la banda (nel senso di banditi) leghista

LA BANDA DEI LAUREATI

Per l’università del Trota e della Mauro pagati 260 mila euro con soldi pubblici. Spuntano fondi neri. La segretaria: “Bossi sapeva”.

di Antonella Mascali

Bocciato a ripetizione, Renzo Bossi, detto “Il Trota ” dal suo stesso padre. Ora è studente in una università londinese: a spese della Lega (e quindi dei contribuenti). Ma Bossi junior non è l’unico membro del “cerchio magico” del Senatur a pagarsi una laurea all’estero con soldi pubblici arrivati ai partiti come rimborsi elettorali. C’è anche Rosi Mauro, vicepresidente del Senato e segretaria del Sin.pa, il sindacato padano, che avrebbe goduto di 200, 300 mila euro all’anno in nero. Soldi anche per il compagno di Rosi Mauro, un poliziotto in aspettativa con contratto al Senato: per una laurea e per un mutuo agevolato.

229 mila euro per il delfino
A fornire nuovi particolari sulla “Bossi family” è Nadia Dagrada, segretaria amministrativa del Carroccio, in rapporti stretti con Francesco Belsito, il tesoriere costretto alle dimissioni per l’inchiesta che ha travolto la Lega. I pm Paolo Filippini di Milano e Henry JohnWoodcock di Napoli la sentono come testimone a casa sua, a Milano, alle 7 del mattino di martedì scorso. In contemporanea scattano numerose perquisizioni, anche in via Bellerio, nella sede della Lega. Dagrada ammette tutto quello che ha incautamente detto al telefono. E dice anche di più: “Renzo Bossi dal 2010 sta ‘prendendo ’ una laurea a un’università privata di Londra e so che ogni tanto ci va a frequentare e chiaramente le spese sono tutte a carico della Lega. Credo che il costo sia sui 130 mila euro”. Se aggiungiamo i “99 mila euro e 69 centesimi” per il diploma, indicati nel rapporto del Noe, guidato dal colonnello Sergio De Caprio, fanno 229 mila euro e 69 centesimi.

La scuola di Lady B.
Ci sono poi le cifre da capogiro per la signora Bossi: “Per quanto attiene la signora Manuela Marrone, sono stati versati dal conto corrente della Lega del Banco di Napoli a Roma, ‘contributi diversi’, almeno 80-100 mila euro per sostenere la ‘scuola bosina’ di Varese”. Poi altri “800 mila euro dal conto dei fondi della cosiddetta legge Mancia”. C’è poi un bel gruzzolo, sempre secondo quanto dice Dagrada, destinato a spese mediche, diplomi e lauree per Rosi Mauro e fidanzato: “A proposito di Rosi Mauro, mi risulta per avermelo detto Belsito, che siano state erogate somme per una visita cardiologica… Poi per quanto attiene l’amante di Rosi Mauro, Belsito mi ha riferito che Pier Moscagiuro, poliziotto, attualmente suo segretario particolare, è stato da lei aiutato a ottenere un mutuo agevolato”.

Rosi Mauro, ateneo svizzero
Dagrada entra poi nel dettaglio dei titoli di studio a pagamento: “Belsito mi ha riferito che sono stati dati altri soldi in contanti al Moscagiuro affinché pagasse le rate per la scuola privata e conseguire il diploma e poi la laurea, credo ‘ottenuti ’ entrambi in Svizzera. Inoltre Belsito mi ha detto anche di aver pagato le rate per il diploma e poi la laurea della stessa Rosi Mauro, pagando con i soldi della Lega. Per quanto riferitomi da Belsito, i titoli di studio sono costati circa 120 mila euro prelevati dalla cassa della Lega. Credo che i titoli sono stati conseguiti in Svizzera”.

Tanzania, Bruxelles
Un passaggio della testimonianza riguarda l’investimento, tutto da decifrare, in Tanzania. Belsito per poter prelevare 5 milioni e 700 mila euro, secondo Dagrada ha falsificato un verbale del consiglio federale della Lega che stabiliva “il limite di spesa in 150 mila euro ”. La segretaria, inoltre, conferma quanto detto nelleintercettazioni sui presunti depositi di soldi in nero da parte di Bossi: “Mi ricordo che, anni fa, l’ex amministratore della Lega, Balocchi, portò in cassa 20 milioni di lire in contante dopo essersi recato nell’ufficio di Bossi”. Poi la situazione è peggiorata: “Con dolore dico che sono stati utilizzati soldi del finanziamento pubblico destinati alla Lega per pagare conti personali, in particolare della famiglia Bossi. La situazione è precipitata dopo la malattia di Bossi, nel 2003. C’è stato ‘l’inizio della fine’: un contratto di consulenza a Bruxelles a Riccardo Bossi, se non ricordo male da parte dell’onorevole Speroni”. E poi “una serie di spese personali a vantaggio di Riccardo Bossi e degli altri familiari”.

La rinoplastica per Sirio
A quanto pare anche la rinoplastica per il figlio minore di Umberto, Sirio. E le cure mediche per il Senatur. Proprio Umberto Bossi era stato avvertito della gestione “opaca” del tesoriere. Lo ha detto Daniela Cantamessa, sua segretaria storica, ai pm che le chiedevano di spiegare un’intercettazione tra lei e Dagrada. “Quando dico che ‘il capo continua imperterrito con quello che gli ho detto’, mi riferivo al fatto che io stessa avevo avvisato Bossi delle irregolarità del Belsito, o meglio della sua superficialità e incompetenza e del fatto che la Rosi Mauro era un pericolo sia politicamente sia per i suoi rapporti con la famiglia Bossi. Non nominai a Bossi la moglie, perché mi sembrava indelicato”.

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