cancro: operazione donna – una testimonianza

il testo che segue è una testimonianza che un’amica mi ha inviato agevolando la mia richiesta di parlare di questa sua ‘pesante’ esperienza

ovviamente lo lascio integro nella sua ‘purezza’: vuole appunto essere una testimonianza che spero faccia riflettere circa un male – forse il male – su cui parole e riflessioni non saranno mai troppe

[leggi anche: cancro: operazione donna – ‘carne da macello’]

Pareva un giorno felice…infatti lo era: stavo andando dal dottore per richiedere un’impegnativa medica. Avevamo deciso che era arrivato il momento di diventare genitori; sentivamo di essere in grado di prenderci una responsabilità grande come questa perché era veramente un desiderio fortemente sentito da entrambi…Avrei dovuto fare dei semplicissimi esami di routine, come il pap-test e qualche altro esame del sangue e tutto sarebbe finito…invece…era solo l’inizio di una lunga e brutta avventura…che tuttora non è finita.

Gli esiti riscontrano delle cellule epiteliali anomale, perciò la dottoressa che mi stava seguendo decide di rifare il pap-test. M’incoraggia, mi tranquillizza ‘che non può essere niente di grave…che comunque il test può essere rifatto soltanto dopo tre mesi…’ Attesa angosciante…Arrivato il grande momento di verità, rifatto il pap-test, altri venti giorni d’attesa per l’esito. Finalmente ho la risposta…per niente bella: anche questa volta mi vengono riscontrate delle cellule anomale, perciò dovrò fare una colposcopia, seguita da una biopsia al collo del utero e al cervice. Attesa ..altri trenta giorni.. l’esito…Infezione da virus HPV ( Papilloma Virus). La dottoressa richiede la tipizzazione del DNA di questo virus…risultato: di secondo grado (CIN II ) a grande rischio, radici 16,18…In quel momento questi esiti per me non hanno grande senso, sento solo tanta paura nel vedere tutte queste voci segnate di giallo e la parola “grande rischio”…La dottoressa mi spiega che tutti questi dati indicano un tumore al collo uterino di secondo grado che dovrà essere rimosso, in quanto è abbastanza tardiva la sua scoperta…ma che dovrò aspettare la sua chiamata, perché non ci sono posti liberi per poter eseguire l’intervento, chiamato anche conizzazione, ovvero l’asportazione del cono del utero. Mi aveva appena comunicato una cosa di cui ho sempre avuto paura…

L’attesa, anche questa volta si fa sentire, lunga e angosciante, perciò decido di andare a richiedere un altro parere. Un primario molto bravo, almeno questo è quello che si dice di lui…Appena visto le mie carte, decide di fare l’intervento…’fra tre giorni!’…Rimango stupita: questo mi fa pensare che la cosa sia molto grave, altrimenti non capisco il perché di tutta questa fretta…Ed è qui che crollo psichicamente…Mi viene in mente mia sorella, di appena diciotto anni, che è venuta a mancare proprio per colpa di questo male, il cancro…in nemmeno 5 mesi dalla sua scoperta. Mi sentivo piccola, disperata, ero entrata in panico…La gente che avevo intorno mi dava l’impressione di non riuscire a capire la gravità di questo mio problema…Dovevo comunque decidermi nel fare qualcosa, perciò decido di fare l’intervento, il giorno 13 dicembre del 2007, in una clinica a Vicenza..

Apparentemente l’intervento viene eseguito bene, una cosa da niente per loro, i dottori… cose da tutti i giorni, però pagate molto caro… Perché bisogna dire anche questo…Solo per guardarmi negli occhi, il dottore si faceva pagare 180 euro…non poco direi…Comunque, ho scelto di non guardare questo lato, in quanto la salute ha priorità assoluta. Dopo tre settimane di avanti-indietro dal suo ambulatorio, durante un controllo, il dottore  riscontra di nuovo l’infezione da HPV…non più all’interno dell’utero, ma fuori dall’ utero, perciò decide di eseguire un intervento di Laser color, con anestesia locale, fatta lì per lì nel suo ambulatorio…Che però  non ha il tempo necessario per fare effetto…( Di regola le visite negli ambulatori privati sono di 20 minuti…) Il dolore è fortissimo, l’odore di carne bruciata mi faceva venire la sensazione di voler vomitare, ma volevo sembrare forte…anche se in quel momento non lo ero…La riabilitazione è stata molto lunga e dura…quasi un mese. Non riuscivo a mettermi seduta su una sedia…Per non dire del dolore che sentivo ogni volta che dovevo andare a fare i lavaggi di disinfezione…Mi vengono i brividi ancor adesso, dopo due anni, se ci penso…

