de magistris è no tav

“Fermiamoci e chiediamo all’Europa se questo treno serve davvero”

DE MAGISTRIS: “STO CON IL POPOLO DELLA VAL DI SUSA. E’ INUTILE SVENTRARE UNA MONTAGNA PER QUESTO”

di Fabrizio d’Esposito

Alle cinque e mezzo di ieri pomeriggio, le agenzie di stampa hanno battuto un appello per la trattativa e il dialogo “possibile e necessario” in Val di Susa. Contro la linea dura del governo annunciata dal ministro dell’Interno Cancellieri: “Il Tav è diventato un simbolo dell’antagonismo”. L’appello è firmato da don Luigi Ciotti, Livio Pepino, Nichi Vendola, Marco Revelli, Ugo Mattei, Giorgio Airaudo, Paolo Beni, il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. Ci sono anche due sindaci: Luigi De Magistris, Napoli e Michele Emiliano, Bari. Scrivono: “Dopo mesi in cui la politica ha omesso il confronto e il dialogo necessari con la popolazione della valle, la situazione di tensione in Val di Susa ha raggiunto il livello di guardia, con una contrapposizione che sta provocando danni incalcolabili nel fisico delle persone, nella coesione sociale, nella fiducia verso le istituzioni”. Un’ora dopo, Antonio Di Pietro, già sostenitore da ministro del Tav, ha proposto una moratoria.
Sindaco De Magistris, il Tav è davvero l’ultima frontiera dell’antagonismo?
Facciamo un passo indietro.
Cioè?
Io conosco bene la situazione, da tutti i punti di vista: giuridico, del territorio, dei finanziamenti europei. Quando sono stato deputato a Strasburgo ho letto e studiato tutte le carte.
Quindi?
Sto con il popolo della Val di Susa. Il mio è un sostegno convinto da ex magistrato, da uomo delle istituzioni, da pacifista.
E se si andasse verso la linea dura?
Non intendo fare alcuna polemica con Monti e il suo esecutivo. Per questo ho firmato l’appello. Solamente con l’ordine pubblico si governa. E non si può scaricare tutto su polizia e carabinieri. C’è bisogno di una soluzione politica.
Quale?
Lo deciderà il tavolo che chiediamo di fare. Il Tav è un’opera faraonica, dall’impatto ambientale devastante e dai costi enormi.
Anche a sinistra, nel Pd, dicono: “A questo punto non si torna indietro”.
Per me invece si può tornare indietro. Prima di schierarmi, ripeto, ho letto le carte e sono stato lì a dibattiti e manifestazioni. Quest’opera non produce vantaggi e sventra una montagna. Un progetto costoso che partorirà solo un topolino, violentando la natura con danni irreparabili.
Anche Di Pietro ci ha ripensato. Un giorno disse: “Meglio il Tav del Ponte di Messina”. Adesso chiede la moratoria.
Io sono sempre stato coerente e chiaro, anche a costo di essere minoritario.
E la moratoria?
Bisogna trovare una soluzione con il dialogo, dicendo no alla violenza.
Sarebbe favorevole a uno spostamento?
Non spetta al sindaco di Napoli deciderlo. Un tavolo per la trattativa potrebbe portare anche a un azzeramento. Il punto è che qui ci dimentichiamo di una questione fondamentale.
Quale?
Non si possono fare le grandi opere pubbliche contro le popolazioni locali. Vale per la Val di Susa come per la discarica di Chiaiano. Questa è la mia impostazione politica.
La politica però sembra essere risucchiata dalla logica dello scontro, a causa dell’antagonismo.
In Val di Susa sono sempre rimasto colpito dalle ragioni che ho ascoltato dai sindaci, da professori e ricercatori esperti del caso. L’impatto sull’ambiente e sulla trasparenza è incalcolabile. Non è affatto vero che la portata dell’opera sia stata ridotta.
Monti dice il contrario.
Non intendo fare polemiche, glielo ripeto.
Risposta istituzionale, più che politica.
Si sbaglia, la mia risposta è politica nel senso più alto, con la maiuscola iniziale, glielo dico qui davanti ad altre quattro persone.
In che senso?
Che il nostro appello chiede un tavolo per il dialogo e trovare una soluzione politica, appunto. Bisogna evitare altre tensioni, che il prezzo di tutto questo venga pagato solo dalle forze dell’ordine.
Crede che si farà questa trattativa?
L’emergenza lo impone, è necessario rivedere tutto il progetto e tutelare il popolo della Val di Susa.
Anche a Napoli ci sono proteste di solidarietà con i No Tav.
Questo è un momento caldo, ma non sono preoccupato per la mia città. Le tensioni sociali riguardano altro, soprattutto il lavoro.
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2 risposte a “de magistris è no tav”

  1. Sebastiano Fulci ha detto:

    La tav in Val di Susa nasce perché il corridoio 5 trans europeo è stato modificato in Francia e verticalizzato verso Lione .i francesi hanno ottenuto una centralizzazione del corridoio avvicinandolo a Parigi e un potenziamento della portualità di Marsiglia poiché viene esclusa Genova e invece di passare dalle più basse e strette Alpi liguri il tracciato una volta arrivato a Lione non può far altro che dirigersi verso Torino . Attraversa il massiccio nel punto più alto e spesso creando un impatto improponibile . L’Italia è mal rappresentata nei tavoli internazionali non cura il proprio territorio ed il governo centrale vuole imporre scelte insensate sui governi locali. Perché non va a ritrattare l’intero tracciato del corridoio 5? Senza la pianura padana il corridoio non si fa . Austria è svizzera sono talmente montuose ed il costo diverrebbe non sostenibile. l’Italia deve giocare con forza il fattore padano e costringere la Francia a ritornare sulla costa meridionale . Solo così noi recuperiamo Genova sulle direttrice est ovest e il traforo sulle più dolci Alpi costiere sarebbe di gran lunga meno impattante .

    • grazie sebastiano per l’argomentazione puntuale e precisa;

      chiedo comunque: ma, impattante o meno che si realizzi, serve o non serve questo tav? sembra proprio di no…

      un saluto ed a presto

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