imprenditore ‘fattosi da sé’ un corno: il nano mascarato usa i soldi dei contribuenti

Palazzo Grazioli lo pagano i contribuenti

DAL 2011 L’AFFITTO DELLA RESIDENZA PRIVATA DELL’EX PREMIER È STATO TRASFERITO SUL BILANCIO DEL POPOLO DELLE LIBERTÀ

di Fabrizio d’Esposito

Il partito “pesante” crolla in Sicilia, ma costa tantissimo ai contribuenti italiani. A partire dal secondo piano di Palazzo Grazio-li, la residenza privata del Cavaliere a Roma, laddove di notte s’infilavano escort come la barese Patrizia D’Addario. Proprio così: l’abitazione-ufficio di Silvio Berlusconi è pagata dal Pdl coi soldi di finanziamenti e rimborsi pubblici.

LA RIVELAZIONE che azzera la vulgata dell’imprenditore munifico che si paga la politica da sé arriva dall’ultimo bilancio del fu partito dell’amore. Annota Sandro Bondi, amministratore nazionale di Forza Italia, movimento che esiste ancora nei rendiconti: “Nel corso dell’esercizio 2011 si è provveduto a trasferire al Popolo della libertà anche la locazione della sede di via del Plebiscito, 102”. Ossia via e civico di Palazzo Grazioli, nel centro della Capitale e di fronte a Palazzo Venezia. Un impegno preso con una scrittura privata ad hoc che fa salire a più di quattro milioni di euro gli affitti di via dell’Umiltà, sede nazionale del Pdl, e di via del Plebiscito. Per la precisione, la prima costa meno della seconda: un milione 871 mila 712 euro. Tutto il resto è ingoiato dalla struttura personale del Cavaliere, dove lavora il poderoso staff della comunicazione coordinato dal portavoce-deputato Paolo Bonaiuti. Non solo, secondo indiscrezioni riportate dall’agenzia di stampa Adnkronos, B. avrebbe anche intenzione di chiudere la sede di via dell’Umiltà per diminuire le spese in tempi crisi. Oltre ai soldi per la locazione, lì si è materializzata la concezione di quel partito “pesante” osteggiato per decenni da Marcello Dell’Utri, sostenitore del partito “leggero”: 84 dipendenti, di cui 8 assunti quando Alfano è diventato segretario del Pdl un anno fa. Questo il costo del personale: 3 milioni 233 mila 738 euro. Poi c’è l’esercito di consulenti e collaboratori, che pesano quasi quanto i dipendenti nel rendiconto firmato dai tesorieri Rocco Crimi e Maurizio Bianconi: 2 milioni 364 mila 536 euro.

A spiccare però sono appunto le “sofferenze ingenti” generate dall’affitto delle sedi. Il paradosso è che in questo momento di profonda divisione tra Berlusconi e il suo quasi ex partito, il primo vuole tagliare la sede al secondo ma tenersi Palazzo Grazioli coi soldi del Pdl.

UN VERO AFFARE per il re delle leggi ad personam, che oggi tornerà a Roma da Arcore, dove ieri ha seguito i risultati delle elezioni siciliane. Dopo lo strappo anti-montiano di Villa Gernetto di sabato scorso, queste ore hanno sancito una tregua armata tra il Cavaliere e il suo ex pupillo Alfano. Ieri persino i falchi hanno agitato ramoscelli d’ulivo, dando questa interpretazione della conferenza stampa del segretario del Pdl: “Alfano è ritornato berlusconiano”. I due si sono anche sentiti per telefono, segno che non ancora il momento di un rottura definitiva, che comunque rimane sullo sfondo. Lo testimonia la reazione del fedelissimo Sandro Bondi al rilancio delle primarie del Pdl fatto da Alfano: “Le primarie non sono la panacea né dei problemi del centrodestra né della crisi drammatica in cui versa l’Italia”. Se il segretario, dunque, va avanti per la strada delle primarie, con la zavorra della nomenklatura del Pdl, Berlusconi non rinuncia al progetto di una lista personale che potrebbe chiamarsi “Per una nuova Forza Italia”. L’obiettivo potrebbe essere quello del ‘94: allearsi al nord con la Lega (ieri B. avrebbe dovuto cenare con Umberto Bossi) e al sud con quelle forze che in Sicilia hanno impedito la vittoria di Musumeci: i movimenti di Raffaele Lombardo e Gianfranco Micciché. È qualcosa di più di una suggestione, anche se i sondaggi sono spietati con le ipotesi di spacchettamento del Pdl.

Oggi e domani a Roma, poi forse il Kenya. Berlusconi dovrebbe infatti ritornare nel resort di Malindi dell’amico Flavio Briatore, altro potenziale candidato alle primarie del Pdl. Dice Briatore: “Credo che Silvio ne abbia davvero bisogno. Candidato-premier? Sono fuori da questi discorsi”. A Malindi il Cavaliere si metterà a dieta e farà lunghe passeggiate, in attesa di dolci notti, lontano dall’Italia.

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