marina berlusconi non sa una mazza: faceva tutto papi

Marina Berlusconi “I soldi? Faceva tutto mio padre”

INTERROGATA COME TESTIMONE SUI FONDI PASSATI DAL PROPRIO CONTO A DELL’UTRI

di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza

Iversamenti milionari a Dell’Utri? “Non ne so nulla”. I trasferimenti a Santo Domingo? “Non so che dire”. Il tesoro dell’amico Marcello alimentato dai conti correnti della famiglia Berlusconi? “Faceva tutto mio padre, anche sui conti cointestati con me”. Se nessuno tra i pm di Palermo nutriva eccessive illusioni sulle sue risposte, Marina Berlusconi ha confermato le attese. Più che una manager attenta ai conti aziendali, è apparsa come una figlia di famiglia un po’ sprovveduta davanti all’esuberante attivismo del padre. E come il padre ha tentato fino all’ultimo di sottrarsi alle domande dei magistrati.

PRIMA ci ha provato con il fido avvocato di famiglia, Niccolò Ghedini che ha opposto una serie di questioni giuridiche per far saltare l’interrogatorio. Poi, solo quando i pm di Palermo hanno respinto come infondate le argomentazioni del penalista, è stata costretta a rispondere, seppure con chiarimenti del tutto “generici”, sui passaggi di milioni di euro transitati dai conti del padre a quelli di Marcello Dell’Utri.

La presidente della Fininvest e del gruppo Mondadori ha risposto per circa due ore alle domande dei pm Nino Di Matteo, Lia Sava e Paolo Guido, siglando alla fine un verbale a suo modo storico. Il primo di un membro della famiglia Berlusconi a offrire qualche traccia di spiegazione ai magistrati di Palermo sui flussi finanziari delle società delle holding di famiglia, in questo caso quelli diretti ai conti correnti di Dell’Utri, l’uomo che le indagini ritengono il frontman di Cosa Nostra a Milano. Nessuno l’ha vista. Per evitare i giornalisti, Marina Berlusconi ha chiesto e ottenuto di essere sentita con 24 ore di anticipo.

Pur essendo convocata come persona informata sui fatti nel-l’inchiesta per estorsione a carico del senatore Pdl, la figlia dell’ex premier è sbarcata a Palermo in tarda mattinata in compagnia del difensore Ghedini (rimasto poi in corridoio, quando è iniziato l’esame, dal momento che la sua assistenza non era prevista dal codice) e in pochi minuti ha raggiunto la caserma Mazzarella della Guardia di Finanza, a due passi dal porto, a bordo di un’auto blindata, una Mercedes nera con i vetri oscurati. Impeccabile nel suo tailleur d’ordinanza, si è presentata ai pm di Palermo affiancata dal penalista che ha sollevato alcune eccezioni preliminari all’interrogatorio: prima una “palese incompetenza territoriale” dell’autorità giudiziaria siciliana, e poi la pretesa impossibilità della sua assistita “di essere assunta come teste” dal sostituto Di Matteo, che aveva in passato solidarizzato con il collega Luca Tescaroli, firmatario a Caltanissetta della richiesta di archiviazione di Berlusconi e Dell’Utri nell’inchiesta sui mandanti delle stragi del ’92. Non solo. Il legale di casa Berlusconi ha contestato anche i pm Ingroia e Lia Sava, che in passato avevano querelato Berlusconi e criticato l’ex premier anche al di fuori – secondo lui – delle funzioni giudiziarie. Ma tutto questo non è servito, e Marina Berlusconi ha dovuto suo malgrado rispondere. Gli inquirenti le hanno chiesto spiegazioni su due bonifici di 362 mila e 775 mila euro fatti a titolo di prestito infruttifero, nel 2003, dal conto di cui Marina era cointestataria con il padre. Una piccola parte dei circa 50 milioni che Dell’Utri, secondo gli inquirenti, avrebbe ricevuto in dieci anni da Berlusconi senza alcuna apparente giustificazione. L’ipotesi della Procura di Palermo è che il fiume di denaro sarebbe servito al fondatore di Forza Italia a comprare il silenzio dell’amico Marcello o che, attraverso il parlamentare , l’ex premier abbia fatto arrivare soldi a Cosa Nostra per assicurarsi la protezione delle cosche, come attestato dalla Cassazione.

Le spiegazioni di Marina, che secondo Ghedini ha risposto “esaurientemente a tutte le domande”, sono apparse in realtà ai pm di Palermo del tutto “vaghe”. Lei, la figlia devota con piglio da manager, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione ai giornalisti.

ALLA FINE della deposizione, è risalita sulla Mercedes e nascosta dai vetri oscurati si è allontanata senza neppure una battuta. In questo, ma solo in questo, per nulla simile a papà. Che, dopo Marina, dovrà anch’egli sedersi davanti ai pm nell’insolito ruolo di vittima.

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1 risposta a “marina berlusconi non sa una mazza: faceva tutto papi”

  1. Gary Birch ha detto:

    Non mi sorprende. Se c’e’ “qualcuno” che pensi che la legge sia uguale per tutti allora sara’ l’unica persona in Italia. Io non essendo Italiano e avendo vissuto diversi anni a Parma posso dire senza difficolta’ che questo “bel” paese e’ e sara’ sempre nelle mani di persone che possono fare(e lo fanno), “quello che vogliono”. Mi fa cagare quando sento parlare ormai tutti giorni dei problemi che ci sono e alla fine come sempre non si risolve nulla.

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