roma sarà ladrona, ma la lega mica scherza…

Non solo Tanzania: Bossi e Maroni nella morsa

GUERRA DI TWEET E NUOVO TERREMOTO DOPO QUELLO SUI FONDI ALL’ESTERO. IL SENATUR VUOLE LE DIMISSIONI
di Elisabetta Reguitti

L’unica cosa che ieri non è passata su twitter è la (probabile) autosospensione dalla Lega di Boni. Per il resto è stato tutto un “cinguettio”. Ha aperto l’eurodeputato Matteo Salvini: “Boni indagato? Sono sicuro che saprà dimostrare la totale infondatezza delle accuse, in Lega non siamo abituati a fare o pensare certe cose”. Poi è toccato allo stesso presidente del consiglio regionale, raggiunto dall’avviso di garanzia, che ha twittato: “Cari amici, sento il dovere di postare anche qui il comunicato stampa diramato ai media non appena ricevuta l’informazione di garanzia e subita la perquisizione. Ringrazio chi già di voi mi ha espresso solidarietà, infondendomi ancora più serenità

per dimostrare la mia estraneità alla vicenda. Confermo che in data odierna mi è stata notificata un’informazione di garanzia, contestualmente a una perquisizione degli uffici della mia segreteria. In relazione ai fatti in oggetto di contestazione, anticipo fin d’ora la mia totale estraneità. Nel contempo confermo la mia piena disponibilità a chiarire la mia posizione e la mia estraneità con gli organi inquirenti, in modo da poter fare piena luce sulla vicenda nei tempi più rapidi possibili”. All’ombra degli investimenti fatti in Tanzania dal partito di Bossi potrebbero dunque anche esserci quei soldi che è accusato di aver preso Boni.

“Uno che oltre a sbraitare ha sempre navigato a vista” diceva ieri un suo collega di partito mentre lo stesso Salvini, in serata – e non più con un tweet – usava una forma più prudente: “Quando sento parlare di finanziamenti alla Lega mi sento male perché non abbiamo bisogno di chiedere soldi a nessuno. C’è un’indagine in corso, ma penso e spero, che si risolva per il meglio. Certo è che, come Regione Lombardia, non è una bella immagine”. Buttandola poi sul vittimismo: “Non sono un complottista, ma posso dire che è sicuramente una coincidenza strana che si stia montando tutto un sistema intorno alla Lega, che è rimasta l’unica forza politica d’opposizione, anche mediaticamente parlando”. A voler vedere però la Lega è la “sola forza politica d’opposizione” sugli scranni parlamentari e non certo in regione Lombardia dove governa. Così come in molti comuni della regione dove ieri si è cercato di parare il contraccolpo di questa inchiesta che potrebbe pesare anche sull’andamento delle prossime amministrative. Sulla via complottista ieri anche il capogruppo alla Camera Gianpaolo Dozzo: “Non ci sorprende che la magistratura abbia per noi un occhio di riguardo. Quando un nostro deputato, Gianluca Pini, presentò un emendamento che introduceva la responsabilità civile dei giudici venne raggiunto da un avviso di garanza dopo appena una settimana”. Intanto sul profilo di Boni volavano tweet di solidarietà tipo: “Ci vogliono eliminare”, “piena solidarietà”, “ci fidiamo di te”, “non credo a nulla”, “sarebbe come se crollasse il Duomo”. Ieri Maroni era a a Roma, mentre Marco Reguzzoni era in tour con il suo personale progetto-simpatia per trovare sostenitori anche fuori dal partito. Nel frattempo Giorgetti assicurava che Umberto Bossi – occupato con le minacce di morte al suo concittadino varesino Mario Monti – nel pomeriggio avrebbe parlato con Boni invitandolo a sospendersi dal partito.
E per un Gian Paolo Gobbo (sindaco di Treviso) che commentava “sarà lui a decidere cosa fare ma se fossi in lui mi dimetterei da Presidente oggi stesso, anche per essere più libero nella difesa”, il vicepresidente della Regione Lombardia, Andrea Gibelli, parlando di un eventuale passo indietro del presidente del Consiglio regionale tentennava: “Spero che Boni darà informazioni coerenti con quelle che ci attendiamo. Dopo come partito faremo tutte le valutazioni del caso. Ho parlato con Boni è sereno e mi ha confermato la sua estraneità”.
La Lega-tweet di ieri era iniziata con il post di Davide Boni che, ironia della sorte, faceva riferimento al Tribunale di Milano ma non in relazione in relazione ai guai giudiziari che lo lo avrebbero travolto dopo poco: “Oggi si inizia con Aula alle 10, Piano casa. Ricordo anche che alle 10,30 di fronte al palazzo di Giustizia ci sarà una manifestazione contro la violenza sulle donne”. E dopo l’invito a partecipare numerosi lo stesso Boni augurava una buona giornata a tutti. Non è andata proprio così.
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