come intascare cinque milioni e rotti di tangenti e far finta di niente

Prese 5 milioni e li ripulì con lo scudo fiscale
Borgogni si autosospende da Finmeccanica

Nei verbali le ammissioni: i pm di Roma ricostruiscono il giro di tangenti, soldi e favori per i politici. Nelle carte dell’inchiesta anche Matteoli, Brancher, Tremonti e il nome di Tremonti

 

di Marco Lillo

 

Il responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni, ha deciso di autosospendersi. Ha preferito lasciare l’incarico, dopo aver letto il verbale che il Fatto Quotidiano ha pubblicato oggi. Evitando l’intervento del ministro del Tesoro ad interim Mario Monti, in qualità di primo azionista del gruppo Finmeccanica. Rimane invece al suo posto Pierfrancesco Guarguaglini, capo di Borgogni. Il responsabile delle relazioni istituzionali della terza società europea nella difesa non può essere un signore come Borgogni. Non perché i pm vogliono arrestarlo, ma per quello che lui stesso ha ammesso. L’11 gennaio scorso Borgogni si è fatto sentire spontaneamente nell’ufficio del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo. Alla presenza dei pm Paolo Ielo, Rodolfo Sabelli e Giovanni Bombardieri, ha ammesso di avere incassato milioni di euro da società che lavorano con Finmeccanica fino ad accumulare ben 5, 6 milioni di euro su un conto londinese, dopo averli ripuliti con lo scudo fiscale appena in tempo per potere dichiarare con tono offeso ai giornalisti: “Non ho conti all’estero”.

Nel verbale inizialmente secretato, Borgogni racconta di avere incassato 2 milioni da Italbrokers, gruppo assicurativo controllato da Franco Lazzarini, vicino al mondo dalemiano; altri 2 milioni dall’ex presidente del Siena calcio, Giovanni Lombardi Stronati, che la Procura di Roma vuole arrestare (si aspetta la Cassazione) per un’altra vicenda di bancarotta. E poi affari milionari con Daniele Santucci e con il presidente dell’Enav, Luigi Martini e altri ancora con Sergio Felici, che in passato spuntava negli affari familiari dell’ex moglie di Fini, Daniela Di Sotto. Il verbale di Borgogni inizia così: “Il potere in Finmeccanica è concentrato nelle mani del presidente che lo ha redistribuito tra i suoi collaboratori. Vi sono quattro figure fondamentali (…) io mi occupo delle relazioni esterne curando l’attività di quattro direzioni: ufficio di Washington, eventi di gruppo, direzione affari istituzionali, direzione rapporti affari internazionali istituzionali”.

Poi Borgogni comincia a parlare dei suoi soldi: “Quando arrivai in Finmeccanica, fui contattato da un broker assicurativo (ltalbroker) che, in cambio del mantenimento della copertura assicurativa che aveva in Finmeccanica, mi riconobbe un compenso, dapprima versatomi attraverso il conferimento di una partecipazione nella società, e quindi in denaro: la somma liquida versatami ammonta a euro 2 milioni”. “Negli anni 2005-2006 Finmeccanica Group Service (società che si occupa delle operazioni immobiliari per tutto il gruppo guidato da Guarguaglini, ndr) mette in vendita due siti industriali in Milano. Io presentai la società Credsec (Credit Securitization Lcc, già indagata da Henry John Woodcock nel 2003 in una vicenda di corruzione, finita con un’assoluzione a Roma) di Lombardi Stronati, la quale mi riconobbe un compenso di due milioni di euro”. “Renco… attraverso una selezione ottenne una commessa per alcuni lavori da realizzare in Libia. Il valore dell’appalto era di 13-14 milioni di euro… Voglio precisare che io non ho ricevuto mai nulla da Renco. L’unico mio rapporto personale è consistito in un piccolo investimento nella società Renco Health Care da parte delle mie due figlie, per due quote di euro 5 mila ciascuna, risalente al maggio 2007, epoca di presentazione della Renco al mondo Finmeccanica”.

