L’ex tesoriere Lusi: l’interrogatorio

“RUTELI SAPEVA DELL’ACCORDO MA NESSUNO CONFERMERA'”

L’ex tesoriere della Margherita Lusi ai pm “Il 40% ai Popolari, il resto al gruppo”

Uno strano interrogatorio quello di Luigi Lusi. L’ex tesoriere della Margherita, indagato per appropriazione indebita, è stato sentito venerdì per sei ore dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal pm Stefano Pesci alla presenza anche del procuratore capo Giuseppe Pignatone. Di queste sei ore rimangono appena sei pagine. Con poche risposte. Ma anche poche domande. Non una richiesta diretta da parte degli inquirenti sul possibile coinvolgimento dei vertici del partito: Francesco Rutelli, Enzo Bianco e Gianpiero Bocci.

Un colloquio non registrato, fra l’altro, in cui Lusi ribadisce più volte di aver agito in base a un mandato fiduciario ma, dice, “preferisco non fare nomi, perché so bene che nessuno di loro confermerebbe le mie parole”. Soltanto al termine Lusi cita Rutelli, parlando della spartizione 40 / 60 tra Popolari e rutelliani. “I Popolari sapevano bene come le risorse erano tra loro distribuite. Lo sapeva anche Rutelli”. L’ex tesoriere ammette le sue responsabilità, racconta di aver versato in nero 2, 7 milioni di euro all’impresa Ruggieri. E quando ricostruisce le operazioni effettuate in Canada attraverso la società Filor, specifica che “si trattava di un investimento privato (…) fuori dal rapporto fiduciario”.

Il verbale comincia proprio da qui: dal rapporto fiduciario con i vertici della Margherita. Dichiarazioni che la procura, il giorno dopo, ha in parte smentito.

Le dichiarazioni

“Ho operato come tesoriere per la Margherita al fine di creare una serie di posizioni finanziarie e / o immobiliari di carattere fiduciario. A questo servivano sia la Luigia sia la Ttt ed era inteso che, esaurita la liquidità del partito, questi impieghi sarebbero stati dismessi, liquidati a vantaggio e nell’interesse della Margherita. Nel dicembre 2007 fu costituita la Filor che sta ora realizzando un immobile in Canada. Quanto alle spese personali, alla fine del mio mandato avrei fatto un bilancio tra quanto speso e le spettanze che ritengo mi competerebbero.

Chi aveva conferito questo mandato fiduciario?
Nessuno in specifico, con riferimento agli immobili. Mi fu detto in generale di investire nei migliori modi possibili la liquidità della Margherita, che veniva in gran parte dal rimborso delle varie elezioni; dell’acquisto degli immobili peraltro alcuni sapevano. Preferisco non fare nomi perché so bene che nessuno di loro confermerebbe le mie parole. Per Genzano l’acquisto sommato ai lavori è di almeno sei milioni di euro. Ora ne vale almeno sette.

Monserrato?
Un investimento vantaggioso.

Villa Elena di Ariccia?
Individuai la possibilità di un affare vantaggioso. Chiesi a mio nipote di intestarsi questo usufrutto utilizzando anche circa 360.000,00 euro che gli avevo prestato. In precedenza avevo in effetti dato un milione di euro al titolare dell’usufrutto, Paolo Melegari. (…) Dopo il fallimento della società titolare della proprietà attesi e (…) quando il prezzo mi parve conveniente, tramite la Paradiso Immobiliare, effettuai un’offerta con garanzie fornite alla Paradiso da Mps su polizze Allianz.

Ha detto che avrebbe ricostruito le somme anticipate.
Non so come siano state registrate nella contabilità queste scritture. Quanto agli assegni liberi ne tengo memoria personalmente (…). Rammento senza difficoltà che ho dato in nero all’impresa del Ruggieri circa 1,1 milioni di euro per Capistrello e circa 1,6 milioni di euro per Genzano. Queste operazioni fiduciarie nascono nel 2007.

Prima?
Nel 2007 si fece la fusione di Margherita-Ds nel Pd: nacque l’esigenza di assicurare un futuro ai rimborsi elettorali destinati in futuro alla Margherita.

Chi dava le disposizioni operative in virtù delle quali non vi era corrispondenza tra documentazione e contabilità?
Non posso negare che queste caratteristiche peculiari della contabilità dei partiti, unite alla necessità di mascherare le operazioni di carattere fiduciario, ha reso il contesto particolarmente opaco, ma questo non è riconducibile in alcun modo a qualsivoglia mia esigenza privata di opacità.

