mila euro, somma attribuita dall’inizio dell’anno scolastico alla dottoressa Serafina Perra: 43 anni, giornalista, ex componente della giunta catanese di Lombardo, chiamata ad elaborare “azioni di intervento per l’affermazione nella popolazione studentesca di elementi costitutivi essenziali dell’identità siciliana”. Il governatore sottolinea “l’esperienza, la saggezza e la competenza” di La Cavera, classe 1915, primo presidente di Confindustria che convinse Vittorio Valletta ad aprire lo stabilimento Fiat a Termini Imerese, ma l’anziano fondatore della Sofis è solo la vetta anagrafica di un esercito di consulenti che Lombardo, riproducendo il modello catanese della sua presidenza provinciale, ha arruolato a Palazzo d’Orleans. Incarichi e consenso, oggi come allora, vanno a braccetto, e dal giugno 2003 al febbraio 2008, data delle dimissioni per candidarsi a governatore, il leader dell’Mpa collezionò ben 82 incarichi costati due milioni e 269 mila euro, cifra che costrinse la procura ad aprire un’inchiesta inviando la guardia di finanza a sequestrare oltre 15 mila fotocopie di delibere, piante organiche e curriculum dei fortunati esperti, collaboratori, dirigenti a contratto. Nomine prestigiose, come quella dell’ex procuratore generale di Catania Giacomo Scalzo (già candidato sindaco di Caltagirone) indicato alla guida di “Servizi idrici etnei” e altre bizzarre, come quella del signor Elio Aloi , pagato “per l’attività di controllo in occasione di manifestazioni o eventi al centro fieristico Le Ciminiere”, quasi tutte concentrate negli ultimi due mesi a ridosso delle dimissioni, in apertura della campagna elettorale del 2008. E se a Palermo La Cavera ha ottenuto l’incarico a 95 anni suonati, Carmine Ruffino, 33 anni, un diploma di solfeggio all’istituto musicale Vincenzo Bellini di Catania e una laurea in informatica di primo livello, ha preso 50 mila euro per predisporre un software applicativo del “ciclo teso della filiera dell’ortofrutta”. Più impegnativo, forse, il compito di Gualberto Gianni, che in cambio di 8535 euro dovrà produrre azioni di intervento finalizzate “alla valorizzazione e al potenziamento della capacità di proporre la produzione artistica siciliana in un panorama internazionale”. Si attendono riscontri planetari. All’ingegner Virgilio Bellomo è stato invece prorogato l’incarico di consulenza più linguisticamente astruso: percepirà 6197 euro per fornire “il supporto tecnico nell’attività di programmazione, monitoraggio e valutazione del servizio di pianificazione e controllo strategico dell’On.le Presidente”. Che fino al dicembre scorso si è avvalso anche dei consigli, pagati 12.400 euro, del prof. Gianni Puglisi, presidente della fondazione Mormino del Banco di Sicilia, “in materia di valorizzazione e gestione dei Beni Culturali, l’Alta formazione e Università e sul sistema bancario e creditizio finanziario”. Tra i pochi incarichi davvero utili, c’è quello assegnato all’ex procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna, chiamato a presiedere la commissione che ha redatto il nuovo codice regionale antimafia. Il lavoro è terminato e l’esito, una serie di norme a sostegno della trasparenza negli appalti pubblici , nell’attribuzione degli incarichi e nella gestione della pubblica amministrazione, è stato da tempo consegnato al committente (la Regione). La sua applicazione, però, rimane ancora in alto mare.

fonte: il fatto quotidiano

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