lo stato (ladro) si tiene i soldi e le aziende falliscono

“HO FATTO CAUSA ALLO STATO MA DICE CHE È SENZA SOLDI”

UN IMPRENDITORE CHIEDE IN TRIBUNALE I CREDITI IVA L’AGENZIA DELLE ENTRATE RISPONDE CHE LE CASSE SONO VUOTE

di Marco Palombi

Non possiamo pagare, non abbiamo i soldi. E’ questa la la preoccupante difesa della Repubblica italiana in una causa intenta-tale da un imprenditore per alcuni milioni di rimborsi Iva che l’erario si rifiuta di rendergli. La storia riguarda Ambrogio Invernizzi, presidente di Inalpi, azienda del settore lattiero-caseario di Moretta (Cuneo), e riguarda i debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese: complessivamente una cifra attorno ai 90 miliardi di euro. Un debito che nel bilancio dello Stato non risulta: per le regole europee fino a che i soldi non escono dalle casse dell’erario non vanno registrati come passività. I crediti fiscali che l’Agenzia delle Entrate dovrebbe restituire sono un capitolo ancora più inquietante: da un paio d’anni i governi li usano come un bancomat, la liquidità con cui fanno girare la macchina dello Stato.

Torniamo alla storia di Invernizzi: la sua Inalpi compra latte italiano, lo lavora e ne fa formaggi, filanti per pizza, burro e via dicendo. Oltre cento dipendenti, un fatturato che nel 2011 superava i 110 milioni di euro, un portafoglio clienti in cui figurano le grandi multinazionali del settore. Tutto bene? Quasi. L’attività nel settore lattiero-caseario, infatti, produce strutturalmente crediti Iva: si compra la materia prima con l’aliquota al 10%, si rivende il prodotto finito con quella al 4% e, visto che l’Iva è un’imposta che per le imprese deve essere neutra (lo dice la legge) lo Stato deve ridare indietro quel 6% in più che ha incassato. “Per noi – spiega Invernizzi – questo genera crediti per 600 mila euro al mese: prima ce li ridavano ogni 180 giorni, dal 2010 s’è fermato quasi tutto”. La cosa comincia a pesare sui conti dell’azienda: “Le banche hanno smesso di farci credito sul-l’Iva, tempi troppo lunghi, e abbiamo dovuto fare accordi con gli allevatori per pagarli a due mesi anziché a uno”. L’erario deve ad Inalpi oltre otto milioni di euro: “Non avrei problemi se acquistassi latte straniero: in quel caso l’Iva sarebbe già sterilizzata”.

INVERNIZZI ha maturato l’idea di una class action contro lo Stato per riavere non solo i soldi ma anche i danni (ad esempio gli interessi passivi accumulati per i ritardi): ha fondato un’associazione – NordOvest 2020 – e chiesto ai suoi colleghi di aderire. É finita che la causa, a maggio, l’ha fatta da solo: “Questo è il Paese dei capitani coraggiosi…”. Perché a dare fastidio allo Stato, come minimo ti becchi un’ispezione della Finanza: “Noi siamo a posto, vengano pure”.

Venerdì c’è stata una prima udienza davanti al tribunale civile di Roma: Ivernizzi, tramite l’avvocato Stefano Grassani, chiedeva – in attesa della decisione sui danni – il pagamento immediato del dovuto. La sentenza arriverà nei prossimi giorni, ma la difesa messa a verbale dall’Avvocatura dello Stato per conto dell’Agenzia delle Entrate è questa: non abbiamo i soldi per pagare i rimborsi. “L’effettivo pagamento dei rimborsi risente non solo del dovere di rispettare l’ordine cronologico – si legge nella memoria – ma anche della periodicità e della consistenza dei fondi messi a disposizionedagli agenti della riscossione… In particolare la consistenza di tali fondi risente della pianificazione finanziaria del ministero dell’Economia”. Per il momento, informa l’Agenzia delle Entrate, si può sapere solo che – sulla base della convenzione col Tesoro – “il risultato atteso per il 2012 è quello di istruire l’80% dei rimborsi Iva fino all’anno d’imposta 2010 e il 25% del 2011”. Qualche paragone: a Londra l’Iva la rimborsano a due giorni, a Bruxelles in venti, in Lettonia in un mese, in Grecia in due. Commento dell’avvocato Grassani: “Poi non si lamentino se le aziende se ne vanno all’estero”. Commento di Ambrogio Invernizzi: “I soldi per i contributi ai partiti però li trovano”.

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3 risposte a “lo stato (ladro) si tiene i soldi e le aziende falliscono”

  1. Anticasta ha detto:

    E questo dimostra come siamo GOVERNATI bene……… Devono ridurre i loro sprechi, il numero degli scansafatichee le “magnerie” varie e vedrete come l’Italia(nonostante questi pppppolitici) rinasce.

  2. massimo ha detto:

    Massima solidarietà e stima al sig. Ambrogio Invernizzi.
    Il consiglio che posso dargli è che ha sbagliato a rivolgersi ad un legale.
    Un bel contratto con dei Contractor ( per chi non sà MERCENARI). e il gioco e fatto…..avrebbe anche speso di meno!!! E gli fanno anche la fattura , con iva agevolata !!!!
    Chissa se i politici vedendo lo sterminio, della loro specie ….abbandonano la loro cara, spregevole , puzzolente viscida POLTRONA !!!!!

    • per quanto io in prima persona resti sovente basito di fronte al fatto che alcuni politici e membri della cosiddetta classe dirigente non siano vittime di atti violenti e/o terroristici mirati, ritengo il tuo commento del tutto fuori luogo

      a mio completo rischio non lo cancello, cercando con molto sforzo di rispettare la regola di permettere a tutti di esprimere un giudizio, tenendo anche conto che la tua apologia di reato mi sembra più dettata da rabbia verso uno stato di cose obiettivamente deplorevole e non da bieca premeditazione o preconcetto (per intendersi, non permetterei a nessuno di fare propaganda fascista in questo spazio)

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