una banda organizzata male

hanno cercato di brigare fino alla fine ed ora hanno il coraggio di chiamare in causa napolitano
cosa avrebbe a che vedere la presidenza della repubblica con gli intrallazzi dei soliti noti – alfredo milioni, il tribunazzo dai modi non certo galanti che usa mandare a quel paese i colleghi nonché camminargli letteralmente sopra, responsabile pdl per la presentazione delle liste e principale indiziato di questo pateracchio da cinepanettone vanziniano, non è nuovo ed exploit del genere: tempo fà trafugo addirittura la lista di candidati come ritorsione per una sua mancata inclusione(…) – non si capisce
siamo alle solite…fra puttane e faccendieri ed altri notabili del genere sono riusciti a dimostrare quel che sono l’ennesima ed inequivocabile volta: dei pessimi affaristi che usano la politica come un mercato

3-3-2010

ora che i ricorsi di formigoni e del pdl (per la lista di partito) sono stati respinti – per la lista della polverini pare sia tutto a posto – sono stati respinti tocca anche sorbirsi la russa che dice “siamo disposti a tutto e non rispondiamo delle nostre azioni”…complimenti ministro, una reazione proprio il linea con il suo (evidentemente mal riposto) compito istituzionale…giacché c’è, si chieda anche quanto noi siamo disposti a sopportare la vostra cialtronaggine, visto che usate la politica alla stregua di un mercato delle pulci e non siete neanche degni di essere definiti ‘stracciaroli’

Pdl Lazio, il Quirinale risponde: «Decidono i giudici». Bocciata la lista Formigoni in Lombardia. Guerra di denunce tra Pdl e radicali

Ancora tensioni e polemiche sul caso delle liste elettorali del Pdl nel Lazio. Mentre dalla Lombardia arriva un’altra notizia clamorosa: la lista di Roberto Formigoni, per decisione della Corte d’Appello di Milano, non è stata ammessa alle elezioni regionali per invalidità di oltre 500 firme. I giudici, dopo un controllo formale delle firme (l’unico consentito in questa sede) ha ritenuto «fondate» le «doglianze» contenute nel ricorso dei radicali. Le firme risultate non conformi sono state 514 sulle 3.935 presentate. Questo comporta che le firme valide sono 3.421, un numero inferiore da quello previsto dalla legge la quale impone che le firme siano non meno di 3.500 e non più di 5 mila. In particolare le irregolarità riguardano la «mancanza di timbri sui moduli», mancanza di data dell’autenticazione e «mancanza del luogo dell’autenticazione. Il ricorso dei radicali non è invece stato accolto in riferimento alla lista “Penati presidente”.

Torniamo al Lazio. Dopo gli appelli del centrodestra al Quirinale, il capo dello Stato in mattinata prende una posizione netta: «La preoccupazione di una piena rappresentanza, nella competizione elettorale regionale in Lazio come dovunque, delle forze politiche che intendono concorrervi, non può che essere compresa e condivisa dal Presidente della Repubblica», è la premessa del Quirinale. Tuttavia, aggiunge il Presidente della Repubblica, «spetta solo alle competenti sedi giudiziarie la verifica del rispetto delle condizioni e procedure previste dalla legge».

Intanto, sempre in mattinata, è partita una denuncia-querela del Pdl del Lazio nei confronti dei radicali presso l’ufficio centrale regionale della Corte d’appello di Roma, che dovrebbe decidere entro le prossime 48 ore se accogliere o meno l’istanza. Si tratta di una denuncia per «violenza privata» nei confronti dei militanti radicali e per «abuso d’ufficio» nei confronti dei componenti dell’ufficio centrale circoscrizionale che avrebbero di fatto impedito «di esercitare il diritto politico di voto».

