balla coi talebani (e poi muori)

VIETATO BALLARE

Nel sud dell’Afghanistan 17 persone decapitate La vendetta dei Talebani: ascoltavano musica

di Barbara Schiavulli

Forse la musica era rimbalzata attraverso le rocce del deserto. Gli applausi, il cibo, le danze dovevano aver risvegliato il mostro che sonnecchiava in una tiepida serata afghana. Quel mostro fatto di mani strette contro le sciabole, mani inferocite che sono arrivate dal nulla e hanno afferrato la gente per la testa e tagliato gole senza fermarsi fino a quando 17 persone, tra le quali due donne, sono rimaste a terra senza vita e senza musica. “È stato un atto disumano e codardo”, ha tuonato il ministro degli Interni afghano.

È ACCADUTO in un’area remota del sud dell’Afghanistan nella provincia di Helmand. Una zona, quella di Roshanabad, dove perfino le autorità locali ammettono di non aver il controllo. Le mani armate di spada che governano e puniscono, in quella zona appartengono ai talebani. E per loro, danze, musica, donne e uomini sono banditi. Vige la legge del taglione e le punizioni di chi infrange i loro ordini sono letali. Ma quell’area nel cuore dell’Afghanistan dove si combatte ogni giorno, è talmente inaccessibile che della morte di quelle persone si è saputo solo 24 ore dopo e non tutti sono proprio sicuri della versione che viene data. Chi parla di una festa, chi di un attacco contro un gruppo di informatori del governo o chi, la più probabile, pensa ad una faida tra due comandanti talebani che da parte loro non hanno ancora rivendicato nulla. Ma nessuna delle ipotesi viene esclusa e soprattutto qualunque fossero le ragioni, ci sono sempre quelle persone morte nel nulla in Afghanistan sempre più nel caos, nonostante la vigilia del ritiro delle truppe internazionali sia sempre più vicino. “È accaduto nell’aria di Roshanabad che non è sotto il controllo del governo”, ha ammesso il mullah Sharafuddin, governatore del distretto di Kajaki, “sono il governatore eppure non conosco ancora il motivo di un attacco tanto sanguinario”. Daoud Ahmadi, portavoce del governatore provinciale, pende per la tesi che riguarda una disputa tra due capi talebani. “Ci sono due comandanti, il Mullah Wali Mohammad e il Mullah Sayed Gul, che controllano la zona vicino Kajaki, hanno litigato per due donne”, afferma Ahmadi. Una tesi da non sottovalutare, d’altra parte non è la prima volta che in Afghanistan si uccide per passione o gelosia. Il primo dell’anno nel 2010, sei civili furono decapitati nella provincia vicina di Uruxgan, per quello che all’inizio sembrava proprio un attacco dei talebani contro spie del governo, quando poi risultò che si trattava di due gruppi che avevano combattuto per un ragazzino. L’estate scorsa una donna è stata uccisa a sassate e tutti hanno puntato contro i talebani, ma in realtà era stato il marito della donna a giustiziarla. Sembra che a 11 anni dallo scoppio della guerra e dall’arrivo degli americani, poco sia cambiato nelle tradizioni e nelle reazioni degli afgani non di città. E nella provincia di Ghazni, invece, sempre nel-l’Afghanistan meridionale, una ragazza è stata uccisa dal fratello per salvare l’onore della famiglia. Da gennaio ad aprile sono state uccise 52 donne e ragazze, quasi sempre da familiari.

E INTANTO, la guerra continua, con dieci militari afgani uccisi ieri durante un attacco talebano, circa 200 militanti all’assalto di un posto di blocco nel distretto di Washir. “Due settimane fa i talebani avevano attaccato lo stesso posto di blocco, cinque soldati erano stati uccisi, ma non avevano perso il controllo del posto – ha spiegato Ahmadi – la scorsa notte è accaduto lo stesso, ma i talebani non hanno vinto”. Non lontano un altro attacco, racconta la crisi a 360 gradi che attraversa l’Afghanistan: due soldati americani sono stati uccisi da un collega afgano durante una pattuglia. Un diverbio perché gli americani volevano perquisire una macchina con una donna all’interno e gli afgani si sono rifiutati e hanno sparato contro gli alleati. Agli afgani non piace che le donne vengano perquisite dagli uomini e tanto meno da soldati stranieri. Solo quest’anno per diverse ragioni 12 soldati Nato sono stati uccisi da soldati afgani. Più fortunati invece gli italiani, la cui base avanzata di Tobruk, dove è di stanza il 19° reggimento Cavalleggeri “Guide” di Salerno, è stata attaccata, per la seconda volta in due giorni, da un razzo da 107 millimetri, che si è conficcato nel terreno senza esplodere. Il terriccio sollevato è schizzato e ha colpito tre soldati che hanno riportato alcune contusioni, uno più grave al torace, è stato portato all’ospedale americano di Farah per accertamenti.

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