quale centrodestra? quale leader?

QUEL CHE RESTA DELLA DESTRA

Alla ricerca di un papa straniero

di Marco Palombi

Un formicaio impazzito, un alveare in fuga, quelle folle di piccolissimi giapponesi che scappano nei film di Godzilla. Un’accozzaglia indistinta e impaurita da cui sale ritmata la domanda religiosa del nuovo messia, un sussurro che passa di bocca in bocca: “Re-nzi-Re-nzi-Re-nzi…”. È lo scenario post-atomico del centrodestra nella progressiva scomparsa dal discorso pubblico di Silvio Berlusconi. Cercano il loro Renzi e non lo trovano, come la Titina d’un tempo. Semplicemente non esiste alcun uomo nuovo nel vecchio campo dei laudatores del Cavaliere: né tra quelli in purezza che rimettono sulle giacche la spilla di Forza Italia, né tantomeno tra quanti oggi vengono definiti “fascisti” dallo stesso caro leader. Ci sono un paio di equivoci, è vero, che circolano sulla stampa. Il primo è Angelino Alfano, uno che era vecchio già quando portava i caffè a palazzo Grazioli e non riesce a darsi un tono cool nonostante l’Ipad, Facebook e la relativa playlist musicale collettiva. L’attuale segretario del Pdl potrebbe al massimo garantire la parziale sopravvivenzadell’attuale ceto politico in attesa di consegnarsi, mani e piedi legati, al nuovo centrodestra di Casini durante l’ammucchiata del Monti bis. Il secondo equivoco riguarda i cosiddetti Formattatori, guidati da Alessandro Cattaneo, 32enne sindaco di Pavia: è chiaro che nella confusione può succedere di tutto, ma non è certo un gruppetto di giovanotti del sottobosco politico, peraltro messo su dalla vecchia guardia forzista dei Valducci e Dell’Utri, a poter rappresentare il nuovo.

AL PDL NON servono le primarie: non ha il personale politico per farle in modo sensato, non possiede l’antropologia necessaria a metabolizzare il confronto senza rete in cui si trasformerebbero adesso. Rimanendo in tema di terminologia da Partito democratico, insomma, al Pdl più che il “nuovo Renzi” serve il “Papa straniero”: un personaggio che non provenga dalla politica e possegga di suo quella allure mediatica senza la quale non si può guidare il campo di forze che fu di Silvio Berlusconi. I nomi, in sostanza, sono due: Luca Cordero di Montezemolo e Corra-do Passera. Con entrambi, non a caso, il Cavaliere ha fatto i primi, timidi sondaggi: in particolare l’ex ragazzo della Ferrari sarebbe l’uomo ideale, viste le difficoltà lussemburghesi e di governo dell’ex banchiere di Intesa, ma quello non si decide. E così api, formiche e giapponesi continuano a correre in tondo in preda al terrore: in realtà l’unico nuovo Renzi possibile per il centrodestra è quello vecchio. L’ultima corsa è ancora la tentazione dell’anziano fondatore, nonostante la recente sterzata pro-Monti bis: solo che stavolta Berlusconi correrebbe da solo, senza api e formiche.

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