berlusconi è colpevole

“LA COLPEVOLEZZA DI B. È GIÀ DIMOSTRATA”

Processo Mills, il pm De Pasquale inizia la requisitoria

di Antonella Masacali

Al processo Berlusconi-Mills, alcune eccezioni della difesa dell’ex premier, una delle quali ricorda al pm, Fabio De Pasquale, “i processi di mafia di vent’anni fa”, hanno come conseguenza che la requisitoria si interrompe a metà, prima della richiesta di condanna dell’onorevole, accusato di
corruzione in atti giudiziari. Ma la parola “colpevole” è già risuonata in aula. De Pasquale riesce a parlare alle 16.11 invece che alle 10 del mattino. Si ferma alle 18, quando per motivi di cancelleria, l’udienza, si conclude. Prossimo appuntamento mercoledì. Ma al di là di quanti anni di carcere chiederà (per David Mills aveva chiesto 4 anni e 8 mesi), il pm ha già pronunciato una frase cruciale: “Per l’accusa è certo, oltre ogni ragionevole dubbio, che i 600 mila dollari [la somma oggetto del procedimento, ndr]sono un regalo di Silvio Berlusconi a David Mills per avergli evitato un mare di guai”. E ancora: “Riteniamo che le prove portate in questo processo siano sufficienti, anche senza la precedente sentenza nel processo Mills, per giudicare colpevole Berlusconi”. Ma poi aggiunge: “Ogni tribunale assumerebbe la stessa decisione presa allora dalla decima sezione penale [condannò Mills a 4 anni e 6 mesi come poi i giudici d’appello, ndr]”. E cita anche la sentenza della Cassazione: ha “valore di prova”. Perché è vero che nel febbraio 2010 ha dichiarato prescritto il reato a carico di Mills ma ha anche stabilito che “risulta verificata la sussitenza del reato di corruzione in atti giudiziari”. Tanto che , sottolinea il pm, “ha condannato Mills a risarcire con 250 mila euro la parte civile”, ovvero la presidenza del Consiglio. Se c’è un corrotto, c’è anche un corruttore, e anche se De Pasquale non usa queste parole, definisce l’ex premier ancora una volta colpevole. Lo fa sempre citando la Cassazione: “Avvalora fatti riconosciuti dal tribunale e dalla corte d’appello di Milano, fatti legati alla colpevolezza di Silvio Berlusconi”. La Suprema corte ricorda che quando Mills testimoniò ai processi del ’97-’98, Fininvest-Gdf e All Iberian, “attribuì la proprietà delle off shore a Fininvest e la allontanò da Berlusconi…”, sicché i giudici non trovarono elementi certi di colpevolezza nei confronti di Berlusconi. Eppure Mills “da esecutore delle off shore sapeva che le aveva create per volontà di Berlusconi”. E a proposito dei soldi incassati da Mills, la Cassazione “conferma che la versione vera, ripetuta 11 volte da Mills, è quella dei 600 mila dollari ricevuti come regalo da Berlusconi, mentre ritiene risibile la ritrattazione”. E a questo punto, De Pasquale cita uno dei pilastri dell’accusa, che ha già portato alla condanna di Mills: la lettera al fiscalista, Bob Drennan. É la missiva, ormai famosa, in cui Mills, che ha ricevuto una richiesta di spiegazioni dal fisco a proposito dei 600 mila dollari non denunciati, chiede consiglio al suo consulente, perchè quei soldi, scrive, sono stati “un regalo di Berlusconi per avergli evitato un mare di guai” con i “tricky corners”, curve pericolose, durante le testimonianze ai suoi processi. Quella lettera, ricorda De Pasquale, è stata definita dalla Corte d’apello “una confessione extragiudiziaria”. Anche se Mills, analizza il pm, cerca di dire il meno possibile su Berlusconi. Come nell’interrogatorio del luglio 2004, alla procura di Milano, quando conferma il contenuto della lettera “ma non ci spiega il percorso dei soldi. Ha fatto scomparire il cadavere”. Fine prima parte della requisitoria. La conclusione è fissata per il 15 febbraio quando dovrebbero almeno cominciare le arringhe difensive. Ma già ieri gli avvocati, Niccolò Ghedini e Piero Longo hanno messo le mani avanti: potrebbero rimettere il mandato. Per il 25 febbraio è già stata fissata un’altra udienza. Quando ci sarà già stata la decisione della Corte d’appello sull’istanza di ricusazione avanzata dalla difesa contro i giudici. Se il 25 ci sarà sentenza, per Berlusconi potrebbe essere dichiarata la prescrizione. Secondo voci, non ufficiali, il tribunale ritiene che il reato si prescrive tra il 16 e il 19 febbraio.

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