il nano mascarato leva i sopratacchi e scappa dai giudici

MILLS, BERLUSCONI RICUSA I GIUDICI: TUTTO PUR DI EVITARE LA SENTENZA

Nell’udienza per il caso Ruby gli avvocati abbandonano l’aula

di Antonella Mascali

Mattinata agitata, ieri, per gli avvocati di Silvio Berlusconi, i parlamentari, Niccolò Ghedini e Piero Longo.
Prima si sono tolti la toga e hanno lasciato “indignati” l’aula del processo Ruby. Poi, sono andati alla cancelleria della quinta sezione penale della Corte d’appello di Milano, per depositare l’istanza di ricusazione dei giudici del processo Mills: Francesca Vitale (presidente), Caterina Interlandi e Antonella Lai, accusati, nella sostanza, di avere già deciso la condanna dell’ex presidente del Consiglio, imputato di corruzione in atti giudiziari. Un tentativo, quello dei difensori, per evitare la sentenza di primo grado (l’unica, a causa della prescrizione), che sembrava nelle ultime settimane una possibilità remota e che negli ultimi giorni, invece, è diventata una realtà concreta e vicina. Probabilmente l’11 febbraio. Tutto è cominciato ieri, poco dopo le 10, al processo Ruby per concussione e prostituzione minorile. La difesa ha chiesto ai giudici di cancellare l’udienza fissata per lunedì prossimo in concomitanza con l’udienza preliminare per la pubblicazione sul Giornale, il 31 dicembre 2005, dell’intercettazione, segreta, tra Piero Fassino e Giovanni Consorte di Unipol. Berlusconi, accusato di rivelazione del segreto d’ufficio, sembra che voglia fare dichiarazioni spontanee. I suoi avvocati, ai giudici del processo Ruby, hanno chiesto anche la cancellazione dell’udienza del 10 febbraio, per potersi preparare le arringhe difensive al processo Mills, fissato per il giorno seguente. Quando il presidente del collegio, Giulia Turri, ha spiegato che avrebbero deciso nel pomeriggio, Ghedini e Longo con un gesto stizzito si sono sono tolti la toga, hanno delegato la difesa a Filippo Dinacci e Giorgio Perroni, e hanno abbandonato l’aula. Come se fosse un talk show televisivo. “Siamo indignati, ha dichiarato Ghedini, è intollerabile il modo in cui viene trattata la difesa Berlusconi a Milano”.

I giudici, comunque, hanno deciso alla fine dell’udienza. Hanno respinto la richiesta degli avvocati: “non possiamo perdere udienze ”, ha motivato Giulia Turri. Intanto, sul tavolo del presidente della quinta sezione penale della Corte d’appello, Domenico Cerqua, era già arrivata l’istanza di ricusazione dei giudici del processo Mills. Dalle indiscrezioni trapelate, Ghedini e Longo contestano al collegio (così come avevano fatto con Gandus, Caccialanza e Dorigo, i giudici che hanno condannato David Mills), di essere prevenuto. Di più. Di aver anticipato il giudizio. Giudizio di condanna. Non è scritto esplicitamente, ma il senso è quello. Perché? Per aver tagliato testimoni della difesa , 10 nel settembre scorso e 3 l’altro ieri. Decisioni che ritengono anche arbitrarie (perché ha deciso il tribunale quali testimonianze annullare) e fortemente limitanti del diritto di difesa. Ghedini e Longo accusano i giudici di avere il verdetto già pronto anche perché più volte hanno fatto riferimento all’imminente prescrizione, nella motivazione di alcune decisioni, come quella di giovedì scorso, di annullare le testimonianze di Flavio Briatore, Paolo Marcucci e dell’ex manager Fininvest, Livio Gironi. Per i due avvocati l’ansia dei giudici di arrivare a sentenza, prima che scatti la prescrizione, è sintomatico della volontà di condannare Berlusconi. D’altronde Ghedini e Longo già due giorni fa, commentando il taglio di 3 testimoni, avevano parlato di provvedimento “incredibile, al di fuori di ogni logica”. E Ghedini, in aula, il giorno prima, aveva quasi gridato: “la sentenza di condanna è già stata decisa”. Nell’istanza di ricusazione viene ritenuto un’anticipazione di giudizio, inoltre, il “suggerimento” che Vitale fornisce a Ghedini giovedì scorso.

E cioè che le sue “lamentele” sul taglio dei testimoni possono essere “oggetto di ricorso in Cassazione”. In realtà quelle testimonianze sono state acquisite dal fascicolo del processo principale, quello in cui, fino al lodo Alfano, Berlusconi era coimputato di Mills. E alcuni dei testimoni sono stati riascoltati in questo processo durante l’interrogatorio del pm, Fabio De Pasquale e del controinterrogatorio della difesa. Cosa succede adesso? Si va avanti. Prossima udienza, 31 gennaio. I giudici, sotto ricusazione, non possono, però, emettere sentenza. Ma la Corte d’appello, che deve decidere la sorte del collegio, si esprimerà entro il primo febbraio. Quindi, se dovesse respingere la richiesta di ricusazione, la sentenza può essere emessa. Ad appoggiare Ghedini e Longo, l’intero Pdl. Maurizio Lupi definisce la ricusazione “giusta e doverosa”,Margherita Boniver, ritiene che ci sia una “lapidazione giudiziaria” di Berlusconi. Il segretario,Angelino Alfano, si occupa del vicepresidente del Csm, Michele Vietti, che aveva parlato di “giusta accelerazione” di un processo quando incombe la prescrizione. “Quello di Vietti, ha detto Alfano, è un grave scivolone politico”.

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