magistrato e console: fascisti (e stanno ancora al loro posto)

MOSTAR E IL SALUTO CETNICO DEL MAGISTRATO

Su Facebook la foto pro-serba del giudice italiano in missione in Bosnia

Il magistrato fa il saluto. Cetnico. Peccato che il pm presti servizio a Mostar, la città di genocidi e pulizie etniche. E che abbia messo l’immagine nella sua bacheca Facebook accessibile su internet. Appena comparsa la fotografia aveva suscitato polemiche. Si vedono due signori aitanti in costume da bagno che mostrano le tre dita. Il saluto cetnico, però, non è un gesto da compagnoni, ma ha un (pesante) significato: è uno dei simboli degli ultranazionalisti serbiIl gesto minaccioso mostrato da ‘Ivan il Terribile’, il tifoso serbo che scatenò i disordini durante la partita tra Italia e Serbia (annullata a Genova nel 2010). Pollice, indice e medio, come gli amici della Tigre Arkan, protagonista di alcune delle più terribili pagine della guerra Jugoslava.

COSÌ QUALCUNO ha scavato per capire chi è il signore fotografato. E la sorpresa è stata grande:Alberto Landolfi per anni è stato pm dell’Antimafia a Savona, poi a Genova. Prima di andare in missione in Bosnia Erzegovina, a Mostar, presso la European Police Mission nella sua veste di Criminal Justice Expert. Ma com’è possibile che un magistrato impegnato in una città dove l’odio etnico cova ancora sotto le macerie esponga un’immagine in cui compie il saluto dei cetnici? Giorni dopo aver pubblicato la sua foto su internet, il magistrato ha aggiunto un commento: “Un po’ serbi … ma scherzavamo”. Una spiegazione che a Mostar potrebbe risultare ancora più scomoda della fotografia. Ma nella galleria di Landolfi ecco anche immagini del magistrato a torso nudo che mostra muscoli e tatuaggi e imbraccia un fucile da guerra. Poi informazioni sulle grandi passioni di Landolfi, come le Porsche.

Non è la prima volta che Landolfi è oggetto di polemiche per le sue immagini in libera circolazione. Due anni fa il pm dell’Antimafia si era fatto ritrarre in un manifesto pubblicitario della Ruinart, casa produttrice di champagne, e della discoteca “La Suerte” di Laigueglia. Foto (finite su Repubblica) che ritraevano un contesto non esattamente istituzionale: nelle serate tutte divertimento e bollicine accanto a Landolfi con maglietta attillata appaiono rappresentanti locali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Capitaneria di Porto. Poi politici, come Silvano Montaldo, all’epoca vicesindaco di Laigueglia. Uno degli uomini di fiducia di Claudio Scajola che lo volle in Finmeccanica così come nella Carige (la Cassa di Risparmio di Genova e Imperia dove siedono diversi membri della famiglia dell’ex ministro).

Insieme con tanti esponenti istituzionali le foto mostravano statuarie e biondissime bellezze dell’Est, le ragazze immagine del privé della discoteca. Landolfi si difese a suon di querele, sostenendo anche di non aver autorizzato l’uso della sua immagine per motivi pubblicitari. Insomma, sarebbe tutto avvenuto a sua insaputa. Le foto di Landolfi emergono proprio nei giorni in cui altre immagini scomode suscitano un terremoto. È una storia diversa, certo, parliamo del filmato di Mario Vattani mentre canta canzoni fascio-rock a Casa Pound. Il ministro degli EsteriGiulio Terzi ieri aveva annunciato l’apertura di un’indagine interna e ieri sera il console è tornato in Italia da Osaka, Giappone. Le sanzioni contro di lui, a parte quelle pecunarie, potrebbero arrivare a un sospensione di diversi mesi dall’incarico.

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