Passa il tempo e sembra tutto a posto… finché inizio ad avere delle grosse perdite di sangue, fuori dal periodo mestruale, dolori di pancia, nausea…perciò decido di ritornare in ospedale. Cambio il dottore, in quanto avevo deciso, insieme al mio compagno, che per l’eventualità di una gravidanza è meglio avere un ginecologo vicino casa e non a 80 km. Mi viene eseguita un’ecografia transvaginale, dove il dottore nota la presenza di un “qualcosa di strano, e non identificabile con l’eco”, perciò richiede di prenotarmi per un’isteroscopia. Il tempo d’attesa, anche stavolta, più di tre mesi…trascorsi non facilmente, in quanto i miei dolori continuavano, avevo nausea, per non parlare del mio stato “mentale”…una confusione indescrivibile. L’esito arriva subito: presenza di un mioma, si spera non carcinoma ed un polipo, di dimensioni abbastanza piccole, perciò niente di cui preoccuparsi…almeno è quello che mi sentivo dire dal dottore. Si raccomanda di fare un intervento, in day-hospital, dopo un paio di giorni…Iniziavo sentirmi felice, questo dottore mi dava un certo senso di sicurezza, mi pareva molto ben preparato, con tanta esperienza, mi spiegava bene… Qualsiasi dubbio avevo, lui me lo faceva scogliere…Bene, ero contenta, finalmente una persona di cui fidarsi…Eseguito l’intervento, tutto va per il meglio, fino a quando le mie perdite di sangue ritornano…Come mai?!…ma se il dottore mi aveva rassicurata che ero “pulita”…cosa mi stava succedendo?…Il panico assoluto…Decido, giustamente, di tornare dal dottore che mi aveva operata…altri esami, altri controlli, non riesco più a tenere il conto… Si riscontra un altro problema: un fibroma, che non si era visto all’ultimo intervento…Si decide di intervenire con la laparoscopia; e coglie l’occasione per dare un’ occhiata alle mie tube, in quanto non si riesce a capire la mia impossibilità a rimanere incinta. L’intervento inizia bene, ma dopo mezz’ora si accorgono che le mie tube sono chiuse: bisogna intervenire chirurgicamente, perciò mi rimettono il tubo dell’anestetico…Resto ancora altre due ore sotto i ferri…e lo chiamano intervento mini invasivo..!

Intervento finito, sono tranquilla: tanto entro sera vado a casa…Succede cosi di solito nei casi di day-hospital…Stavolta, però non va cosi, in quanto l’anestetico aggiunto risulta essere stato troppo ed io non riesco a reggermi in piedi, anzi non riesco nemmeno tenere aperti gli occhi…per non parlare degli episodi ripetuti di vomito, ogni 5 minuti…per tutto il pomeriggio e poi tutta la notte…Quasi fino a pranzo del giorno dopo…Comunque, pian piano mi riprendo e decidono che devo andare a casa, con l’avviso che devo tornare per un controllo dopo un paio di giorni. Non ho ancora sentito l’esito dell’intervento: lo hanno comunicato solo al mio compagno…Il fatto di avere una persona al tuo fianco, penso sia la cosa che ti dà la forza per andare avanti, ma non solo moralmente, anche fisicamente e psicologicamente…è di un’importanza vitale avere un punto di riferimento in questi momenti, e non solo…Non avrò mai parole a sufficienza per ringraziarlo…non solo per l’appoggio in quei momenti, ma per tutto lo stress che ha dovuto sopportare insieme a me, tutti questi anni, perché ormai il tempo trascorso dalla prima visita, con dei controlli regolari,ogni mese…questo “intervento” è diventato “ anni”…

