grillo e le parlamentarie: il mucchio selvaggio…

Facce improponibili e poche idee

di Enrico Fierro

Parlamentarie” Cinque stelle, che delusione! Dovevano essere l’arma fine di mondo del MoVimento, l’affermazione della democrazia vera (altro che file di umani ai gazebo), quella di Internet, e invece si stanno rivelando un boomerang. Troppa confusione, enormi lentezze e grandissima burocratizzazione delle procedure. E poi i video promozionali dei potenziali candidati. C’è materiale in abbondanza per i coloristi politici e soprattutto per quanti (tanti davvero) vogliono demolire Grillo. Facce improponibili, discorsi che fanno concorrenza al bar dello sport, un vuoto di proposte abissale, il bla bla bla sulla casta e i costi della politica troppo in fretta mandato giù e malamente digerito. Certo non è solo questo, sul web si vedono anche figure interessanti di uomini e donne che hanno un retroterra di battaglie civili sul territorio, ma è l’insieme che manda un messaggio deprimente. Grillo ha commesso, volontariamente o no, non tocca a noi stabilirlo, un errore che alla lunga verrà fuori. Voleva essere l’antipartito per eccellenza, l’uomo che demolisce una volta e per tutte le vecchie liturgie delle burocrazie del potere, l’inventore di un movimento che finalmente dimostra che un’altra politica è possibile. Non è andata così, perché Grillo con le sue modalità di selezione degli almeno cento parlamentari che eleggerà ha esaltato al massimo proprio quelle stantie liturgie. Per le parlamentarie votano solo gli iscritti (ma tanti lamentano arbitrarie cancellazioni dagli elenchi) e i candidati sono scelti tra coloro i quali sono già presenti in precedenti elezioni col M5s. I “trombati”, per dirla col suo linguaggio. Poteva andare diversamente, Grillo poteva aprire le sue liste al meglio della società civile, a quelle individualità che sul territorio fanno battaglie, culturali e di legalità importanti pur non partecipando ai banchetti del MoVimento. Certo, c’erano rischi di infiltrazione, di assalto al band wagon del vincitore, ma valeva la pena tentare e dimostrarsi un leader vero. Seguire il modello Sicilia, dove i Cinque stelle hanno stravinto. “Sono stato eletto alle primarie in pubblica assemblea e per alzata di mano”, ci ha raccontato Giancarlo Cancelleri oggi deputato regionale. Lui e i suoi erano persone conosciute sul territorio, competenti, capaci, molti venivano dall’esperienza delle Agende Rosse. Insomma non erano dei Piluso qualunque.

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