il pdl è una barzelletta (che non fa ridere)

Pdl a rischio mafia? Ci pensa Verdini, il pluri-indagato

IL SEGRETARIO ALFANO HA NOMINATO COMMISSARIO DI MODENA IL COORDINATORE AZZURRO. DOVRÀ VERIFICARE GLI ISCRITTI SOSPETTI
di Stefano Santachiara

Silvio Berlusconi vuole chiarezza sul caos dei tesseramenti e il segretario del Pdl Angelino Alfanotrova subito la risposta agli allarmi sulle infiltrazioni della Camorra, che sarebbero testimoniate dal boom di iscritti a Modena: azzeramento dei dirigenti e invio di Denis Verdini come commissario pro tempore. A fare pulizia delle iscrizioni sospette (da un migliaio a 5780 tessere in un anno) sarà dunque il banchiere toscano fedelissimo del premier, coinvolto negli scandali degli affidamenti del Credito cooperativo fiorentino, degli appalti alla Maddalena e della loggia P3.
La sua nomina ha già compiuto il miracolo di mettere d’accordo avversari fino a ieri col coltello fra i denti, tanto che viene considerato probabile un congresso unitario. La coordinatrice modenese uscente Isabella Bertolini, che aveva gettato ombre su 600 tessere depositate dalla triplice alleanza rappresentata dall’ex An Enrico Aimi, dal senatore Carlo Giovanardi e dal finanziere dellutriano Giampiero Samorì, ora canta vittoria: “Il segretario Alfano ha accolto la nostra tesi sulla necessità di fare chiarezza e trasparenza a partire da quelle iscrizioni di personaggi tutti provenienti da zone dell’agro aversano e della Calabria ad alta densità mafiosa. Siamo soddisfatti perché già lunedì sarà a Modena dirigente autorevole come Verdini, garanzia di efficienza . Ora ci metteremo attorno a un tavolo per controllare i nomi. Le mie tessere – prosegue – sono tutte di militanti che conosco personalmente: vedremo chi ha portato altro nel partito”. Anche i rivali rivendicano la paternità del commissariamento. Carlo Giovanardi dichiara di aver parlato ieri con Alfano convenendo che fosse la cosa più opportuna per troncare ogni polverone e speculazione, mentre il candidato Enrico Aimi accetta il guanto di sfida: “Se effettivamente ci sono persone da mettere alla porta lo dobbiamo fare con trasparenza e con il pugno di ferro. Voglio chiarire che nessuna persona con reati gravi deve essere tesserata al partito. Ma se le accuse si dimostrassero infondate, ognuno si assumerà la propria responsabilità”.
Ora tutto è annullato, sia il congresso del 25 febbraio rinviato a data da destinarsi sia le liste, che faranno un passo indietro. La pax imposta da Roma potrebbe ora essere sancita in un congresso che entrambe le fazioni auspicano come unitario, con un candidato super partes rispetto alle tre correnti, compreso il giovane outsider Michele Barcaiuolo. Dunque la sensazione è che nel giro di pochi giorni, al netto delle singoli posizioni dei tesserati, non resterà nulla di concreto di uno scontro mediatico senza precedenti nel Pdl, a Modena e forse in Italia. Dalla denuncia pubblica della Bertolini si sono rincorse accuse di “razzismo verso i meridionali”, “sottovalutazione del problema mafia”, “tesserati vicini al Clan”. Il tutto corredato da una caccia al precedente penale del singolo iscritto da far impallidire i pedigree dei parlamentari condannati, imputati e indagati per reati anche di mafia. Dopotutto, lo ricordavano ieri sera in via dell’Umiltà, “il Pdl è il partito del popolo, non dei mafiosi”. E Berlusconi, preoccupato per il danno d’immagine provocato dalla storia dei tesseramenti, si è attivato direttamente convocando i vertici del partito e gli amministratori locali per lunedì, giorno dell’arrivo a Modena del neo-commissario Verdini.
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