la banda (criminale) che suona in vaticano

Pedofilia, riciclaggio e suicidi: l’annus horribilis della Chiesa

SCANDALI D’OLTRETEVERE: A PARTIRE DAL CASO BOFFO FINO ALL’ANNUNCIATA MORTE DI BENEDETTO XVI

di Chiara Paolin

Ho potuto vedere la verità sui casi di pedofilia, l’inchiesta per riciclaggio allo Ior, le case di Propaganda Fide, il suicidio di Mario Cal, il caso del giornalista Dino Boffo o il caso Emanuela Orlandi. Negli anni mi sono ritrovato con amici e colleghi che vivono o lavorano con me in Vaticano. Ci siamo confrontati e abbiamo capito che nutriamo gli stessi dubbi, e ci sentiamo frustrati perché siamo impotenti di fronte ai troppi soprusi, interessi personali, verità taciute”. È Maria, la fonte vaticana del giornalista Gianluigi Nuzzi, a fare un elenco sommario degli scandali che negli ultimi anni hanno centrifugato la crisi di San Pietro. Nessuno sa ancora se Maria sia davvero il maggiordomo Paolo Gabriele, di certo la rete dei ribelli vaticani ha già fatto luce su molti segreti assai imbarazzanti.   Metodo Boffo   Era il 28 agosto 2009 quando Vittorio Feltri pubblicava sul Giornale false notizie sul direttore dell’Avvenire, reo di aver attaccato Berlusconi. Boffo risultava colpevole di molestie telefoniche e di essere gay. La storia si rivelò subito una trappola, mese dopo mese la verità cominciò a emergere mostrando un intrico di rivalità dentro la Santa Sede: anche dossier anonimi e polpette avvelenate servivano a combattere gli avversari. Nelle ultime settimane la puntata finale del mistero, con la lettera inviata a gennaio 2010 da Boffo al segretario del Papa, padre Georg Ganswein, e pubblicata dal Fatto, in cui si fa nome e cognome del sospetto calunniatore (Giovanni Ma-ria Vian, direttore dell’Osservatore Romano).   Il caso Viganò   Mentre la faccenda Boffo ribolle in sottofondo, il caso Viganò esplode in faccia a Ratzinger. È il 25 gennaio di quest’anno quando Nuzzi racconta su La7 la storia del monsignore che aveva risanato la città santa ottenendo in premio un biglietto di sola andata per gli Usa. “Beatissimo padre, un mio trasferimento dal Governatorato in questo momento provocherebbe profondo smarrimento e scoramento in quanti hanno creduto fosse possibile risanare tante situazioni di corruzione e prevaricazione” scriveva nella primavera 2011 Carlo Maria Viganò, allora segretario del Governatorato della Città del Vaticano. Viganò è tutt’ora nunzio apostolico in America.   “Il papa morirà”   Il 9 febbraio 2012 sul Fatto Marco Lillo racconta di un complotto alle spalle del Papa. Il cardinale Castrillon parla della morte imminente del pontefice, mentre si prepara un duro scontro per la successione. Sarà Angelo Scola, l’arcivescovo di Milano gradito al Santo Padre – e meno al segretario di Stato, Tarcisio Bertone – a prenderne il posto?   Milano-Roma   Ancora Marco Lillo rivela lo scorso marzo il carteggio, elegante quanto brutale, avvenuto sulla linea Roma-Milano giusto un anno prima, cioè quando Bertone invitò Dionigi Tettamanzi, allora arcivescovo di Milano, a mollare su due piedi l’Istituto Toniolo, chiave d’accesso gestionale a colossi come il Policlinico Gemelli e l’Università Cattolica. Tettamanzi, anziché obbedire e andarsene, chiese spiegazioni al Papa, che lo riconfermò al suo posto. Bertone certo non gradì. Idem per il San Raffaele, il megaospedale di Don Verzè che il segretario di Stato voleva rilevare insieme allo Ior guidato da Gotti Tedeschi. “Nella complicata gestione del San Raffaele, fa gravemente problema il coinvolgimento diretto dello Ior” scriveva nel dicembre 2011 l’arcivescovo di Milano succeduto a Tettamanzi, cardinale Angelo Scola, in una missiva indirizzata al solito padre Georg. A gennaio 2012, lo Ior e il socio Malacalza non esercitano l’opzione sul San Raffaele.   E l’Ici?   A proposito di Ior, a febbraio 2012 spunta la lettera che Gotti Tedeschi scrisse nel settembre 2011 a Bertone per spiegargli come ci fossero stati utili contatti col ministro Tremonti al fine di gestire la scottante questione Ici. L’Ue bussava violentemente alla porta del governo italiano chiedendo ragione dell’esenzione sulle proprietà della Chiesa, Gotti Tedeschi garantiva che s’era trovata una soluzione per emendare il periodo 2005-2011, ma che occorreva inventare un metodo per ridurre l’impatto della tassa per il futuro.   Contatti tecnici   Le rivelazioni di ‘Sua Santità’, il libro di Nuzzi, ampliano e dettagliano il quadro. La cena del 2009 tra il Papa e Napolitano per evitare il riconoscimento alle coppie di fatto, le cortesie (con assegni in allegato da 10mila euro) di fedeli vip come Bruno Vespa, il rispettoso ossequio di ministri importanti come Corrado Passera, Lorenzo Ornaghi e Andrea Riccardi. Quest’ultimo chiese al Papa la sua benedizione prima di accettare l’incarico da Mario Monti.

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