alla regione lazio truffano e manco si lavano (gli hanno tolto la doccia, poverini…)

UFFICIO CON DOCCIA POLVERINI FA LA FURBA

Sospeso il bando alla Regione Lazio

di Chiara Paolin

Le buste stanno tutte chiuse al buio, in un cassetto. E contengono una specie di tesoro: l’appalto da 10 milioni di euro per costruire due nuovi edifici destinati al Consiglio regionale del Lazio, due palazzi di tre piani (più interrato) piazzati di fianco alla sede storica della Pisana.

Il bando, pubblicato lo scorso marzo, ha riscosso il giusto entusiasmo: una dozzina di imprese si sono fatte avanti inviando la propria proposta entro luglio, come prescritto. Ognuna di loro ha dovuto versare 170mila euro di fidejussione, mica noccioline, per poter partecipare alla gara. Ma il 6 settembre è arrivata la brutta notizia: bando sospeso, tutto rimandato a data da destinarsi. Come mai?

Il caso Fiorito c’entra, eccome. Anzi, è stata proprio la faida interna al Pdl, travestita da un’inedita lotta contro gli sprechi, a generare i guai che hanno travolto il prestante presidente della Commissione Bilancio. La governatrice Renata Polverini ha iniziato la sua campagna di prima estate sparando ad alzo zero sulle spese di Mario Abbruzzese, Pdl (ex azzurro) e presidente del Consiglio regionale. Era stato proprio lui a spingere in ogni modo l’edificazione bis della Pisana, immaginando più spazio e bellezza per i consiglieri presenti e futuri.

INIZIALMENTE la Polverini non s’era opposta allo slancio creativo, nonostante ci fosse chi urlava la propria insoddisfazione: “Far parte di una maggioranza non vuol dire ingoiare qualsiasi cosa – diceva a luglio Francesco Storace, La Destra –. C’è in ballo una cifra spropositata, tanto più che dovremo tagliare il numero dei seggi del Consiglio e quello delle Commissioni consiliari. A che serve l’ampliamento?”.

Nessuna risposta ufficiale della Polverini. Silenzio, attesa. Ma poi, mentre sulla stampa fiorivano le notizie sui conti dei gruppi consiliari infarciti di ostriche e resort stellari, quell’idea edificatoria è sembrata davvero poco opportuna alla governatrice, che ha virato nettamente sul negativo invitando pubblicamente Abbruzzese a “sospendere o annullare il bando”. Detto, sospeso.

“Diciamo che i nuovi palazzi servivano a evitare una situazione promiscua – spiega Mauro Gentili, il geometra cui la Regione ha affidato il progetto –. Attualmente i gruppi consiliari devono condividere spazi comuni, invece con i 3mila metri di nuova cubatura si potranno dare stanze più riservate a ciascun consigliere, con spazio di segreteria annessa”. In effetti il bando specifica che i progetti di realizzazione dell’opera devono rispondere a un piano di massima già prestabilito: urgono “48 uffici con bagno personale e segreteria con numero 2 postazioni di lavoro”.

Ogni consigliere avrà perciò diritto a uno spazio tutto suo, alle scrivanie per i fidati collaboratori, e naturalmente a un bagno con tanto di doccia e bidet per ogni eventualità istituzionale.

Bello, perfino elegante come principio. Ma quanto costerà questa igienica privacy degli eletti ai contribuenti laziali? Per ora lo studio preliminare approntato dai tecnici regionali ha un costo preventivato di 250mila euro. In più ci sono gli scavi realizzati per verificare l’assenza di reperti archeologici sottoterra (tutto ok, nulla osta dei Beni archeologiciottenuto a tempi di record), i lavori per l’abbattimento della tensostruttura nota come PalaCiocchetti che ospita alcuni gruppi consiliari (pare in realtà la si voglia trasformare in un asilo nido) e infine l’abbattimento di alcuni alberi (4 pini, 9 ippocastani e 9 cipressi: benché filari vinco-lati, le necessarie autorizzazioni sono presto giunte).

Riassumendo: spesi quei 300mila euro per le opere preventive, accantonati i 170mila euro per ogni impresa partecipante al bando, tutti erano in attesa di aprire le famose buste il 13 settembre, giorno di scadenza ufficiale della gara. Invece, il 6 settembre, giunge lo scarno comunicato: “Alla luce delle nuove disposizioni economiche e finanziarie stabilite con Legge dello Stato (Spending Review), su disposizione del Presidente del Consiglio Regionale si comunicache le procedure di gara sono sospese al fine di verificare le disponibilità finanziarie necessarie”.

Tradotto: per colpa di Monti, niente doccia riservata per i consiglieri laziali. Oppure, politicamente parlando, ecco la prosa laziale della Polverini dedicata ad Abbruzzese: “Dubito che l’opinione pubblica comprenderebbe, nella difficile congiuntura economica che colpisce anche questa Regione , le ragioni dell’effettiva utilità della spesa per i nuovi edifici del Consiglio”.

Insomma, per ora, tutto fermo. Addio capitolato di ultima generazione molto attento a dettagli come il free cooling e il comfort termo-igrometrico. Addio 1.100 giorni entro cui inaugurare trionfalmente altre due colonne del potere regionale: “Non so come andrà a finire – ammette il geometra della Regione –, tra i tagli ai trasferimenti e la storia di Fiorito, è saltato tutto. Comunque il bando è solo sospeso, non annullato: le buste restano chiuse ma si può anche decidere di aprirle. Non ci vuole niente”. Basta aspettare il momento giusto. Intanto per domani alle 16 è stata convocata una seduta straordinaria del Consiglio regionale. Unico punto all’ordine del giorno: “Comunicazioni urgenti della presidente Renata Polverini”.

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