onorevoli al computer mentre addentano il supplì di stato…

Inglese e supplì: la Camera costa

1,2 MILIONI MESSI A BILANCIO PER I CORSI DI LINGUA DEGLI ONOREVOLI

di Eduardo Meligrana

Qual è la differenza tra hardware e software? The pen is on the table? Per rispondere a tali amletici dilemmi, la Camera dei deputati ha deciso di investire. Il progetto di Bilancio della Camera per l’anno finanziario 2012 ha previsto una voce per corsi di “informatica e lingue straniere per deputati”. L’obiettivo è quello di incrementare l’utilizzo delle tecnologie informatiche da parte dei parlamentari e di aumentarne l’autonomia in “contesti linguistici diversi”.

I CORSI, c’è da giurare, sono una fati-caccia. Chini sui libri, con gli occhi rossi fissati sui monitor, i deputati rimangono inchiodati per tre anni. Un milione e 200 euro la cifra complessiva, 400 mila euro l’anno per l’alfabetizzazione informatica e linguista. D’altronde si tratta di due delle famose “tre i” che avrebbero cambiato il Paese. In attesa dell’Agenda digitale, le tecnologie sembrano prese sul serio in Parlamento, dove si spendono 9 milioni e 400 mila euro per “attrezzature informatiche e software applicativo”. Con l’inglese si spera, invece, che termini ostici come spending review appaiano più chiari, magari a partire dai costi della politica.

Dai toni trionfalistici della relazione al Bilancio dei deputati Questori, i tagli sono “epocali”, “in un anno caratterizzato da decisioni assai impegnative e di peculiare rilievo strategico per la vita dell’Istituzione parlamentare”. Per la prima volta, si applica, infatti, il Regolamento di amministrazione e contabilità (Rac) con diminuzione del 5 per cento della dotazione della Camera.

L’appannaggio di Montecitorio rimane, però, enorme, quasi un miliardo di euro (992,8 milioni), invariato fino al 2014. Carta canta. Gli stessi onorevoli non confidano molto sulle proprie capacità di utilizzo delle tecnologie. Nonostante l’informatica, mettono a bilancio 6 milioni per la stampa di atti parlamentari. La Camera prevede 440 mila euro (con incrementi futuri) per realizzare e distribuire pubblicazioni di servizio: regolamenti, atti e repertori. Sessanta milioni di pagine per 900 mila euro in costi di cancelleria.

E GLI IMPREVISTI? Nel trattato sulla guerra, Carl von Clausewitz accenna ad un “fattore invisibile e sempre presente” che sconvolge i piani dei comandanti e manda all’aria le strategie più sofisticate. Deve essere per questo che in bilancio appaiono 12 milioni e 436 mila euro (parte capitale e parte corrente) nel Fondo di riserva per spese impreviste o obbligatorie. Previste le “spese impreviste” anche nel prossimo biennio.

Ma un deputato è come un diamante, è per sempre: chi termina il mandato ottiene rimborsi per biglietti aerei, ferroviari e marittimi. Ben 800 mila euro per il 2012, confermati per il 2013 e il 2014. I costi di soggiorno per i parlamentari dell’attuale legislatura ammontano a 26 milioni, mentre 8 milioni e 450 mila sono i rimborsi viaggio e 4 milioni e mezzo i costi di segreteria.

NEL FRATTEMPO, i trattamenti previdenziali crescono. Lacrime e sangue per i cittadini, ma per gli ex parlamentari, ad esempio, la somma si attesta sui 136 milioni solo per il 2102. Oltre 138 i milioni di euro per il 2013. Si arriverà a 139 milioni nel 2014. Aumentano anche le somme destinate alle pensioni per il personale in quiescenza: 216 milioni per l’anno in corso, oltre 217 milioni per il prossimo anno fino ai 227 milioni del 2014. Pranzi parlamentari? Si dovrà aspettare fino al 2014 per vedere un deputato con un vassoio in mano. Da quella data, infatti, il ristorante di Montecitorio si trasformerà in self service. Nel 2012, il conto dei pranzi parlamentari è di 5 milioni e 700 mila euro. Con il self service attivo, il risparmio sarebbe già di 2.5 milioni, come stimano gli stessi deputati Questori.

Per il capitolo poste e telecomunicazioni, è salata la bolletta telefonica. Entro dicembre gli onorevoli telefoneranno per 2 milioni e 215 mila euro. Un milione e mezzo di telefonia fissa, mentre per i cellulari la spesa è di 550 mila euro. Anche la posta costa parecchio, tra francobolli e spedizione, si arriva a 600 mila euro.

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