“Su richiesta di Martini (presidente Enav, ex parlamentare An ed ex calciatore, ndr), feci assumere la figlia di Ilario Flore-sta (consigliere di amministrazione Enav, ex parlamentare di Forza Italia) che ne aveva fatto richiesta al Martini, in una delle società del gruppo Finmeccanica (luglio 2010)… con il presidente dell’Enav Martini, nel 2003 costituii la società Sgi Consulting con la signora Casadio (moglie di Martini) e Sergio Felici con tre quote uguali. La società è rimasta sempre inattiva ed è stata liquidata nel 2005. Nell’ottobre 2003 costituii con la moglie di Martini un’altra società, la C & L rimasta anch’essa sempre inattiva; inoltre, intorno all’anno 2006 Bocciarelli, direttore generale di Simav, si proponeva di promuovere un rilancio della società… fu così che mi interessai, insieme con Martini, della cessione della quota dell’ 80 per cento della società a Daniele Santucci (socio del figlio di Claudio Scajola, Piercarlo, in altre attività energetiche, ndr) dell’Aipa (società concessionaria della pubblicità in diversi comuni); quando dopo qualche anno, Santucci cedette la partecipazione alla Siram Italia (società di servizi energetici, ndr) maturò una plusvalenza di diverse decine di milioni di euro; ritenne quindi di riconoscere un premio a me e a Martini. Io ricevetti due versamenti, di 600 mila e 650 mila euro. L’intera somma è stata da me recentemente fatta oggetto di scudo fiscale”.

Per comprendere meglio i rapporti tra la Simav di Santucci e Finmeccanica Group Services, Fgs, e la generosità verso Borgogni, è utile leggere il sito del gruppo: “Nel 2006, Fgs ha siglato un Msa (accordo quadro) con il partner di Simav, con l’obiettivo di definire il perimetro di riferimento del Global Service… Nel 2008, a seguito dell’acquisizione di Simav da parte del Gruppo Veolia, Fgs ha esteso il perimetro oggetto del Msa attraverso un addendum che disciplina i nuovi servizi offerti”.

“A questo punto intendo inoltre riferire di tutte le somme finanziarie fatte oggetto di tale scudo: l’importo complessivo ammonta a 5 milioni e 600 mila euro (somma scudata formalmente da mia moglie e depositata originariamente su un conto di Londra). Quell’importo deriva oltre che da quanto ho già riferito da ulteriori operazioni… nell’anno 2000 aprii un conto bancario in Svizzera… lavoravo in Fincantieri e promossi in Venezia il consorzio Ancv ricevendone un compenso complessivo di 1 milione e 500 mila euro a fronte di una commessa di sei navi da crociera. La somma complessiva versata sul conto svizzero è superiore a quello oggetto di scudo fiscale a causa di alcune minusvalenze per investimenti non andati a buon fine… la Auxilium era di Luca Mastroianni ma la persona che si rivolgeva spesso a me era però l’onorevole Vincenzo Angeloni (ex An e Fi, ndr), un medico che io conoscevo bene e che aveva un rapporto diretto con l’ing. Marina Grossi (moglie di Guarguaglini e amministratore di Selex, ndr), di cui era anche il dentista di fiducia… “Non c’era quindi alcun bisogno che io intercedessi per Auxilium presso la Grossi… io ho ricevuto da Auxilium la somma di 150 mila euro, quale compenso per una consulenza prestata nel 2009, che riguardava un accordo quadro sui posti di lavoro con Elsag (società del gruppo, ndr) tale somma fu da me dichiarata nello scudo fiscale… Faccio presente che quando ho rilasciato a Fin-meccanica la dichiarazione secondo cui non avevo conti all’estero, effettivamente non avevo più i conti di cui ho parlato”.

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