mills, sentenza più vicina

MILLS, SENTENZA PIU’ VICINA

di Antonella Mascali

Il colpo di scena al processo Mills non lo regala Silvio Berlusconi, seduto al banco degli imputati per corruzione in atti giudiziari, ma il collegio della decima sezione penale del tribunale, presieduto da Francesca Vitale. I giudici, cambiando una loro decisione precedente, hanno cancellato la testimonianza di una decina di testi ritenuti “superflui”. Dunque la sentenza di primo grado è dietro l’angolo (probabilmente prima di Natale), mentre fino a ieri sembrava quasi impossibile, anche per scelte processuali e di agenda del tribunale. La prescrizione del processo, infatti, è prevista a fine gennaio. Ma con l’ordinanza di ieri, inaspettata, almeno ci sarà un verdetto parziale. Quel verdetto che Berlusconi ha cercato di evitare in ogni modo, avendo sul collo la sentenza definitiva del suo ex coimputato, David Mills, condannato e prescritto come testimone corrotto. L’ordinanza del tribunale è una beffa per gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo. L’hanno provocata involontariamente. Hanno chiesto, infatti, al termine della deposizione in videoconferenza dell’ex consulente di Flavio Briatore, Maria Pia De Fusco (chiamata dall’accusa), la testimonianza di altri due testi. Il tribunale non solo ha respinto la richiesta, ma ha escluso i testimoni che hanno già deposto al processo Mills e i cui atti sono stati trasmessi al collegio.
Sarà proprio Mills l’ultimo testimone chiamato a deporre, il 24 ottobre. Per il 28 è fissato l’interrogatorio di Berlusconi, ammesso che si sottoponga. Ghedini è furioso: “La nostra presenza diventa inutile perché se non ti fanno ascoltare i testi, gli avvocati possono fare poco”.
Nella prima parte dell’udienza, alla presenza del premier, il pm Fabio De Pasquale si era rivolto ai giudici perché non si perdesse tempo: “Chiedo che l’audizione dei testi britannici venga fissata prima del 31 ottobre perché altrimenti si blocca il processo. Un fatto che non è dettato né da obbligo di legge né dalla logica”. Poi quasi una preghiera: “È un estremo appello alla sopravvivenza del processo. Con molto rispetto, ma anche con molta decisione, vi prego di fissare prima queste deposizioni”. Il tribunale ha fatto di più: ha escluso quelle e altre deposizioni, ritenendo valide, secondo legge, gli atti trasmessi dal processo a Mills.
Tutto questo è avvenuto nel pomeriggio. Berlusconi era già andato via. Si era presentato al Palazzo di Giustizia di Milano alle 10:59, un minuto prima che entrasse la Corte. Fuori tanta polizia ma, al contrario che nei mesi scorsi, i supporter si potevano contare con le dita di una mano. Nessun comizio da parte del premier. Dentro l’aula, ai giornalisti che gli chiedevano come stava, ha fatto una battuta: “Io sto bene, voi avete invece delle brutte facce… scherzo”. Ma dalla faccia non sembrava avesse molta voglia di scherzare.

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