vaticano, ior, banda della magliana: roba di ieri, roba di oggi…

che il vaticano – via ior e non solo – sia infognato nel peggio che la storia di questo paese può ‘vantare’, è cosa ormai più che pacifica ed assodata
quello che semmai dovrebbe meravigliare e scandalizzare è l’indignazione sopita oltre la quale non si riesce ad andare, come se l’indossare una tonaca fosse un lasciapassare per ogni porcheria
ad esempio, se davvero, nel caso claps, un prete al ritrovamento di resti umani ha pensato di dirlo solo al suo vescovo e non agli inquirenti, deve o no essere sbattuto in carcere e fargli ingoiare la chiave? si chiederà costui come possano sentirsi i cari della ragazza deceduta?
quanto alle storie di decine se non centinaia atti di pedofilia verso cui la chiesa si muoveva sulla via del perdono, lasciando che dei preti malati facessero altri danni, vorrei che il giudizio lo dessero coloro che gli abusi li hanno subiti e non i saccenti che vivono una vita di sessualità negata e quindi distorta

Mons. Girotti «regge» la Penitenzieria. Fu indagato con banda della Magliana

di Angela Camuso

Sua Eccellenza monsignor Gianfranco Girotti, attuale reggente della Penitenzieria Apostolica Vaticana, cioè l’alto prelato che il 30 Maggio del ’98, come rivelato dal New York Times, partecipò con Bertone alla riunione che di fatto insabbiò il caso del reverendo Lawrence Murphy, gratta-gratta, è un sacerdote dall’imbarazzante passato giudiziario. Il Vaticano ha scelto come rappresentante della massima autorità morale della Chiesa, dopo il Papa (in pratica la Penitenzieria è il tribunale che decide su grazie e indulgenze) un uomo che nel 1985 fu inquisito – e poi prosciolto – perché sospettato di fare arrivare in carcere cocaina, farmaci, radioline e altri oggetti proibiti ai componenti della banda della Magliana. All’epoca Girotti, che ora ha 77 anni, faceva infatti il cappellano nel penitenziario romano di Regina Coeli.

E peraltro nel carcere lavorava a fianco, in qualità di suo aiutante, del noto don Piero Vergari, lo stesso sacerdote che caldeggiò la scandalosa sepoltura del bandito Enrico De Pedis nella basilica monumentale di Sant’Apollinare. Girotti fu formalmente accusato di favoreggiamento personale e interessi privati in atti d’ufficio insieme a un altro ex cappellano, don Pietro Prestinizi, che venne addirittura arrestato: dalle intercettazioni telefoniche la polizia scoprì che padre Girotti parlava al telefono, «apparentemente in amicizia», con Enrico Nicoletti, il “banchiere” della banda della Magliana attualmente sotto processo per associazione mafiosa, mentre Prestinizi conversava con uomini vicini a Pippo Calò. «Non sono in grado di dire, almeno per quanto concerne l’hashish e la cocaina, se padre Gianfranco conoscesse il contenuto dei pacchetti che consegnava. Chi teneva dall’esterno i rapporti con lui era Sestili (un affiliato alla banda, ndr) il quale lo andava a trovare nel suo ufficio presso il carcere e gli consegnava i pacchetti e gli oggetti da recapitare a me e a Lucioli… In uno di questi pacchetti c’era l’offerta per la chiesa… Per quanto ho potuto constatare… dei favori di padre Gianfranco beneficiava anche Massimo Carminati, che era detenuto in una cella contigua alla mia…» dirà Maurizio Abbatino nel suo verbale del 2 luglio 1993. Ad Abbatino, raccontarono i pentii, Girotti avrebbe consegnato di nascosto anche dei semi di ricino: servirono al bandito per simulare una malattia agli occhi, escamotage grazie al quale riuscì ad essere trasferito in una clinica da cui evase.

27 marzo 2010
fonte: l’unità

1 risposta a “vaticano, ior, banda della magliana: roba di ieri, roba di oggi…”

  1. PIAZZA S. APOLLINARE
    Mercoledì 12 Maggio ore 18.30

    IL VATICANO

    E LA BANDA DELLA MAGLIANA

    INTERVENGONO

    PAOLO BROGI, giornalista

    VALENTINO PARLATO,

    RINO MONACO, ex-prefetto

    GUIDO SALVINI, magistrato

    LUCA TESCAROLI, magistrato

    e

    ANGELA CAMUSO

    autrice del best-seller

    “MAI CI FU PIETA’

    la banda della Magliana dal 1977 a oggi”

    MODERA

    EMILIO RADICE, giornalista

    Dal riciclaggio del denaro sporco nello IOR, la banca del Vaticano, al delitto Calvi e il sequestro “misterioso” di Emanuela Orlandi, alla sepoltura del boss della Banda della Magliana, Enrico De Pedis, nella cripta della basilica di Sant’Apollinare a due passi da piazza Navona. Temi di scottante attualità che verranno trattati durante l’incontro pubblico:

    “MAI CI FU PIETA’ ”, edito da EDITORI RIUNITI, è la vera storia della banda della Magliana, rigorosamente fedele, in ogni dettaglio, ai documenti giudiziari. Alla luce di centinaia di verbali di interrogatori inediti e di informative riservate di polizia giudiziaria l’Autrice descrive e fa parlare i protagonisti senza omettere nomi, luoghi e circostanze in una sequenza agghiacciante e avvincente di delitti, intrighi e misteri raccontata dalla parte dei banditi assassini, figli maledetti del popolo e della miseria, che iniziano la loro sanguinosa parabola nell’ultimo scorcio dei turbolenti anni ’70 per arrivare ai giorni nostri, allorché gli orfani superstiti della banda occuperanno ancora un posto nell’Olimpo della nuova malavita imprenditoriale. Ai loro esordi poco più che ventenni, spietati e boriosi, subdoli ma ancheeccezionalmente intelligenti, i capi della banda della Magliana conquistarono Roma eliminando i concorrenti sul mercato dell’eroina e mantennero saldo quel potere di morte grazie al fiuto per gli affari di uno dei suoi capi, Enrico De Pedis, che iniziò a ripulire fiumi di denaro insieme al ‘banchiere’ Enrico Nicoletti, sopravvissuto alle condanne e ancora attivo ai primordi del III millennio. La banda finì per autodistruggersi, decimata prima da una faida interna e poi da una catena di clamorosi ‘pentimenti’, che illumineranno tanti misteri d’Italia: sebbene gelosi della loro autonomia, i protagonisti di queste straordinarie imprese furono spregiudicati abbastanza per vendere l’anima a Cosa Nostra, camorra, terrorismo neofascista, P2, Servizi Segreti deviati, politici corrotti ma anche magistrati, avvocati, carabinieri, poliziotti e alti prelati che per denaro o per potere scesero a patti con il diavolo.

    Info: 331.6379346 http://www.camuso.blogspot.com

    Ufficio Stampa Editori Riuniti 06.32600494 – 348.4934936

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