il mio nome è barbato, frank barbato…

“Io, 007 anti-casta tra ascensori telefonino e insulti”

di Fabrizio D’Esposito

In questi giorni, Francesco Barbato è il deputato più detestato,
disprezzato, odiato dai suoi colleghi di Montecitorio. Da destra, da
sinistra, da centro, e persino dal suo partito, l’Italia dei Valori,
partono insulti a raffica: “Delinquente”, “Infame”, “Sbirro”. Nessuno
vuole ammazzarlo, però parafrasando Churchill qualcuno leggerebbe con
piacere il suo necrologio, talmente è grande l’alone di astio che lo
circonda. Al limite gli romperebbero la testa, come ha minacciato un
esponente del Pd (Massimo Vannucci). Tutta colpa dell’ultima trovata di
Barbato, che già ha dato tanto alla cronaca tumultuosa di questa
legislatura: trasformarsi in uno 007 anti-casta per la trasmissione Gli
intoccabili di La 7, condotta da Gianluigi Nuzzi. Barbato, armato di
telefonino, filma e registra di nascosto i suoi colleghi. Le prime due
vittime: i trasformisti ex Responsabili Maurizio Grassano e Antonio
Razzi. Obiettivo: documentare privilegi, furberie, finanche illegalità
della casta. Un deputato del Pd incrocia il cronista del Fatto in
procinto di intervistare “l’untore” dell’Idv e gli fa una sentita
supplica: “Fallo nero quello spione, mi raccomando, non trattarlo bene
nell’intervista”. Barbato si accomoda su una poltrona. Onorevole, sarà
“processato” dalla Camera. È vietato filmare e registrare nell’aula. La
Mussolini l’ha chiesto a Fini con veemenza. Ma se è stata proprio a lei
a fotografare di nascosto Bocchino e la Carfagna. Lasciamo perdere la
Mussolini, è fascista come il nonno. Lei è un kamikaze. Che armi usa?
Adesso glielo faccio vedere. L’intervista si interrompe. Barbato estrae
il computer dallo zaino, lo apre e lo accende. Appare una cartella. Che
cosa sono? Tutti i miei filmati, ne ho tanti. Guardi questo. Riguarda il
re della casta. Chi è? Pier Ferdinando Casini. Io lo chiamo l’onorevole
Altana. L’ho scoperto da poco. Il video dura circa quattro minuti.
Barbato entra nel bagno della Camera e si sistema il telefonino di
ultima generazione sotto la camicia. Si rimette la giacca, esce e va
all’ascensore. Direzione quarto piano. Una donna gli dice che lì ci sono
gli uffici di Casini. Barbato avanza, implacabile. Un autentico 007 col
gessato blu. Casini sta all’ultimo piano di Montecitorio. Perciò è
l’onorevole Altana. Una pacchia. Un intero piano utilizzato da lui in
quanto ex presidente della Camera. Pare che una stanza sia anche per il
Ppe. Quando sono salito ho incontrato il suo portavoce, quello con il
pizzetto, come si chiama? ……. Rao. Esatto. Di questo passo la
cacceranno, altro che sospensione. Ma io non mi faccio processare dalla
casta. Ricuserò i miei giudici dell’ufficio di presidenza. A partire dai
deputati-questori. Ho beccato anche loro con le mani nella marmellata
dei privilegi e degli sprechi. Lo scandalo di Milano 90 di Scarpellini e
gli appartamenti di Palazzo Marini. Io ho l’ufficio lì. Un giorno mi
sono arrampicato su una scala e ho violato i santuari inviolabili
dell’ultimo piano. Altre riprese. Sì. I tre questori, Albonetti del Pd,
Colucci e Mazzocchi del Pdl continuano a spassarsela a spese dello
Stato. Cioè? Sono entrato nell’appartamento di Mazzocchi, ho trovato la
porta aperta: terrazzi panoramici nel cuore di Roma, giardini pensili
con sdraio, ombrelloni e solarium, fiori freschi ogni giorno, candelabri
d’argento, servizio di lavanderia, tintoria, pulizia e catering.
L’inventario della casta. Il catering parte a bordo di un furgone bianco
di solito parcheggiato nel garage di Montecitorio. Mangiano pure tre
volte a giorno. Altro che deputati-questori. Sono deputati-scrocconi.
L’ex pm Di Pietro sarà fiero di lei. E lo è. Mi ha incoraggiato ad
andare avanti. Non si fermerà, quindi. L’odio dei colleghi aumenterà. Mi
sospenderanno, è già accaduto tre volte. Ma io sono un pubblico
ufficiale, ho il dovere di tirare fuori queste cose. Rappresento la
coscienza e gli occhi degli italiani alla Camera. A proposito di occhi.
Passa Amedeo Laboccetta del Pdl e guarda con insistenza Barbato, in
segno di sfida. Barbato reagisce. “Che vuoi?”. Laboccetta: “Ma
vaf……., va…”

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