Arriva l’atteso momento del controllo ‘dopo intervento’…Mi sento abbastanza bene, la visita sembra che vada bene; mi rimanda per altri due controlli, in quanto devono ‘tirare via i fili’…e poi inizia spiegarmi  l’esito dell’intervento di laparoscopia che avevo appena subito…Sono dovuti intervenire sulle tube, in quanto erano chiuse; e questa era la bella notizia, poiché questa poteva essere una causa dell’impedimento nella mia fertilità…Segue la brutta notizia…mi avevano scoperto l’endometriosi… Fino a qui, niente di spaventoso per me, non essendo ‘specializzata’ nel campo.. Ma, purtroppo, aveva avuto il tempo di “lavorare” e perciò mi aveva causato più tumori…uno all’ovaio sinistro, uno alla tuba sinistra e altre due, all’interno del peritoneo…Come devo reagire?!…era la domanda che mi frullava in testa in quel momento?…Devo sembrare forte oppure devo lasciare trasparire la mia paura, la mia disperazione?!…Sono riuscita a trattenere le lacrime…Ma la mente vagava già a mille…km al minuto…Il dottore parlava ma io non lo sentivo più, pensavo solo ai miei genitori, alla loro paura, a quello che dovevo dire, perché non lo avevo ancora fatto…Il pensiero che avevano già subito la perdita di una figlia per colpa di questo brutto male, mi aveva spinto, ogni volta, a mentire a mia mamma, a nascondere intenzionalmente i miei problemi di salute, non sapevo se il suo cuore avrebbe potuto sopportare la notizia…e da quel momento ho iniziato sentirmi sola, molto sola…

Il dottore ci aveva consigliato di provare ad avere un figlio, visto l’intervento chirurgico subito sulle tube…Ma il ‘disagio’ e il dolore che sentivo ogni volta, ci ha quasi impedito di  poterci provare…Ci aveva accordati 6 mesi di prova, ma in questo tempo, i miei ‘disagi’ non erano finiti e vari esami avevano riscontrato altri virus, che tuttora sto provando a curare…Il mio corpo è diventato molto sensibile agli antibiotici; per questo motivo, riesco curare la gardnerella oppure i mycoplasmi, ma poi i tamponi cervico-vaginali che faccio mi riscontrano dell’altro, tipo la candida albicans, oppure la chlamydia…e così via…

Il pensiero più pauroso adesso è che il nostro periodo di prova è finito, la mia gravidanza non è mai arrivata, i miei dolori sono sempre più frequenti…E devo fare una grande scelta: la prova, sicuramente estenuante, di realizzare anche un mio grande sogno, cioè quello di diventare mamma, con il metodo di procreazione assistita (FIVET), scegliere una terapia medica, che però non è curativa e alla sua sospensione, la malattia, di regola, riprende il suo decorso, avendo anche degli effetti collaterali, perciò impediscono un impiego prolungato, oppure fare l’interevento di isterectomia totale, cioè la rimozione dell’utero…Cosa devo decidere?!”…

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7 risposte a “cancro: operazione donna – una testimonianza”

  1. carmela ha detto:

    senza parole.

  2. daniela ha detto:

    Te inteleg perfect sono da piu di un anno con interrogazione. Cancro? Mi devono pulire endometrio…familiarità di cancro …ma io veramente sono sola …e aiutare miei figli …bruto che mi meravglio come posso ancora fare il buffone per altri …una grande sofferenza …paura….che sara troppo tardi …sempre sola …siamo tanti sorelle in sofferenza …speranza mi ha rimasta …che esiste. Il SIGNORE.!!!!e che mi aiuterà …vorrei sapere che stai bene ….!!!!