Immediata la risposta dei radicali. Diego Sabatinelli, il militante radicale presente sabato mattina presso il Tribunale di Roma per la presentazione della Lista Bonino-Pannella, ha conferito mandato all’avvocato Giuseppe Rossodivita «per sporgere denuncia per calunnia nei confronti degli esponenti del Pdl, al momento ancora ignoti, che hanno sottoscritto la denuncia per violenza privata». Analogo mandato è stato conferito all’avvocato Rossodivita da Atlantide Di Tommaso, segretario del Psi di Roma, che insieme a Sabatinelli, «con una condotta assolutamente non violenta, si sono stesi sul pavimento davanti al cordone dei carabinieri, senza con ciò impedire fisicamente ad alcuno la presentazione della lista». La denuncia verrà «depositata nei prossimi giorni, unitamente alla querela nei confronti di Renata Polverini per la diffamazione, aggravata dall’attribuzione di un fatto determinato, in relazione alle dichiarazioni rilasciate domenica nel corso della manifestazione a piazza del Popolo».

Se l’ufficio centrale regionale della Corte d’Appello accoglierà l’istanza del Pdl Lazio, presentata stamani, non sarà necessario presentare istanza davanti al tribunale amministrativo regionale. Nel ricorso si sottolinea che tutta la documentazione relativa ai candidati di lista era già stata presentata alle 11.30 presso gli uffici preposti e si mette l’accento sul fatto che questa documentazione è sempre rimasta a disposizione dei suddetti uffici.

Intanto, mentre Renata Polverini organizza per il pomeriggio a Roma una “maratona oratoria” a sostegno delle ragioni della lista Pdl, la polemica politica è al calor bianco. È stato «un atto di violenza il non aver consentito al partito più forte di Roma di presentare la propria lista alle regionali», ha detto la Polverini. «Io non dubito che la lista sarà riammessa – ha aggiunto – e noi non ci dobbiamo fermare perchè andremo comunque alla guida della Regione». Silvio Berlusconi, a quanto si apprende, avrebbe condensato il suo punto di vista sul caso che sta agitando il centrodestra con un sintetico quanto pressante invito rivolto agli esponenti locali e nazionali che seguono la questione: «Risolvete il problema», sarebbe la pressante richiesta giunta dal leader Pdl.

Per Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, «ai nostri rappresentanti è stato impedito di presentare la lista, prima dalle provocazioni di alcune persone ma essenzialmente dal magistrato responsabile che ha dato ordine alle Forze di Polizia di bloccare i nostri rappresentanti».  Immediata la replica del Pd, che con il vice segretario, Enrico Letta invita ad abbassare i toni e aggiunge che «la democrazia non è in pericolo – spiega – ed è improprio coinvolgere il capo dello Stato, la magistratura e il Pd in una vicenda che appare semplice e tutta legata a responsabilità dei rappresentanti del Pdl romano».

«L’hanno fatta grossa, ora aspettino la Corte d’appello. Ma quel che è successo è evidente prova non di un problema organizzativo ma politico», dice Rosy Bindi.  E ancora: «Quel che è successo a Roma, dimostra che il Pdl è in grande confusione. Non è solo questione di rapporti tra Fini e Berlusconi».

Intanto stamani, a tempo di record,  sono apparsi in molti quartieri di Roma due manifesti Pdl e della lista Polverini che denunciano l’esclusione della lista provinciale Pdl di Roma alle prossime Regionali del Lazio e che si rivolgono direttamente agli elettori esortandoli a reagire. «Non vogliono farti votare, fatti sentire» recita un manifesto che ha praticamente tappezzato la zona dell’Ostiense. Sull’altro è stato scritto: «Vogliono cancellare la democrazia. Fatti sentire». Su entrambi c’è il logo Pdl e lista Polverini e viene segnalato che alle 15 si svolgerà la «maratona oratoria» in piazza San Lorenzo in Lucina, nel centro della capitale. A quanto si è appreso da fonti Pdl sono state stampate diecimila copie di ognuno dei manifesti.

Quanto alla vicenda lombarda, dice Formigoni: «Mi spiacerebbe l’esclusione del Pdl e di una delle liste che può concorrere, dopodichè se qualcuno ha sbagliato, dico se, l’errore è gravissimo. Però leggo anche del ricorso del Pdl perchè i presentatori della lista sono stati fisicamente ostacolati e tutto può dipendere da questo. Chi di dovere dovrà pronunciarsi. Se però c’è
stato un impedimento fisico, la battaglia democratica non si fa così. Democraticamente ci si contende voto a voto il consenso dei
cittadini non impedendo la presentazione delle liste».

01 marzo 2010
fonte: l’unità
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