ici: il vaticano s’è degnato (ma occhio ai bluff)

HABEMUS ICI

Stop all’esenzione per attività commerciali anche parziali della Chiesa. Salta il fondo per il taglio alle tasse

di Marco Palombi

Mario Monti, se così si può dire, ha fatto il miracolo: dal 1 gennaio 2013 gli enti religiosi dovranno pagare l’Imu sugli immobili in cui esercitano attività commerciali, hanno dunque un anno di tempo per abituarsi all’idea. Tempo fa il premier aveva annunciato la novità – che dovrebbe bloccare una procedura di infrazione europea – al commissario alla Concorrenza Almunia (che gli aveva dato tempo fino ad aprile), ieri l’ha illustrata al presidente della Repubblica in un incontro al Quirinale e poi l’ha presentata ufficialmente sotto forma di emendamento al dl Liberalizzazioni in discussione al Senato. L’esecutivo vuole, insomma, agganciare il provvedimento ad un treno parlamentare già avviato e ritiene che quel decreto sia la sede giusta visto che si tratta di ricreare una situazione di pari trattamento tra imprese private, chiunque ne sia il proprietario. Ovviamente c’è già chi mugugna, cioè il PdL: “Il governo dica se asili nido e scuole parificate devono pagare la nuova Imu o no”, invocano Maurizio Lupi e Mara Carfagna; “non entro nel merito – dice invece il vicecapogruppo alla Camera Massimo Corsaro – ma Napolitano non aveva stigmatizzato l’introduzione nei decreti di temi inizialmente non previsti? Monti ha forse una bolla di dispensa?”. Rincarano i salesiani: “Ingiusta l’Imu alle scuole paritarie”. La presidenza del Senato, comunque, ha già dichiarato l’emendamento “ammissibile”, quindi spazio per tornare indietro non c’è: dopo l’esenzione completa concessa dal Cavaliere e quella a metà del governo Prodi, i tecnici stabiliscono che gli enti religiosi dovranno pagare l’Imu anche per gli immobili in cui l’attività commerciale è solo parziale (se in un albergo c’è una chiesa, sarà esente solo quella), mentre continuerà ad essere esente il no profit. Il governo, data la situazione di incertezza, evita di quantificare il gettito, ma mette nero su bianco che “la parte spettante allo Stato” (l’altra è dei comuni) servirà a ridurre la pressione fiscale. Quanto al pregresso, nessuna sanatoria: chi è stato beccato a svicolare sull’Ici non avrà sconti. Clic per ingrandire Questo, peraltro, non è il solo emendamento “anti-multa europea” su cui ieri si è concentrato il governo. Sempre agganciandolo alle liberalizzazioni, si è anche parlato di “golden share” – i poteri speciali concessi all’esecutivo su società privatizzate in settori strategici come l’energia e la difesa – : l’obiettivo dovrebbe essere utilizzarla solo per i paesi extraeuropei e solo in determinati settori: ad esempio Monti potrà ancora bloccare l’acquisto di Eni da parte di una società americana, ma non potrà fare niente se l’acquirente è, per dire, francese (a questo proposito, al Senato è stato trovato l’accordo sulla separazione tra il Cane a sei zampe e Snam Rete Gas: avverrà in 18 mesi). Ma nel merito tutto rimandato, almeno per ora. La riunione dell’esecutivo di ieri, però, era attesa anche per un’altra ragione: il decreto di semplificazioni in materia di fisco in cui Monti avrebbe dovuto formalizzare l’impegno – conti pubblici permettendo – di usare i proventi della lotta all’evasione per sgravare le prime due fasce di reddito (fino a 28mila euro) già nel 2013. Alla fine si è deciso di soprassedere: tra un anno esatto il governo valuterà se ci possiamo permettere riduzioni di tasse nel 2014 o se la recessione s’è mangiata tutti i risparmi delle manovre del 2011. Il resto del testo varato dopo un Consiglio dei ministri fiume contiene comunque cose importanti, a partire da nuove norme anti-evasione: dalle liste dei “recidivi” dello scontrino ad una stretta sui falsi studi di settore, da un regime più rigido sulle compensazioni Iva, dal potenziamento dei controlli sulle finte Onlus a quello degli ispettori dei Monopoli sulle sale giochi. Altre novità di rilievo riguardano Equitalia: sarà possibile concordare rate flessibili con la società di riscossione e si stabilisce che i micro-crediti (da 30 euro in giù) non verranno neanche iscritti a ruolo. Oltre a questo, previste semplificazioni nel rapporto tra fisco e imprese, ad oggi un vero incubo: la burocrazia fiscale, ha calcolato Confartigianato, porta via alle aziende 36 giorni l’anno, il 53,2% in più della media Ocse.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...