  3. Situazione simile….a giugno dell’anno scorso mi recò al consultorio per forti dolori all”addome. La dottoressa di turno mi visita fuori appuntamento rinunciando alla sua pausa pranzo…la ringrazierò’ per sempre di questo. Esegue la visita e pap test dopo qualche giorno vengo contattata telefonicamente per andare a ritirare i risultati. Un Po’ preoccupata , neanche più’ del dovuto chiamo mia sorella che decide di accompagnarmi. Apro la busta e leggo…cin III . Inizio a preoccuparmi…so’ che non è’ nulla di buono. Fisso la data per la colposco pia ; non dormo più’ la notte…arriva il giorno e la dottoressa malgrado la gravità della situazione mi rassicura dicendomi che non è invasivo e che siamo riuscite a prenderlo giusto in tempo. Fissiamo il giorno dell”intervento, conizzazione. Ho vissuto quei giorni attaccata al pc cercando di documentarmi più’ possibile…fatta la ionizzazione mi sento più’ sollevata e forte(io che ho sempre avuto paura della sola vista degli aghi). E’ solo l’inizio però…dopo circa una settimana arriva il responso…carcinoma squamocellulare infiltrante. Me lo comunicano insieme mia madre e mia sorella ( che lavora in quel reparto.) . Non so’ come reagire e visto che fino a quel momento ho sempre sorriso continuo con quella maschera .Mi dicono che il primario mi aspetta per parlare del da farsi…mi faccio una doccia , devo raccogliere le idee…Arrivate a destinazione tutto mi sembra surreale, il prof mi dice che bisogna far analizzare di nuovo i vetrina per fare una stadiazione più’ accurata. Passano altri giorni e con loro altre notti insonni e poi il responso T1b1 per cui il protocollo dice che l’intervento da fare è l’isterctomiA. Piombo nella disperazione più totale cerco di essere forte agli occhi dei miei affetti ma nel buio della mia stanza mi dispero . Non ho mai pensato ad un figlio ma sapere che questa possibilità’ mi sarebbe stata negata per sempre mi ha devastato. Il mio compagno inizia a vacillare è spaventato e mi confessa di non sapere se riuscirà’ a superare questa situazione. Intervento programmato. Vado in sala operatoria in lacrime e li l’imprevedibile…il prof mi dice che potremmo fare un ultimo tentativo per preservare la mia

  4. ….la ionizzazione con linfoadenectomia pelvica bilaterale ; in base all”esito della biopsia si sarebbe deciso come intervenire. Accontento dopo aver consultato i miei cari. Torno in camera sorridente non vedo l’ora di tornare a casa . Per fortuna alla visita di controllo ricevo la notizia che tutti i linfonodi sono negativi . Dopo un mese dicembre 2013 il prof mi dice che la ferita chirurgica sta bene e che se voglio un figlio devo iniziare subito perché alla prima nuova alterazione dovrò fare l’isterectomia. Primo pap test a febbraio…tutto perfetto e Con mio grande stupore resto incinta a marzo..siamo felicissimi…a maggio secondo pap test…risultato…hsil…catapultata nella disperazione più totale…cerco di essere forte perché’ oggi io ed il mio piccolo guerriero siamo arrivati ,grazie ai medici che ci seguono costantemente( ho fatto cerchiaggio preventivo terapia farmacologica riposo assoluto visite ravvicinate) , a 30 settimane. Purtroppo passo più’ della metà’ del tempo a sperare che il mio Amorino resti nel mio pancione piu’ a lungo possibile e l’altra meta’ a pensare a come sarà la mia vita dopo l’intervento. Spero che io e mio marito riusciremo a trova re la forza per superare tutto questo . Ora ho un grande motivo per vincere questa guerra….mio figlio. Auguro a chi come me ha vissuto esperienze simili di riuscire sempre a trovare la forza per poter continuare a combattere con la stessa voglia e la stessa speranza del primo giorno. Un saluto stella

  5. Vorrei tanto sapere cosa ha scelto la tua amica e come procede la sua vita . Un abbraccio affettuoso grazie per questa testimonianza stella

  6. Di fronte a un tumore vi preoccupate della fertilità. ..non ho parole…
    siete state fortunate…io allora cosa diavolo dovrei dire, forse mettermi un cappio attorno al collo e appendermi da qualche parte…si,perché io nonostante un pap test normale mi sono ritrovata con un adenocarcinoma (capito che culo? Non solo qualche figlio di t@@@a mi ha trasmesso l’hpv 16 ho pure preso l’adenocarcinoma che é difficile da diagnosticare con il pap test e infatti la lesione si è rivelata sull’utero enon sulla cervice dove si puo fareuna conizzazione) di 8 cm,seguita da chemio,radioterapia,intvento,brachiterapia e tutto asoli 30 anni…io dei figli nemmeno ci penso, penso alla mia pelle e a quel cane che mi ha portato via la serenita e la vita..non sapromai come ho preso quel virus o chi me lo ha trasmesso,manco fossi chissà quale put@@@@. Forse le altre persone avranno bei ricordi dei loro ex,io mi maledico ogni giorno.

    • Franci ha detto:

      Ciao Sara vorrei sapere come stai anche S me hanno trovato un carcinoma al collo dell’utero e vorrei parlarne con te un bacio

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