santissimo immobile (dall’ici esentato…)

Santissimo immobile
La Chiesa esclusa anche dalle rivalutazioni catastali Bagnasco si limita a puntualizzare sull’Ici
di Caterina Perniconi

Un problema tra Ici e Chiesa c’è. La conferma arriva dalle parole del presidente dei Vescovi, Angelo Bagnasco, che si è detto pronto a discutere della questione.
Ma attenzione a non considerare la dichiarazione come un’apertura. É piuttosto la disponibilità a chiarire una posizione costituita: “Il primo atto da fare nei momenti in cui c’è un po’ di confusione e agitazione degli animi mi pare che sia quello di fare chiarezza e documentare le cose”, ha detto Bagnasco, lasciando poco spazio all’illusione di una volontà di cambiamento. “Come è noto – ha poi puntualizzato – la legge prevede un particolare riconoscimento e considerazione del valore sociale dell’attività degli enti no profit, tra cui la Chiesa cattolica e quindi anche di quegli ambienti che vengono utilizzati per specifiche attività di carattere sociale, culturale ed educativo. Bisogna aggiungere che laddove si verificasse qualche inadempienza si auspica un accertamento e la conseguente sanzione, come è giusto per tutti”.
DI INADEMPIENZE,
come hanno dimostrato i Radicali con i loro “video-denuncia”, ce ne sono molte, serve solo la volontà di far rispettare la legge. “Al cardinal Bagnasco – ha dichiarato Mario Staderini, segretario del partito di Pannella – vorrei ricordare che c’è poco da discutere o puntualizzare: una legge italiana non deve essere certo contrattata con la Cei. Il Parlamento deve semplicemente eliminare l’esenzione per chiunque svolga attività commerciali”. Ma il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha ribadito ieri di non essersi ancora occupato della questione. “Sono anche a conoscenza di una procedura europea sugli aiuti di Stato” ha aggiunto il premier. Facendo riferimento all’indagine formale per incompatibilità con le norme sulla concorrenza scattata già due volte nei confronti dell’esenzione dell’Ici.
Eppure la manovra del nuovo esecutivo rischia di replicare nella concessione dei privilegi i precedenti governi. Fu alla fine del 2005, poco prima delle elezioni, che Silvio Berlusconi approvò una norma che stabiliva l’esenzione dal pagamento dell’Ici per tutti gli immobili della Chiesa. L’anno successivo, dopo una lunga polemica, il governo di Prodi, per mano dell’attuale segretario democratico Pier Luigi Bersani, cambiò la normativa, prevedendo che l’esenzione si potesse applicare solo agli immobili “con finalità non esclusivamente commerciali”. E proprio l’avverbio “esclusivamente” ha permesso alla Chiesa di usufruire dell’esenzione anche per strutture turistiche, alberghi o ospedali, purché all’interno avessero uno spazio dedicato al culto. Nel 2008, poi, col decreto che ha cancellato l’Ici per la prima casa, i privilegi sono stati confermati.
MA A QUANTO pare non è tutto. Come rivelato ieri da Il Sole24ore, la manovra non conterrebbe a sorpresa alcuna rivalutazione delle rendite catastali per gli immobili del clero. Ovvero gli unici stabili su cui viene pagata l’Ici dal Vaticano, non cambieranno stima. Questo significa che mentre per le abitazioni il moltiplicatore è passato di colpo da 100 a 160, per i negozi e le botteghe da 34 a 55 e per gli uffici da 50 a 80, sugli immobili di classe B (dai collegi alle scuole, dai seminari ai convitti) l’asticella è rimasta a 140. Quanti soldi andranno persi con quest’operazione non è stato ancora possibile calcolarlo. Mentre l’Anci, associazione dei Comuni italiani, ha stimato che l’esenzione vale 400 milioni.
Davanti alla necessità di fare cassa, anche i supercattolici sono diventati improvvisamente laici. Sono infatti del Pdl i due emendamenti che chiedono alla Chiesa di pagare l’Ici anche sulle parrocchie, gli oratori, gli edifici di culto o, in subordine, di riscuoterla almeno da coloro che affittano campi di calcio o sale per le feste di compleanno. I proponenti sono Maurizio Bianconi, Viviana Beccalossi, Monica Faenzi e Francesco Biava. L’emendamento, spiegano, “renderebbe la manovra più equa”. Dubbio che non hanno mai avuto quando erano al governo.

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