quella casta che mangia a sbafo (e non sopporta le domande)

CAMERA, AI GIORNALISTI VIETATO FARE DOMANDE SULLA CASTA

di Sandra Amurri

La cronista del Fatto allontanata dai commessi: ordini dall’alto

 

Francesco Colucci è stato eletto alla Camera per la prima volta nel 1972. Divenne poi Questore quindici anni più tardi, nel 1987, quando a presiedere l’assemblea di Montecitorio c’era Nilde Iotti e al governo Giovanni Goria. L’incarico lo ricopre da allora, salvo un’interruzione dal ‘94 al 2001

Fuori dai Palazzi della politica cresce l’insofferenza verso i privilegi della casta. Dentro i Palazzi la casta continua a proteggere se stessa con un’arroganza inaudita. Una cronista
che vuole conoscere le indennità di cui godono i Questori (deputati dal potere illimitato), quali sono i fornitori, come vengano scelti e qual è la gestione delle spese di Montecitorio, non può farlo perché le viene impedito. Evidentemente il concetto di normalità e di trasparenza sono estranei a una classe politica per troppo tempo intoccabile e insindacabile. Non ci resta che raccontare i tanti “no” incassati al telefono e alla Camera dei deputati da dove, ieri, siamo stati letteralmente cacciati.

Giovedì ore 11. La porta dell’ufficio del Questore Francesco Colucci del Pdl si apre, compare una signora, la riconosciamo, cerchiamo proprio lei, è Emilia Saugo, capo della sua segreteria che al telefono si è fatta più volte negare con la consumata storia delle riunioni eterne per poi dirci: “Non ho tempo, contrariamente a quanto scrivete qui lavoriamo molto”. Ostetrica, e per restare in tema, specializzazione in Management aziendale, originaria di Ferrara, residente nel Teramano, donna potente di Forza Italia prima e del Pdl poi. Indaffarata, ma non abbastanza per essere anche nominata commissario straordinario del centro di formazione abruzzese Ciapi, per partorire, questa volta restando nel campo delle sue competenze, la riqualificazione dei 44 dipendenti in cassa integrazione. “Buongiorno sono Sandra Amurri del Fatto Quotidiano”. “Oh! Debbo lavorare”, esclama allargando le braccia. “Anch’io sto lavorando, vorrei farle alcune domande”. “Pure io sono giornalista”, questa ci mancava. “Non ho tempo da perdere. Commessi, accompagnatela fuori”, ordina con tono da sceriffo della contea il capo della segreteria del Questore Colucci che siede in Parlamento da 40 anni, dal Psi di Craxi ai giorni nostri. Ordine che ci viene ribadito da un signore che non sappiamo chi sia: “Sono il signor nessuno, vada via”.
Apprendiamo dai commessi che fa parte dello staff di segreteria del Questore Colucci, lo stesso che, come raccontano le intercettazioni della Procura di Pescara, faceva chiamare Lavitola dalla sua segretaria Saugo, affinché si facesse nominare da Berlusconi Commissario straordinario per la ricostruzione in Abruzzo al posto di Chiodi, definito un “rammollito”, diventando così “padrone dell’Abruzzo: “Sai che significa?” spiega a Lavitola “che tu diventi il punto di riferimento dell’Abruzzo che va ogni giorno sui giornali”. Sempre Colucci che in risposta alla nota del deputato dell’Idv, Pierfelice Zazzera, su quanto accaduto ieri, afferma: “Una giornalista lamenta di non essere riuscita a incontrarmi e con atteggiamento aggressivo e provocatorio, ha inveito contro la mia segreteria… non sono tenuto a dare risposte a chicchessia rispetto all’attività legata al mio incarico istituzionale… respingo le posizioni rissose e arroganti che questa signora ha espresso… i giornalisti parlamentari ricevono regolarmente dai membri dell’Ufficio di Presidenza della Camera ogni notizia utile al loro lavoro, come dimostrano anche le perduranti campagne di stampa che con pervicacia fin troppo spesso denigrano l’Istituzione parlamentare. Mi stupisce che un deputato si sia prestato a fare da cassa da risonanza a questa signora”.
Facciamo notare al Questore che la “signora” è una giornalista e non un “chicchessia” a cui è tenuto a dare risposte. In conclusione, ecco le domande che avremmo voluto fare. È vero che i Questori oltre ad abitare a spese dello Stato in appartamenti lussuosi nel cuore di Roma con terrazze panoramiche, con tanto di servizio pulizia, pranzi e cene gratis serviti da maggiordomi, ad avere diritto alla macchina con autista e all’indennità di cui godono tutti i deputati di 3.503,11 euro per il rimborso delle spese di soggiorno a Roma (già gentilmente offerto dallo Stato) godono anche di un’indennità aggiuntiva che sfiora i 5 mila euro netti al mese? Perché le forniture della Camera dei deputati (dalla carta igienica alla ristorazione alla gestione documentale alle consulenze per svariati milioni di euro) avvengono attraverso affidamento diretto e non gare pubbliche come dimostra il lavoro pubblicato dai Radicali nel sito “Open Camera”? È vero che una delle due figlie della signora Saugo lavora presso il Banco di Napoli Agenzia della Camera e l’altra nel gruppo del Pdl alla Camera? (come da interrogazione del deputato dell’Idv Francesco Barbato).

E ancora, se ci è consentito: il Questore Colucci è stato iscritto alla P2? È vero che il sostituto Andrea Dell’Orso ha indagato la Saugo con l’accusa di estorsione per aver scritto a Beniamino De Nardis (direttore del Ciapi licenziato da lei): “Ti do il tfr se rinunci al ricorso contro il licenziamento”?

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