Chi conosce tra gli impiegati della banca? Forse Scalfari e la moglie?
Perché riceve, unitamente al marito, circa 500, 00 euro al mese? Li pagavamo a Scalfari per ringraziarlo di una serie di piccole prestazioni che ci faceva. (…)

Chi concordava i compensi con Montecchia e Sebastio?
Io, sulla base delle tariffe come da loro proposta.

Elenca le operazioni che lei definisce di carattere fiduciario?
Ho già riferito della casa di Genzano, di via Monserrato e Ariccia. Ho dato un milione di euro a Melegari e ho pagato oltre un milione di euro di lavori sugli immobili di Capistrello. Ci sono poi oltre tre milioni di euro fatti pervenire sul conto di mia moglie (…). Ho prestato anche 100.000 euro a mio fratello Angelo, 120.000 euro a mio nipote Emanuele (parte dei 360.000 di cui ho detto), circa 360.000 a Giovanna Meloni e Roberto Canulli.

E questo lo chiama un investimento fiduciario?
Posto che la Meloni e il marito sono dipendenti pubblici con stipendi modesti?
Chiaramente si tratta di un’operazione di natura diversa. (…)

Vorremmo capire meglio cosa cambia dopo il 2006.
Oltre a quanto già detto, preciso che vi era un accordo, di cui ero considerato garante, sulla ripartizione dei fondi e delle spese tra Popolari e rutelliani (60 / 40 rispettivamente). Proprio in adempimento di tali accordi molti dei fondi che eccedono le somme da me indicate sono finite nell’attività politica delle varie componenti della Margherita. Non so poi cosa ne abbiano fatto i vari destinatari.

Quando doveva avvenire la liquidazione degli immobili?
Al più presto, anche perché la liquidità della Margherita era in progressivo esaurimento. (…) Se ora rivendessimo i due immobili di Monserrato e di Genzano, ricaveremmo certamente una somma superiore.

Che fine fanno i soldi che vanno in Canada?
Sono 1,6 milioni dal conto Petricone più 273.000 da Ttt. Le somme sono state prestate a Filar; altra società di diritto canadese. Si trattava, in questo caso, di un investimento privato, finalizzato alla costruzione di una casa nel paese di mia moglie.

In altri termini, questo era fuori dal rapporto fiduciario?
Sì (…). A mia moglie avevo detto delle mie attività di carattere fiduciario. Per quel che riguarda Filar le avevo detto che si trattava di miei risparmi derivanti dalla mia attività (…). Però gli assegni venivano dalla Margherita. Ma mia moglie non lo sapeva. Lo stesso è per Micol, e, naturalmente per Emanuele; mi han solo fatto un favore su richiesta del marito, ignara di tutto ciò che vi era alle spalle. Naturalmente lo stesso va detto per quel che riguarda mio cognato. (…)

E le spese per i viaggi?
Stanno anche quelle dentro il sistema di cui ho parlato.

E i soldi per il terremoto?
Erano i regali di nozze: avevamo chiesto che in luogo di fare regali si desse un contributo per i terremotati: sono circa 85.000 euro che intendo dare al sindaco dell’Aquila per la realizzazione di un parco dell’acqua.

Il flusso di denaro

E come si spiegano i passaggi che hanno avuto le somme?
Per un breve periodo sono stati depositati su un conto di mio fratello per evitare che potessero esser vittime di una esecuzione da parte di Atac che aveva chiesto un precetto nei miei confronti. Fino ad allora il conto non si era movimentato. (…) Avevo parlato con Cialente il 5 dicembre 2011 e fu lui a parlarmi del parco dell’acqua.

Come faceva a tenere i conti per garantire la ripartizione?
Fino al 2008 non c’era un’esigenza specifica, perché non c’era tensione tra le varie componenti e le risorse erano sufficienti. Dal 2009 ho tenuto una serie di annotazioni sulle risorse che distribuivo, proprio al fine di garantire l’effettività della ripartizione nei termini concordati. I Popolari sapevano bene come le risorse erano tra loro distribuite. Lo sapeva anche Rutelli, mentre i Popolari non sapevano quanto aveva Rutelli. (…) Forse tra le due compagini Rutelli ha avuto qualcosa in più.

Le risulta che qualcuno abbia fatto uso distorto di queste somme?
Non lo so. Ribadisco l’intenzione di restituire tutto quanto di Margherita.

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